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Mosul, liberato l'ospedale. Recuperati 75 cadaveri

Mosul, liberato l'ospedale. Recuperati 75 cadaveri
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L’esercito iracheno ha riconquistato il maggiore ospedale di Mosul, o meglio quel che ne rimane. Le forze lealiste lo hanno strappato al sedicente stato islamico questo martedì, dopo 30 giorni di battaglia, tutto reso complicato da decine di cecchini, appostati sugli alti tetti dei palazzi limitrofi.
Ora i terroristi jihadisti, stando a fonti dell’esercito iracheno, sono relegati in un piccolo quadrante di città vicino al fiume Tigri.
Mosul è ridotta a un cimitero di macerie e non solo. Diversi corpi, settantacinque, sono stati recuperati nella centro antico della città, ma non è stato possibile per le famiglie riscattarli, per via della minaccia dei cecchini. Cadaveri di civili e combattenti dell’Isil sono ovunque e forte è l’odore di putrefazione.
Intanto si consuma il dramma dei civili che vivono a Mosul in mezzo a cumuli di macerie. Ben 900mila hanno lasciato la città in 9 mesi di assedio.
Nelle ultime ore a Raqqa, altra roccaforte dell’Isil, ma in territorio siriano, le forze dei curdi siriani hanno fatto breccia nelle mura della città vecchia. Anche qui a raccontare l’avanzata militare sono i vertici della Coalizione anti-Isis a guida Usa.

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