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Ue rafforza la missione nel Mar Rosso: i ribelli Houthi minacciano di chiudere Bab el-Mandeb

DOCUMENTO: Il comandante dell'operazione conferisce la medaglia EUNAVFOR ASPIDES (UE) all'equipaggio della HS PSARA, 15 luglio 2026
FILE: Il comandante dell'operazione conferisce la medaglia EUNAVFOR ASPIDES (UE) all'equipaggio della HS PSARA, 15 luglio 2026 Diritti d'autore  EUNAVFOR ASPIDES/European Union, 2026
Diritti d'autore EUNAVFOR ASPIDES/European Union, 2026
Di Toby Gregory
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas è stata a Gibuti e ha firmato un accordo di sicurezza per rafforzare la presenza navale europea. Secondo fonti, Teheran avrebbe chiesto agli Houthi di chiudere Bab el-Mandeb se gli Usa colpissero infrastrutture iraniane

L'Unione europea sta rafforzando le sue missioni di sicurezza nel Mar Rosso, mentre secondo diverse fonti i ribelli Houthi sostenuti dall'Iran si starebbero preparando, su richiesta di Teheran, a chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb, il passaggio che dà accesso alla principale rotta mondiale del traffico marittimo nel Mar Rosso e al corridoio petrolifero del Corno d'Africa.

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Il Bab el-Mandeb, in arabo «Porta delle Lacrime», è uno stretto largo circa 30 chilometri nel suo punto più stretto, che separa lo Yemen, sulla penisola arabica, da Gibuti ed Eritrea, nel Corno d'Africa.

Per lì transita circa il 10-15% del commercio marittimo mondiale, compresa una parte significativa delle importazioni europee di petrolio e gas tramite il canale di Suez.

Una chiusura costringerebbe le navi a prendere la rotta molto più lunga attorno al Capo di Buona Speranza, aggiungendo da due a tre settimane ai viaggi tra Asia ed Europa e facendo aumentare nettamente i costi di trasporto.

L'Alta rappresentante dell'UE per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha concluso giovedì una visita a Gibuti, dove ha ispezionato le missioni navali Aspides e Atalanta dell'UE, incaricate di garantire la sicurezza nel Mar Rosso contro gli Houthi.

«La sicurezza marittima è sottoposta a una pressione crescente», ha dichiarato Kallas ai giornalisti riuniti a Gibuti.

«I ripetuti attacchi dell'Iran contro le navi commerciali che transitano nello stretto di Hormuz stanno facendo saltare l'accordo provvisorio con gli Stati Uniti, mentre la situazione nel Mar Rosso torna ancora una volta a deteriorarsi».

La responsabile della diplomazia europea ha firmato con il governo di Gibuti un nuovo Accordo sullo statuto delle forze UE-Gibuti per l'Operazione Aspides, un nuovo accordo di sicurezza congiunto che rafforza la presenza europea nella regione, avvertendo che i recenti attacchi missilistici degli Houthi contro l'Arabia Saudita mostrano come l'instabilità sulla terraferma si trasformi in insicurezza in mare.

«Vedere all'opera i nostri marinai mi ricorda, e ricorda a tutti noi, che la libertà di navigazione non può essere considerata scontata. Va protetta ogni singolo giorno», ha detto Kallas ai rappresentanti del governo di Gibuti.

Kallas ha sottolineato che Gibuti è stato uno dei partner più stretti dell'UE per la sicurezza marittima nella regione.

«Insieme stiamo riducendo in modo significativo la minaccia di pirateria e contribuiamo alla sicurezza in mare. Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza Gibuti» ha detto la diplomatice Ue spiegando che l'accordo firmato con Gibuti «garantisce il mantenimento dell'accesso e del supporto alle nostre navi e ai nostri assetti aerei per tutto il tempo necessario».

«L'Unione europea continua a svolgere un ruolo importante nel contribuire a mettere in sicurezza le principali rotte marittime del Mar Rosso, e il suo impegno è più necessario che mai in tutta la regione», ha aggiunto Kallas.

Minacciata una delle principali arterie economiche del mondo

La visita di Kallas è coincisa con le notizie secondo cui Teheran avrebbe chiesto ai suoi alleati yemeniti, Ansar Allah, più noti come Houthi, di prepararsi a chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb nel caso in cui gli Stati Uniti attaccassero le infrastrutture iraniane.

Gli Houthi hanno lanciato la loro campagna nel Mar Rosso nell'ottobre 2023, dichiarando solidarietà a Hamas durante la guerra a Gaza e colpendo le navi che sostenevano fossero legate a Israele.

La campagna ha provocato un calo di circa il 50% del traffico commerciale nel Mar Rosso tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024, costringendo decine di grandi compagnie di navigazione a deviare le rotte attorno all'Africa.

Gli Houthi hanno sospeso la maggior parte degli attacchi dopo il cessate il fuoco tra Israele e Hamas mediato dagli Stati Uniti nell'ottobre 2025, ma da allora hanno annunciato di essere pronti a riprenderli se le condizioni dovessero cambiare.

Con una mossa che rischia di provocare ulteriori scossoni alle economie mondiali, mentre lo stretto di Hormuz è ancora chiuso, l'Iran ha scelto di usare la sua rete nota come «Axis of Resistance» (Asse della Resistenza) per minacciare la rotta marittima chiave.

Questa rete ha funzionato come moltiplicatore di forza per l'Iran nell'attuale guerra, permettendo a Teheran di aprire più fronti contemporaneamente senza schierare direttamente le proprie forze.

Qualsiasi blocco dello stretto di Bab el-Mandeb aprirebbe un fronte aggiuntivo rispetto a quello di Hormuz, per aumentare la pressione sugli Stati Uniti e sui loro alleati e dissuaderli da ulteriori azioni militari contro l'Iran.

EUNAVFOR Aspides, avviata nel febbraio 2024 in risposta alla campagna degli Houthi contro la navigazione commerciale iniziata nell'ottobre 2023, è una missione di sicurezza marittima puramente difensiva che copre il Mar Rosso, il Golfo di Aden, il Mare Arabico e il Golfo dell'Oman. Non effettua attacchi contro obiettivi a terra.

Negli ultimi due anni ha protetto più di 670 navi mercantili e salvato 128 marittimi, ha affermato Kallas.

L'Operazione Atalanta, la più datata missione navale dell'UE, lanciata nel dicembre 2008, era stata inizialmente creata per contrastare la pirateria somala e da allora è stata ampliata fino a comprendere una più ampia sicurezza marittima nell'oceano Indiano occidentale.

Entrambe le missioni sono coordinate da Gibuti, che ospita basi militari di oltre mezza dozzina di Paesi, tra cui Stati Uniti, Francia, Cina, Giappone, Italia e Germania, grazie alla sua posizione all'ingresso meridionale del Mar Rosso.

Se anche lo stretto di Bab el-Mandeb dovesse essere bloccato, il costo ricadrebbe sulle famiglie e sulle imprese europee. Per ora l'Europa si muove per mantenerlo aperto.

«Quando la navigazione è minacciata, le catene di approvvigionamento si interrompono, i prezzi aumentano e famiglie e imprese avvertono le conseguenze ben oltre questa regione. È per questo che l'accordo di oggi è importante», ha dichiarato Kallas.

«Non si tratta solo di sostenere le operazioni europee. Si tratta di tenere aperta insieme una delle principali linee vitali dell'economia mondiale», ha concluso.

Il corrispondente di Euronews Toby Gregory ha seguito le operazioni dalle navi militari dell'UE che pattugliano il Mar Rosso.

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