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Il premier ucraino: "Scelta obbligata"

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Il premier ucraino: "Scelta obbligata"

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L’anima filooccidentale dell’Ucraina, questo martedì, manifesta per la terza giornata consecutiva il premier ucraino riconosce che la Russia ha dissuaso Kiev dal firmare l’accordo di associazione con l’Unione europea.

La piazza d’Europa della capitale ucraina è occupata da domenica da migliaia di militanti dell’opposizione cui non va giù la sospensione della firma dell’intesa.

Accordo che una volta siglato costituirà il preambolo dell’apertura a veri e propri negoziati di adesione.

Il processo di allargamento dell’Unione si arresta ai confini con L’Ucraina?

Certo che no, il processo è sempre in atto. A dimostrarlo l’adesione della croazia la scorsa estate. A 22 anni dalla sua indipendenza, lo stato balcanico è entrato nel club comunitario dalla porta principale.

L’allargamento a est dell’Unione è iniziato nel 2004, con l’adesione di 10 nuovi stati membri.

Si è trattato del più imponente processo di allargamento del club comunitario dalla sua creazione nel 1954.

Tra gli stati membri si contano 8 ex repubbliche sovietiche o stati appartenenti all’ex patto di Varsavia.

Tre anni dopo è la volta di Romania e Bulgaria.

A fare l’anticamera,oggi, oltre la Turchia e Islanda, ancora Paesi dell’est Europa.

A 38 anni dalla sua nascita, l’Unione europea contava 15 stati membri. In nove anni, si è concesso l’ingresso a 13 nuovi stati.

Un allargamento ultrarapido, che ha risposto più a ragioni geostrategiche.

I benefici economici per l’Unione sono stati poco visibili fino a questo momento. Sembra evidente che Bruxelles abbia preferito stabilizzare le proprie frontiere, dando il benvenuto a Paesi potenzialmente instabili.

Sull’accordo di associazione, la cui firma è stata sospesa dall’Ucraina, il primo ministro ucraino Mykola Azarov ha concesso un’intervista in esclusiva a euronews.

Sergio Cantone, euronews:

-Premier è sorpreso dalla reazione degli ucraini che protestano contro la decisione del governo di non firmare l’accordo di associazione con l’Unione europea?

Mykola Azarov, premier ucraino:

“Non sono sorpreso, perché negli ultimi tre anni e mezzo sia il presidente sia il governo hanno promosso attivamente l’idea di quest’accordo con l’Unione.
È il nostro governo che ha scritto la bozza dell’accordo e abbiamo spiegato in modo quasi pedissequo perché lo stavamo facendo. Per cui le manifestazioni di protesta mi sembrano una reazione naturale. Il coinvolgimento attivo degli ucraini prova che le nostre scelte, mirate all’integrazione all’Unione, sono corrette “.

-Potrebbe spiegarci almeno perché all’ultimo istante il suo governo ha deciso di non firmare l’accordo?

“Le rispondo dicendo: meglio tardi che mai. Abbiamo preso questa decisione quando ci siamo resi conto che non avremmo ricevuto aiuti da nessuna parte. Abbiamo capito che le agenzie di rating ci avrebbero specultao, ma non ho intenzione di entrare in questi dettagli ancora una volta. Abbiamo rimandato la decisione fino alla fine sperando di trovare una soluzione, di trovare una compensazione a livello finanziario. Abbiamo preso questa decisione quando abbiamo capito che non c’era nessun tipo di compensazione finanziaria”.

-La Russia ha offerto una riduzione del prezzo del gas che l’Ucraina compra da Mosca? Questo potrebbe dare all’FMI la possibilità di concedere il prestito di cui il Paese ha bisogno senza bisogno di aumentare il prezzo dello gas al consumo.

“È una domanda difficile, la Russia, risolvendo questo problema, perderebbe miliardi di dollari e noi di contro guadagneremmo miliardi di dollari.

È una domanda difficile, perché il contratto così come è scritto ci rende dipendenti dalla Russia, che invece ne beneficia.
Per questo dico che mi riconosco poco nei termini legali di quest’intesa.
Sono però ottimista, ho detto ai russi che questo contratto peggiora le nostre relazioni, non solo quelle economiche, e ci porta a una riduzione dell’acquisto del gas, abbiamo quasi dimezzato le importazioni. Questo contratto non è buono per noi né per voi, deve essere rivisto”.

-Accusate l’FMI, ma come credete possibile che l’Unione europea possa influenzare quest’organizzazione che è un’organizzazione finanziaria a livello mondiale?

“Il Fondo Monetario Internazionale è un’organizzazione finaziaria mondiale governata da un board di direttori che rappresenta il Vecchio Continente, Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti.
Se avessero voluto si sarebbero messi d’accordo e avrebbero deciso di revocare questa condizione per il prestito all’Ucraina dall’ agenda”.