Turchia. Campagna arresti di giornalisti duramente criticata da Ue e Usa

Turchia. Campagna arresti di giornalisti duramente criticata da Ue e Usa
Di Andrea Neri
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Gli attacchi alla libertà di stampa allontanano la Turchia dall’Europa. La reazione di Bruxelles come quella degli Stati Uniti all’ondata di arresti

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Gli attacchi alla libertà di stampa allontanano la Turchia dall’Europa. La reazione di Bruxelles come quella degli Stati Uniti all’ondata di arresti di giornalisti in Turchia è di condanna senza appello.

Sono in tutto 24 le persone arrestate presso la redazione del quotidiano Zaman e della televisione Samanyolu, entrambi vicini all’imam Fetullah Gulen, emigrato negli Stati Uniti e nemico giurato del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

“Si trattava dei soli mezzi di comunicazione anti-governativi” spiega il giornalista Mustafa Yesil. “Rappresentavano l’opinione di diversi milioni di persone. Questo regime autocratico, con il potere in mano ad una sola persona, cerca di impedirlo ma la gente non ha intenzione di permetterlo”.

Il blitz delle forze dell’ordine, in prima battuta respinto dalla folla dei manifestanti, ha riguardato una decina di città oltra a Istanbul. Arrestato cneh Ekrem Dumanli, il direttore del quotidiano Zaman. Il Premier Ahmet Davutoglu ha difeso a spada tratta la tesi del complotto contro lo Stato su cui si basano le accuse.

“Coloro che si sono introdotti nelle istituzioni, che hanno spiato i vertici più reiservati del Primo Ministro, del Presidente, coloro che hanno cospirato contro l’agenzia di sicurezza nazionale non possono pensare che queste azioni restino impunite” ha detto.

La campagna di arresti era stata in qualche maniera preannunciata dal Presidente Erdogan già venerdì, in un duro discorso contro coloro che tramano alle spalle del governo.

19. Erdoğan is directly supervising the operation. All orders are made by him.

— Fuat Avni Eng (@FuatAvniEng) 13 Dicembre 2014

Resta per ora il mistero sul messaggio via Twitter, postato dal profilo di “Fuat Avni”, che già la scorsa settimana aveva anticipato un’ondata di arresti. Sabato infine era stata pubblicata una lista di nomi con alcune delle persone effettivamente tratte in arresto dalle forze dell’ordine.

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