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Un anno dopo, ancora nelle mani di Boko Haram. La Nigeria ricorda le liceali rapite

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Un anno dopo, ancora nelle mani di Boko Haram. La Nigeria ricorda le liceali rapite

Un anno dopo, ancora nelle mani di Boko Haram. La Nigeria ricorda le liceali rapite
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Un anno dopo il rapimento delle liceali da parte di Boko Haram, la Nigeria e il mondo non dimenticano. Mentre a New York l’Empire State Building si accendeva in segno di solidarietà e omaggi si tenevano in diversi paesi, Abuja era attraversata da un corteo di 219 donne e ragazze: tante quante le giovani, dallo scorso 14 aprile nei mani dei militanti islamici.

Dopo mesi passati a brancolare nel buio, tra i parenti delle ragazze sparite c‘è chi affida le proprie speranze al nuovo presidente e ignora le sue perplessità, sulla possibilità di riportarle a casa.

“Ora che Buhari sta per assumere l’incarico – dice un padre a cui sono state rapite due figlie -. sono certo che prima o poi rivedremo le nostre ragazze”.

Se un invito a non perdere la speranza arriva anche dalla Nobel per la pace Malala, un rapporto di Amnesty International ricorda che delle donne rapite da Boko Haram, oltre duemila sono state ridotte in schiavitù sessuale e costrette a combattere, solo dal 2014.