La prima ministra danese Mette Frederiksen ha assicurato che il suo Paese è pronto a rafforzare i controlli alle frontiere e, se necessario, a chiuderle del tutto
La Danimarca è pronta a rafforzare i controlli alle frontiere e, se necessario, anche a chiuderle, per fronteggiare i rischi di arrivi di migranti sul suolo europeo. A spiegarlo è stata la prima ministra della nazione scandinava Mette Frederiksen, in un discorso pronunciato al Folketing, il parlamento di Copenaghen.
La leader socialdemocratica ha confermato dunque la linea dura sulla questione, nell’ambito del dibattito sorto nell’Unione europea dopo la crisi nella città di Ceuta, che appartiene alla Spagna ma è situata in Africa settentrionale. Qui nei giorni scorsi sono arrivate improvvisamente decine di migliaia di migranti, tutti provenienti dal Marocco, che per la stragrande maggioranza sono già tornati nella nazione magrebina.
Mette Frederiksen: “Inquietanti le immagini arrivate da Ceuta”
“Una politica migratoria rigorosa è fondamentale per la Danimarca e per l’Europa - ha insistito Frederiksen, secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa, che cita l’emittente Tv2 Nyheder. La prima ministra danese ha anche definito “inquietanti” le immagini provenienti da Ceuta, e ha affermato che il governo di Copenaghen sta “continuando a monitorare la situazione con estrema attenzione”.
Pur essendo socialdemocratica, la leader scandinava ha da tempo assunto posizioni intransigenti sulle migrazioni. Al parlamento danese ha confermato di essere pronta ad adottare “le misure necessarie” nel caso in cui dovessero verificarsi nuove ondate. "Potrebbe trattarsi di estendere i controlli di frontiera che abbiamo già oggi. In ultima istanza, di chiuderle completamente, in modo che la polizia controlli tutti coloro che entrano in Danimarca", ha affermato.
La polizia danese dispone di un piano d’emergenza “attivabile in poche ore”
Frederiksen ha quindi precisato che le forze dell’ordine della nazione scandinava già dispongono di piani d’emergenza per rispondere a situazioni di emergenza, attuabili “con poche ore di preavviso”.
Solo due giorni fa la stessa prima ministra aveva firmato un comunicato congiunto con la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, nel quale avevano espresso la loro contrarietà a “flussi incontrollati di migranti” e avevano chiesto misure più stringenti per regolare gli ingressi.
Doccia fredda dalla Germania: "le espulsioni si faranno"
Il portavoce del ministero dell'Interno tedesco si è detto sorpreso del clamore che la questione migratoria sta suscitando in Italia, dal momento che Berlino e Roma collaborano bene da tempo sul tema.
"Nell'autunno 2025 abbiamo chiuso accordi bilaterali con Italia e Grecia, stabilendo che le norme di Dublino sarebbero state nuovamente applicate dall'entrata in vigore del sistema europeo comune di asilo, a giugno 2026. E questo significa che le espulsioni di Dublino saranno eseguite anche verso l'Italia", ha dichiarato il portavoce tedesco.
La questione ruota attorno alla sorte dei dublinanti, i richiedenti asilo che, dopo essere sbarcati sulle coste italiane, hanno attraversato le Alpi per raggiungere la Germania. Il portavoce ha specificato che i trasferimenti riguarderanno i casi presi da giugno 2026, con l'entrata in vigore del nuovo sistema europeo comune di asilo (Geas).
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha replicato a stretto giro, chiamando in causa il ruolo delle ONG tedesche negli sbarchi in Italia.
"Non credo ci sia un problema perché c'è tutta la questione delle navi Ong battenti bandiera tedesca che hanno fatto sbarcare (migranti) in Italia. Quindi credo che da questo punto di vista si trovi un equilibrio, non credo ci siano problemi per far rientrare i dublinanti nella Germania", ha concluso il ministro italiano.