Espulsione dei diplomatici russi: "Rischio Guerra Fredda"

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Di Euronews
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Per la premier britannica May "un successo". Mosca promette una risposta proporzionata

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La ritorsione diplomatica collettiva alla Russia concordata dal Consiglio Europeo e condivisa da altri alleati occidentali in seguito al caso Skripal "è una risposta alla minaccia" che Mosca pone "alla sicurezza di tutti noi, non solo un segno di solidarietà" verso la Gran Bretagna.

La pensa così la premier Theresa May, che ha presentato come un successo diplomatico le espulsioni decise da 18 paesi fra cui 15 dell'Unione europea.

Dubbi, al contrario, vengono espressi da analisti e politologi, preoccupati per il rapido peggioramento delle relazioni diplomatiche con la Russia e per le conseguenze che ciò potrà causare a livello globale.

Bruce Fein. costituzionalista statunitense: "Credo che stiamo andando verso delle relazioni da Guerra Fredda, verso un ritorno a crisi come quella dei missili di Cuba, il che significa andare verso relazioni totalmente contraddittorie. Al momento non c'è un solo posto al mondo, Siria ed Iran compresi, dove gli Usa e la Russia abbiano posizioni allineate".

Ieri il presidente statunitense Trump aveva disposto l'espulsione di 60 diplomatici russi accreditati negli Usa e la chiusura del consolato di Seattle.

Per ora da Mosca solo un laconico commento del ministero degli Esteri, che promette una risposta proporzionata, e qualifica la posizione di Londra come "ipocrita e piena di pregiudizio".

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