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Eruzione Etna, aeroporto di Catania bloccato: cenere fino a Malta

Eruzione dell'Etna, Catania, Italia, 11 agosto 2028
Eruzione dell'Etna, Catania, Italia, 11 agosto 2028 Diritti d'autore  AP Photo/Simone Genovese
Diritti d'autore AP Photo/Simone Genovese
Di Isidoro Patalano
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L'eruzione dell'Etna continua a paralizzare i voli in Sicilia, costringendo lo scalo di Catania-Fontanarossa alla chiusura temporanea. La cenere ha raggiunto Malta e la Libia

L'eruzione dell'Etna arrivata al sesto giorno consecutivo continua a causare disagi nei cieli della Sicilia nel pieno della stagione estiva.

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L'aeroporto di Catania-Fontanarossa è stato costretto mercoledì a sospendere tutti i voli in arrivo e in partenza fino alle ore 18.

Secondo i dati del sistema di tracciamento dello scalo, sono circa 55 i voli in partenza cancellati al momento, che si sommano ai circa 388 collegamenti in partenza annullati dall'inizio dell'eruzione fino alla giornata precedente.

Decine di voli sono stati invece riprogrammati o dirottati su altri scali della regione, in particolare Palermo, Trapani e Comiso.

In quest'ultimo aeroporto, le attività sono state sospese per alcune ore nella mattina di mercoledì fino alle 10 a causa della cenere vulcanica. Lo scalo è poi tornato nuovamente operativo con il ripristino di partenze e arrivi.

L'Etna crea disagi anche oltre confine

L'Etna è il vulcano più attivo d'Europa, situato a circa 220 chilometri a nord di Malta. L'impatto della sua attività si è esteso oltre i confini nazionali.

Le nubi di cenere hanno costretto alcuni aerei in arrivo o in partenza da Malta a modificare la rotta.

I disagi hanno, inoltre, avuto ripercussioni su alcune celebrazioni locali nell'isola. La Socjeta Muzikali la Stella Levantina di Attard ha rinviato martedì uno spettacolo pirotecnico previsto per i festeggiamenti di Santa Marija.

La società ha spiegato che il sito da cui vengono lanciati i fuochi d'artificio si trova vicino alla traiettoria di avvicinamento alla pista e che, dopo aver consultato le autorità, ha deciso di rinviare lo spettacolo finché resteranno in vigore le restrizioni operative nello scalo.

Il Volcanic Ash Advisory Center di Tolosa (VAAC) ha osservato che la nube di cenere del vulcano continua a spostarsi verso sud e sud-ovest.

Secondo il bollettino del VAAC emesso martedì sera, la concentrazione maggiore di ceneri resta sulla Sicilia, mentre quantità più basse vengono segnalate tra la parte orientale di Malta e addirittura fino al nord della Libia.

Una questione politica

L'aeroporto di Catania, situato a pochi chilometri dal vulcano, è stato costretto a chiudere diverse volte nelle ultime settimane, con numerosi voli cancellati o dirottati su Palermo nel pieno della stagione estiva. I continui stop hanno riaperto il dibattito politico e infrastrutturale.

Sulla vicenda è intervenuto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci.

"Quanto sta accadendo in questi giorni negli aeroporti di Catania e Comiso, con cancellazioni, ritardi e pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo", ha dichiarato il ministro.

Il ministro ha affermato che si tratta un problema che aveva già evidenziato durante il suo periodo a capo della Provincia di Catania, avendo proposto un piano per lo scalo siciliano che non trovò consenso.

"Gia' nel 1999, da presidente della Provincia di Catania, avevo evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l'Etna", ha dichiarato.

"Non ci limitammo a sollevare il problema: inserimmo nel Piano territoriale provinciale la proposta di una delocalizzazione dello scalo. Facemmo inoltre elaborare uno studio preliminare per un nuovo aeroporto nella Piana tra Catania ed Enna, pensato al servizio di sette province su nove".

"Quella mia idea non trovò sostegno", ha aggiunto Musumeci, spiegando di essere tornato sul tema anche da presidente della Regione, incontrando l'ostilità della società di gestione e l'indifferenza degli enti locali.

"I fatti di questi giorni dimostrano una sola cosa: ad essere fuori posto non è il vulcano ma l'aeroporto".

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