Presidenziali in Iran, sifda tra Rohani e l'ultraconservatore Rajsi

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Al centro della campagna elettorale l'economia. Il presidente uscente Rohani favorito, forte dell'annullamento delle sanzioni

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Si è chiusa mercoledì notte la campagna elettorale per le elezioni presidenziali in Iran, con centinaia di giovani in strada, cori e caroselli; i candidati sono quattro, ma la sfida è tra due: il conservatore Ebrahim Rajsi, esponente della nomenclatura religiosa e il presidente uscente, il riformista Hassan Rohani.

Stando alle previsioni il presidente uscente Rohani potrebbe spuntarla forte della revoca delle sanzioni e del controllo dell’inflazione che era arrivata al 40 % sotto l’ex presidente Mahmud Ahmadinejad e che ora è al 9.
I conservatori peré, accusano Rohani di eccessiva apertura e fiducia verso l’Occidente, proprio per l’opera di mediazione che ha portato al superamento delle sanzioni. Gli rimproverano, inoltre, che nel Paese c‘è ancora troppa disoccupazione (12, 7%, dato stabile da circa un decennio). Venerdì 19 maggio il voto, sabato sera i risultati.

Iran, ieri: Coraggiosa iraniana senza velo fuori da comizio di Rouhani: “Non al velo”. In Italia le ‘femministe’ sfilano a favore del velo. pic.twitter.com/n34Ul3Pu2R

— James The Bond (@IAmJamesTheBond) 18 maggio 2017

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