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USA colpiscono per il quinto giorno di fila: raid sull'Iran, conferma il CENTCOM

Un cadetto dell'esercito passa davanti a un cartellone con messaggi anti-Trump, tra cui «We Kill Trump», in piazza Rivoluzione Islamica, a Teheran, 15/07/2026.
Un cadetto passa davanti a un cartellone con slogan anti-Trump, tra cui «We Kill Trump», in piazza Rivoluzione islamica a Teheran, Iran, 15/07/2026. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Lucy Davalou
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Gli Stati Uniti hanno attaccato nuovamente nella serata di giovedì dopo quelli della notte in cui un missile aveva anche colpito una petroliera battente bandiera di Curaçao diretta all’isola di Kharg

Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran giovedì, segnando la quinta notte consecutiva di operazioni militari. Lo ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) sul proprio profilo di X.

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"Alle 14:00 ET [le 20 ora italiana] di oggi, le forze statunitensi hanno iniziato a condurre una nuova ondata di attacchi contro l'Iran per la quinta notte consecutiva, al fine di indebolire ulteriormente le capacità militari iraniane", si legge nel comunicato.

Gli attacchi arrivano dopo quelli delle prime ore di giovedì in cui è stata coinvolta anche l'area di Teheran.

In questi raid forze americane sostengono inoltre di avere colpito una nave che accusano di aver tentato di forzare il loro blocco navale contro l'Iran. Nel frattempo, la Repubblica islamica ha risposto lanciando missili e droni contro il Bahrein e il Kuwait.

I media di Stato iraniani hanno riferito di colpi nei dintorni di Teheran, sull'isola di Qeshm e nella città portuale meridionale di Chabahar, oltre che nella provincia settentrionale di Semnan, dove si concentrano la produzione di missili balistici e il programma spaziale dell'Iran.

In un post su X, il Centcom aveva dichiarato di avere preso di mira "centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, capacità missilistiche e di droni e installazioni di sorveglianza costiera", oltre a "molteplici località tra cui Bandar Abbas".

Le forze USA hanno colpito centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, capacità missilistiche e di droni e installazioni di sorveglianza costiera...

Secondo il ministero della Sanità iraniano, almeno 35 persone sono state uccise e oltre 300 sono rimaste ferite nei continui attacchi statunitensi.

Gli Stati Uniti affermano anche di avere lanciato un missile nel fumaiolo di una petroliera battente bandiera di Curaçao, dopo che la nave, che secondo Washington stava navigando verso l'isola di Kharg, principale terminal petrolifero iraniano nel Golfo Persico, avrebbe "ignorato ripetuti avvertimenti".

L'Iran lancia attacchi di rappresaglia

Da parte sua l'Iran ha sferrato attacchi di risposta contro obiettivi statunitensi nella regione, compresi quelli in Giordania e in Bahrein, dove sono stati attivati gli allarmi antiaerei. Il Kuwait ha riferito in un post su X di "attacchi da parte di droni ostili" a seguito di una "aggressione iraniana.

La difesa aerea kuwaitiana sta attualmente fronteggiando attacchi da parte di droni ostili, a seguito della scellerata aggressione iraniana. Lo Stato maggiore dell'esercito precisa che gli eventuali boati uditi sono il risultato dei sistemi di difesa aerea che intercettano gli attacchi nemici.

Mercoledì l'esercito statunitense ha ripreso in pieno giorno i bombardamenti aerei contro l'Iran, spiegando che Washington sta intensificando la sua campagna per limitare la capacità di Teheran di minacciare il traffico commerciale nello stretto di Hormuz.

L'ondata più recente di combattimenti ha fatto saltare l'accordo provvisorio per porre fine alla guerra contro l'Iran e ha riportato una guerra totale nella regione.

Lo stretto era stato inizialmente chiuso dopo l'avvio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il 28 febbraio, facendo impennare ben oltre la regione i prezzi di petrolio, fertilizzanti e altre merci e dando all'Iran un notevole margine di manovra nei negoziati.

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