Per ridurre la frammentazione del settore bancario UE e sostenere gli investimenti delle imprese, la Commissione europea propone misure per rendere le banche più competitive e liberare miliardi di euro, ma restano ostacoli.
La Commissione europea, in un rapporto pubblicato venerdì, sollecita cambiamenti per rafforzare la competitività del settore bancario del blocco, preparando il terreno politico a quella che potrebbe diventare una profonda revisione delle norme bancarie dell’UE per liberare miliardi di capitale.
Nonostante un decennio di progressi con l’Unione bancaria, il mercato bancario europeo resta frammentato lungo i confini nazionali. Secondo la Commissione, ciò limita la capacità delle banche di sostenere imprese e famiglie in tutta l’UE.
Il rapporto propone misure per favorire una maggiore attività bancaria transfrontaliera, semplificando le regole di vigilanza e rafforzando l’integrazione dei mercati dei capitali dell’UE tramite legami più stretti con la Savings and Investments Union (Unione del risparmio e degli investimenti). Si inserisce in un anno di iniziative della Commissione per semplificare le norme; Bruxelles assicura che questo non porterà a una deregulation, anche se le proposte mirano a ridimensionare regole finora applicate dall’Unione europea.
Secondo la Commissione, l’eliminazione di questi ostacoli potrebbe contribuire a finanziare il fabbisogno annuo di investimenti del blocco, stimato in 1.200 miliardi di euro, anche in tecnologie pulite, difesa e intelligenza artificiale.
Le autorità nazionali potrebbero perdere parte del controllo sulle banche
Le proposte ridurrebbero i margini di discrezionalità nazionali, man mano che le norme bancarie diventano più armonizzate a livello UE. Le autorità nazionali avrebbero meno controllo sul capitale e sulla liquidità detenuti dalle filiali locali e meno possibilità di bloccare o condizionare fusioni e acquisizioni transfrontaliere.
La tutela dei depositi e le procedure di insolvenza bancaria potrebbero essere coordinate più strettamente a livello europeo.
Per la Commissione, un mercato bancario unico non può funzionare se i Paesi continuano ad aggiungere, interpretare o applicare le regole in modo diverso. Le modifiche potrebbero anche ridurre la quantità di capitale che alcune banche devono detenere per assorbire le perdite.
Liberare capitale per i prestiti
I gruppi bancari transfrontalieri devono oggi rispettare i requisiti di capitale e liquidità sia a livello di capogruppo sia di filiale, il che può immobilizzare risorse in singoli Paesi.
La Commissione vuole che le autorità responsabili delle banche capogruppo abbiano poteri più ampi sull’intero gruppo bancario.
Per gruppi come UniCredit, BNP Paribas e Santander, la Banca centrale europea eserciterebbe questi poteri insieme alle autorità nazionali. I gruppi più piccoli resterebbero in generale sotto vigilanza nazionale, con il controllo della BCE all’interno dell’Unione bancaria.
Le banche capogruppo dovrebbero garantire che le filiali dispongano di risorse sufficienti sia in condizioni normali sia nelle crisi. Secondo la Commissione, i cambiamenti potrebbero liberare capitale, ridurre i costi di conformità e di finanziamento, aumentare i prestiti e favorire l’espansione oltrefrontiera.
La Commissione ha però sottolineato che le garanzie per creditori e depositanti resteranno essenziali. Nel rapporto si legge: «Le misure che affrontano gli ostacoli prudenziali all’integrazione devono essere accompagnate da adeguate salvaguardie che assicurino la stabilità finanziaria in tutta l’UE».
La Commissione prevede inoltre misure per scoraggiare le banche dal detenere troppi titoli di debito emessi da un singolo governo e per spingerle a diversificare i portafogli di titoli di Stato.
Proteggere i depositi
La Commissione intende rivedere il quadro dell’assicurazione dei depositi per garantire una protezione uniforme dei depositi coperti in tutta l’Unione bancaria. Le modifiche punterebbero anche a evitare che il fallimento di un gruppo bancario transfrontaliero generi oneri per singoli Stati membri, bilanci nazionali o sistemi di garanzia dei depositi.
La Commissione vuole inoltre rendere più prevedibile la gestione delle banche transfrontaliere in difficoltà, consentire una distribuzione più efficace dei fondi all’interno dei gruppi nei periodi di tensione e rafforzare il sostegno di liquidità d’emergenza.
Ulteriori cambiamenti
Le differenze nell’applicazione delle norme antiriciclaggio e di protezione dei consumatori all’interno dell’UE rendono costoso per le banche operare oltre confine e offrire prodotti su scala europea. Gli istituti possono aver bisogno di sistemi informatici e procedure separati per rispettare i diversi requisiti nazionali.
La Commissione punterà a una maggiore armonizzazione, inclusa l’adozione di norme comuni antiriciclaggio a partire da luglio 2027. Esaminerà inoltre se i requisiti nazionali di tutela dei consumatori frammentano inutilmente il mercato e valuterà come la regolamentazione possa sostenere la banca digitale e l’innovazione, pur proteggendo i clienti e garantendo la cybersicurezza.
Il rapporto della Commissione prepara il terreno per le misure che dovranno essere presentate nel primo trimestre del 2027.