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In Russia, anche facebook e twitter nel tritacarne del Cremlino

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Di Euronews
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In Russia, anche facebook e twitter nel tritacarne del Cremlino
Diritti d'autore  AP Photo/File

"Questo sito non è più raggiungibile": da questo venerdì, ogni utente internet che dalla Russia cerchi di connettersi a facebook o twitter.

Anche le due piattaforme social sono finite nella stretta che il governo russo ha ordinato sui media internazionali: misure ritorsive, che arrivano dopo il blocco ordinato da Bruxelles nei confronti di Sputnik e Russia Today, testate considerate ormai alla stregua di megafoni per fake news e propaganda russa.

La stretta di Mosca arriva sullo sfondo di una nuova legge che punisce col carcere fino a15 anni chiunque diffonda "false notizie sulle azioni dell'esercito". Sul conflitto in Ucraina sono banditi una serie di termini, due tra tutti "guerra" e "invasione" - e non soltanto per i giornalisti ma per ogni cittadino.

"Il blocco dei media statali - spiega Alicia Wanless, direttore della Partnership per le operazioni di contrasto all'influenza presso il Carnegie Endowment for International Peace - ha incoraggiato la Russia a bloccare le piattaforme digitali con sede in occidente, rimuovendo un canale chiave attraverso il quale i russi di spicco hanno espresso la loro insoddisfazione per la guerra. Ma questi blocchi limitano anche appelli come quelli di Zelensky al popolo russo per cercare di erodere il sostegno a questa invasione".

Nel tritacarne del Cremlino, oltre ai social, sono finite decine di testate, tra le quali BBC e Deutsche Welle, i cui siti sono stati oscurati dalla rete.

Ai media indipendenti nazionali - come l'emittente televisiva Dozhd o la stazione radio Ekho Moskvy -   era toccato già nei giorni precedenti, con la chiusura di alcune tra le ultime emittenti radiotelevisive ancora critiche nei confronti del cremlino.

Putin spera così di togliere carurante alle proteste che negli ultimi giorni hanno portato all'arresto di migliaia di oppositori