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Budapest: fallisce il referendum anti-movida

Budapest: fallisce il referendum anti-movida
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Non ce l'hanno fatta i residenti del quartiere della movida di Budapest a vincere il referendum consultivo sulla chiusura di bar e pub da mezzanotte alle sei. Il 66% degli elettori, in maggioranza anziani, ha detto sì ma il quorum non è stato raggiunto. Il distretto è il VII, le vie del divertimento delimitano un'area di un chilometro quadrato, che ospita oltre trecento locali aperti di notte.

"La situazione è insostenibile", dice un'italiana che vive nelle vie della protesta, "Rumore, urla, sporcizia 24 ore su 24. Per questo ho voluto votare".

Il quartiere, sede delle più grandi sinagoghe d'Europa, è affollato di visitatori e meta privilegiata del turismo di massa low cost, causa di malcontento in molte altre grandi città europee, in primis Barcellona.

"La situazione è molto difficile, qualcosa deve essere fatto. Penso però che il quesito del referendum non fosse corretto. La soluzione non è chiudere i locali a mezzanotte, perché significherebbe la morte del quartiere", dice una residente ungherese.

L'annus horribilis per gli abitanti della zona è il 2013, quando venne autorizzata l'apertura notturna dei bar, dando il via alla metamorfosi del distretto. L'amministrazione non ha fatto campagna per il sì o per il no al referendum. Pur comprendendo le istanze dei cittadini, deve aver tuttavia tirato un sospiro di sollievo, dato che le restrizioni avrebbero comportato significative perdite per la casse comunali.