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USA, queste le voci dei bambini che sono appena stati separati dai genitori al confine

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USA, queste le voci dei bambini che sono appena stati separati dai genitori al confine

USA, queste le voci dei bambini che sono appena stati separati dai genitori al confine
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Disegni e materiale ludico lasciato sul tavolo di un rifugio per minori non accompagnati a Brownsville, Texas Administration for Children and Families at the U.S. Department of Health and Human Services/Handout via REUTERS
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Quella che sentite qui sopra è la colonna sonora, fatta di pianti inconsolabili, che accompagna l'applicazione della politica di tolleranza zero dell'amministrazione Trump contro l'immigrazione clandestina.

In questo audio, ottenuto in esclusiva da ProPublica, si sentono i gemiti di 10 bambini centroamericani, dai 4 ai 10 anni, in lacrime dopo essere stati separati dai genitori. "Molti di loro piangono così forte da far fatica a respirare", scrive il sito no profit di giornalismo investigativo. Urlano "Mami" e "Papi" mentre la voce di un agente di frontiera esclama, facendo dell'ironia: "Beh, abbiamo un'orchestra qui, manca il maestro".

Sono circa 2.300 i bambini separati dalle loro famiglie al confine Usa-Messico dal 19 aprile al 31 maggio, dopo l'entrata in vigore delle misure. Lo riportano i media Usa citando dati del Dipartimento per la sicurezza interna, sullo sfondo delle polemiche per la violazione dei diritti dei bambini, denunciata anche dall'Onu.

In tutta la sua drammaticità, la registrazione di ProPublica rompe il silenzio: ha il merito di restituire la voce e il suono della realtà a fatti che parrebbero altrimenti troppo distanti per toccarci da vicino.

In Texas, a Brownsville, la struttura simbolo del nuovo corso a tolleranza zero: il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti ha allestito un rifugio per circa 1500 minori, entrati nel Paese da soli o successivamente separati dalle loro famiglie.

L'audio è stato registrato dentro un centro di detenzione al confine, la persona che l'ha consegnato all'organizzazione ha chiesto di rimanere anonima per paura di ripercussioni.

I bambini di coloro che hanno oltrepassato il confine illegalmente vengono ora separati dai genitori. Più di 100 di questi bimbi hanno meno di 4 anni.

Un orsacchiotto lasciato senza proprietario a Brownsville, Texas

Tutti contro Donald Trump e il suo pugno duro contro i clandestini e i loro figli

Dai democratici a un crescente numero di repubblicani, dall'Onu ("inaccettabile e crudele") ai leader religiosi. Persino Melania, con un rimprovero indiretto ("un Paese deve governare anche col cuore") e l'ex first lady repubblicana Laura Bush, che sul Washington Post ha definito la politica della tolleranza zero "crudele, immorale e straziante", un messaggio ritwittato da un'altra ex first lady, Michelle Obama: "A volte la verità trascende il partito".

Laura Bush ha paragonato le tendopoli dei bimbi ai campi di internamento dei giapponesi nella Seconda Guerra Mondiale, "uno degli episodi più vergognosi della storia americana". Solo la figlia-consigliera Ivanka tace, nonostante rivendichi la famiglia tra le sue deleghe. Ma il tycoon difende e rilancia la sua linea della fermezza, continuando a scaricare sui dem la colpa della separazione dei bimbi e criticando l'Europa, con un colpo basso ad Angela Merkel, mentre è all'angolo proprio sulle politiche migratorie.

"Non vogliamo che quanto sta accadendo con l'immigrazione in Europa accada da noi", twitta. Poi mette nel mirino la cancelliera tedesca: "Il popolo tedesco si sta rivoltando contro la sua leadership mentre la migrazione sta scuotendo la già fragile coalizione di Berlino. La criminalità in Germania è molto alta. Grande errore aver permesso in tutta Europa a milioni di persone di entrare e di cambiare così fortemente e violentemente la sua cultura!", ha aggiunto Trump, appoggiando così la linea dura perseguita dall'asse 'populista' tra Italia, Austria e Ungheria.

Scrive Il Post che, come hanno fatto notare i Democratici, non c’è nessuna legge che prevede la separazione delle famiglie, determinata soltanto dal cambio di approccio voluto dall’amministrazione Trump. "Prima dell’applicazione del nuovo metodo chi entrava nel territorio americano illegalmente per la prima volta e in presenza di minori non subiva una separazione, salvo rarissime eccezioni, né veniva considerato come soggetto prioritario da perseguire penalmente. Le famiglie venivano perlopiù detenute insieme in centri speciali, in attesa del giudizio di un giudice speciale".

San Diego, un centro per i bambini dei migranti detenuti - Administration for Children and Families at the U.S. Department of Health and Human Services/Handout via REUTERS

Nessun passo indietro nell'amministrazione

"Gli agenti stanno attuando le leggi approvate dal Congresso e non devono scusarsi", ha spiegato la segretaria per la sicurezza Interna, Kirstjen Nielsen. "Senza applicare le leggi, incoraggiamo centinaia di migliaia di persone ogni anno a ignorarle e a entrare illegalmente nel nostro Paese", le ha fatto eco il ministro della giustizia, Jeff Sessions, parlando davanti all'associazione degli sceriffi a New Orleans.

Ci possono volere dei mesi perché bambini e genitori vengano riuniti, durante i quali i minori rimangono soli in un paese di cui spesso non conoscono nemmeno la lingua. Adulti e minori sono inseriti in percorsi di detenzione completamente diversi. Questi ultimi sono presi in carico dai servizi sociali, che cercano l’adulto più prossimo a cui affidarli.

Tornillo, Texas: bambini migranti separati dai loro genitori camminano in fila tra le tende del loro compound - REUTERS/Mike Blake