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L'uccisione di Saleh, un interrogativo in più sul futuro dello Yemen

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L'uccisione di Saleh, un interrogativo in più sul futuro dello Yemen

L'uccisione di Saleh, un interrogativo in più sul futuro dello Yemen
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L'uccisione dell'ex-Presidente yemenita Ali Abdullah Saleh rischia d'essere benzina sul fuoco di una guerra che dal 2014 ad oggi ha fatto oltre 10.000 morti.

Detentore delle chiavi del Paese per oltre 30 anni, Saleh sarebbe stato ucciso dai ribelli Houthi ai quali aveva voltato le spalle sabato scorso, nell'ennesima piroetta compiuta a partire dal 2012 nel tentativo di riprendere le redini del Paese.

La ribellione sciita, sostenuta dall'Iran, presente lunedì di fronte alla residenza di Saleh a Sanaa, raccoglie comunque ampi consensi nella capitale.

"Oggi per strada c'è più calma" dice un giovane sostenitore della ribellione Houthi. "La gente è più tranquilla ed è una buona notizia la scomparsa del leader della milizia che ha cercato di gettare il caos e la divisione tra gli Houthi, che ha cercato di distruggerli e di venderci all'aggressore saudita. Ali Abdullah Saleh era l'ultima carta che la coalizione saudita ha provato a giocare" dice.

Una lettura forse troppo ottimistica del futuro, dal momento che invece il Presidente Abed Rabbo Mansour Hadi ha lanciato un appello alla popolazione yemenita, da Riad dove si è rifugiato negli ultimi anni, affinché unisca le proprie forze per combattere i ribelli Houthi, chiaramente definiti come "la milizia iraniana".

In quello che è un conflitto aperto tra le due potenze regionali contrapposte, Arabia Saudita e Iran, Saleh aveva offerto sabato la propria disponibilità al dialogo con i sauditi a condizione che terminasse il blocco imposto al Paese dove l'80% della popolazione è priva dei beni di prima necessità.

A marzo 2015 una coalizione di Paesi arabi a guida saudita ha lanciato una campagna militare nello Yemen per stroncare la ribellione sciita Houthi. Solo da allora la conta dei morti è arrivata a oltre 8.700 vittime e 50.000 feriti. L'Onu considera quella in corso nello Yemen la peggiore crisi umanitaria al mondo.