A Zarzal, circa 700 abitazioni sono state danneggiate, alcune rase al suolo. Almeno una persona è morta, mentre le squadre di emergenza hanno controllato casa per casa per individuare i residenti che avevano bisogno di un alloggio e di aiuti. Le macerie hanno bloccato le strade e alcuni edifici gravemente compromessi potrebbero dover essere demoliti.
A Roldanillo, i residenti sono tornati in strade e negozi danneggiati per recuperare il possibile. Almeno due persone sono morte, tra cui il consigliere Juan Carlos García Castañeda, ucciso dal crollo di una parte di una palestra. Centinaia di abitazioni e attività commerciali sono state danneggiate, spingendo le autorità a dichiarare lo stato di calamità pubblica e a imporre un coprifuoco notturno. Senza elettricità né acqua corrente, molte famiglie hanno dormito all’aperto o in rifugi temporanei. I commercianti hanno setacciato le macerie alla ricerca di merce recuperabile, mentre fanno i conti con la perdita del proprio sostentamento.
A El Cairo, cittadina di circa 7.000 abitanti vicino all’epicentro, le autorità riferiscono che circa l’80% delle case e degli edifici pubblici è stato danneggiato o distrutto. Frane, strade interrotte e scosse di assestamento hanno costretto molti residenti a rifugiarsi in alloggi di fortuna.
Il terremoto, che ha colpito il 10 agosto, ha lasciato le comunità di tutto il Valle del Cauca di fronte a una lunga opera di rimozione delle macerie e a una ripresa incerta. Le autorità regionali riferiscono che almeno 27 persone sono morte nei comuni del dipartimento al di fuori di Cali e che oltre mille abitazioni sono state danneggiate, mentre le valutazioni sono ancora in corso. Mentre nelle località più colpite proseguono le operazioni di ricerca e soccorso, i leader locali avvertono che il ripristino delle abitazioni, dei servizi e delle attività economiche richiederà mesi, se non anni.