L'Ungheria ha rifiutato di approvare gli esiti della verifica preliminare dei capitoli negoziali 2 e 3 nel gruppo di lavoro su allargamento e adesione del Consiglio UE (COELA)
L'Ungheria ha rifiutato di approvare i rapporti sulle valutazioni preliminari sui capitoli 2 e 3 dei negoziati per l'adesione all'UE dell'Ucraina. Lo sostiene il portale ucraino Ukrajinszka Pravda, per il quale la mossa avrebbe bloccato di fatto l'apertura dei cluster tematici, in nuovo ostacolo all'adesione di Kiev.
Il blocco è avvenuto durante una riunione del Gruppo di lavoro del Consiglio dell'Unione europea per l'Allargamento e i Negoziati di adesione (COELA).
Sotto i governi del primo ministro Viktor Orbán, l'Ungheria ha costantemente bloccato l'adesione dell'Ucraina all'Unione europea.
Dopo la vittoria elettorale del partito Tisza e poco dopo la formazione del nuovo governo, Budapest ha raggiunto un accordo con Kiev sulle norme che avevano limitato i diritti linguistici, educativi e delle minoranze della comunità ungherese in Transcarpazia.
L'Ucraina si è impegnata a modificare tali norme e, in cambio, l'Ungheria avrebbe dato il proprio consenso all'apertura del primo cluster negoziale.
All'epoca, fonti ungheresi che seguono da vicino i rapporti tra i due Paesi avevano descritto a Euronews questo accordo come un'intesa positiva, capace di rispondere pienamente alle precedenti rimostranze della minoranza ungherese. Secondo le stesse fonti, a Budapest esisteva però il timore che l'Ucraina non attuasse, o non del tutto, quanto previsto dall'intesa.
Questo avrebbe messo in difficoltà il governo Tisza, che in campagna elettorale era stato ripetutamente accusato dall'ex partito di governo Fidesz di rappresentare, insieme a "Bruxelles", gli interessi dell'Ucraina a scapito di quelli ungheresi.
Le fonti sottolineavano però anche un punto di forza della struttura dell'accordo: l'Ungheria può negare il proprio assenso all'apertura di nuovi cluster o alla chiusura dei capitoli negoziali, potendo così fare pressione sul rispetto degli impegni.
L'idea iniziale era che Budapest desse luce verde solo all'apertura del primo cluster, che copre le questioni fondamentali come diritti umani, giustizia, stato di diritto e diritti delle minoranze. A luglio però ha acconsentito anche all'apertura del sesto capitolo negoziale, dedicato alle relazioni esterne.
Ukrajinszka Pravda scrive inoltre, citando fonti legate al Consiglio dell'Unione europea, che la parte ungherese si attende progressi nell'attuazione dell'accordo bilaterale di giugno e che, finché ciò non avverrà, non ci saranno passi avanti nell'apertura di nuovi capitoli negoziali.
Sebbene i rapporti tra Ungheria e Ucraina siano nettamente migliorati dopo il cambio di governo, un incontro al massimo livello non si è ancora tenuto e non è stata fissata alcuna data. Il primo ministro ungherese Péter Magyar ha più volte affermato in passato di considerare più realistico, nel breve periodo, l'ingresso dei Paesi dei Balcani occidentali rispetto a quello dell'Ucraina.
Euronews ha chiesto un commento al ministero degli Esteri ungherese. In caso di risposta alle nostre domande, l'articolo verrà aggiornato.