Il Consiglio nazionale marocchino per i diritti umani denuncia abusi "lontano dagli occhi delle telecamere", mentre il ministro della Giustizia Abdellatif Ouahbi ribadisce che Rabat rivendica la sovranità su Ceuta e Melilla
Il Consiglio nazionale marocchino per i diritti umani (CNDH) torna a chiamare in causa la Spagna. In un rapporto preliminare presentato l'8 agosto, l'organismo accusa le forze di sicurezza spagnole di aver aggredito e maltrattato parte dei migranti entrati a Ceuta il 30 e il 31 luglio, quando circa 80.000 persone hanno attraversato la frontiera in appena 48 ore.
Secondo il documento, il team di monitoraggio del Consiglio ha raccolto le testimonianze di migranti già rientrati in Marocco, che convergono nel denunciare aggressioni da parte di agenti spagnoli, "soprattutto in luoghi fuori dalla portata delle telecamere", come hanno raccontato loro stessi.
Il rapporto si sofferma anche sui minori che avrebbero subito insulti e percosse da parte di "gruppi estremisti" durante il loro passaggio per la città, e critica il fatto che le autorità di Ceuta non abbiano fornito un'assistenza sufficiente, in particolare a bambini e giovani.
Il CNDH va oltre e attribuisce alle "autorità locali" la responsabilità della chiusura di ristoranti e negozi in città, anche se in realtà la decisione è partita dagli stessi ristoratori, che hanno seguito una raccomandazione della locale associazione di categoria.
L'organismo ha inoltre ricostruito il ruolo dei social network nella convocazione dell'ondata: sostiene di aver individuato già l'8 luglio contenuti ingannevoli sull'immigrazione in pagine con oltre 90.000 follower e di aver analizzato 23 gruppi Facebook con più di un milione di membri complessivi.
Quali sono i precedenti tra Marocco e Spagna: il caso del 2022
Non è la prima volta che lo stesso Consiglio chiama in causa la Spagna. Nel 2022, dopo l'assalto alla recinzione di Melilla che causò almeno 23 morti, attribuì la responsabilità alle autorità spagnole per aver mantenuto chiusi i varchi di accesso.
Sebbene la procura marocchina abbia poi archiviato il caso per "assenza di indizi di reato", quel giudizio fu controverso proprio per le informazioni secondo cui erano stati gli stessi agenti marocchini ad allentare la frontiera, permettendo il passaggio a migranti subsahariani.
Perché il Marocco rivendica Ceuta e Melilla nel pieno della crisi migratoria
Il rapporto arriva inoltre in parallelo a un fronte diplomatico che il Marocco ha deciso di riaprire. Il ministro della Giustizia, Abdellatif Ouahbi, ha dichiarato all'emittente panaraba Asharq News che Rabat mantiene viva la sua storica rivendicazione su Ceuta e Melilla e che la questione "rimane sul tavolo" ogni volta che i rappresentanti dei due Paesi si incontrano.
Ha parlato di una strategia "di lungo respiro" per recuperare ciò che considera territorio marocchino attraverso il dialogo, e ne ha approfittato per ribadire un'altra richiesta: il rimpatrio dei minori marocchini non accompagnati che restano nei centri spagnoli, la cui responsabilità, a suo avviso, ricade anche sulle autorità spagnole.
Va ricordato che né Ceuta né Melilla sono mai stati territori marocchini, nonostante si trovino in Africa. Ceuta è passata sotto sovranità spagnola nel 1580, durante l'Unione iberica, mentre Melilla è spagnola dal 1497, quando fu conquistata dalla Corona di Castiglia.