Il quotidiano "Il Foglio", citando le proprie fonti, riferisce che Saied è ricoverato nell’ospedale militare di Tunisi dopo un infarto che ha richiesto un intervento chirurgico urgente
La Tunisia vive una crescente tensione sociale, alimentata da un'ondata di caldo record che coincide con ripetute e prolungate interruzioni nella fornitura di acqua potabile e di energia elettrica.
Nel pieno di queste crisi, che hanno aggravato il peso sulle spalle dei cittadini, sono aumentate nel Paese le domande sull’assenza del presidente della Repubblica Kaïs Saïed dalla scena pubblica. Questi interrogativi appaiono ancora più legittimi alla luce dell’evidente interruzione della comunicazione diretta da parte della Presidenza della Repubblica: l’ultima attività ufficiale pubblicata sui suoi canali risale al 9 luglio.
Secondo il quotidiano "Il Foglio", il presidente tunisino sarebbe ricoverato in ospedale dopo un'intervento chirurgico urgente a causa di un infarto e le sue condizioni di salute sarebbero in peggioramento.
Ciò avviene mentre vengono registrati decessi legati ai blackout elettrici e crescono le lamentele per i continui disagi nella distribuzione dell’acqua, in concomitanza con una forte ondata di caldo che ha fatto superare i 45 gradi Celsius in alcune zone, soprattutto nel sud del Paese.
Ciò avviene nonostante la presidenza faccia affidamento sulle piattaforme di social media come strumento principale per interagire con i cittadini e diffondere le attività e le posizioni del capo dello Stato.
Le condizioni di salute del presidente tunisino Kaïs Saïed
Il Foglio, basandosi sulle proprie fonti, ha riportato che Saïed è in cura presso l’ospedale militare della capitale Tunisi, dopo aver avuto un attacco cardiaco che ha richiesto un intervento chirurgico urgente.
La pubblicazione ha aggiunto che queste informazioni sono rimaste riservate per evitare di alimentare le speculazioni sullo stato di salute del presidente, in un contesto di voci ricorrenti sulla sua condizione negli ultimi anni.
Secondo il quotidiano, il peggioramento delle condizioni di Kaïs Saïed ha riportato in primo piano il dibattito sulla sua successione. "Il Foglio" ritiene che la scena politica interna abbia subito un forte indebolimento dei potenziali rivali a causa della campagna di arresti che negli ultimi anni ha colpito numerosi oppositori politici, giornalisti, attivisti e sindacalisti.
"Il Foglio" ha inoltre indicato che l’opposizione tunisina presente in Europa sta lavorando, secondo quanto riportato, alla ricerca di figure alternative che possano svolgere un ruolo politico nella prossima fase.
Parlando del futuro del potere in Tunisia, il quotidiano si è soffermato su un accordo di cooperazione tra l’agenzia di stampa italiana "Italpress" e il centro studi "ECAM", fondato e diretto dall’uomo d’affari tunisino Kamel Ghribi, considerato tra i nomi che circolano come possibile successore di Kaïs Saïed.
Ghribi aveva già lasciato intendere una possibile discesa in campo, quando ha scritto sul suo account sulla piattaforma Instagram: "Quando deciderò di partecipare a qualsiasi elezione, nessuno potrà impedirmi di esercitare il mio diritto di cittadino tunisino".
Questo reportage ha sollevato interrogativi negli ambienti politici e mediatici sul futuro della scena tunisina, soprattutto alla luce dell’incertezza che circonda la situazione del presidente e dell’ampiezza delle informazioni che circolano sul suo conto.
Polemiche in Tunisia per la mancanza di notizie dal governo sull'assenza di Saïed
Commentando questa situazione confusa, osservatori politici – tra cui ex deputati – pongono domande che vanno oltre la salute del presidente, toccando la crisi del "diritto all’informazione".
Majdi Karbai, ex deputato del Parlamento sciolto in base alle misure eccezionali adottate da Kaïs Saïed nel luglio 2021, ha dichiarato che "la questione principale non riguarda solo l’accuratezza di questi dati, ma la domanda più importante: perché i tunisini vengono a conoscenza di notizie così sensibili dalla stampa straniera, mentre le istituzioni dello Stato restano in silenzio?".
In un post pubblicato sui social media, ha aggiunto che la salute del presidente della Repubblica, quando ha ripercussioni sulla stabilità dello Stato, non può essere considerata solo una questione personale, sottolineando che la trasparenza non è un privilegio concesso dal potere, ma "un dovere verso i cittadini".
A suo avviso, "la politica del silenzio non fa che alimentare la diffusione di voci e accrescere i timori legati all’esistenza di un vuoto o di un’incertezza nella gestione degli affari dello Stato, soprattutto in un contesto di difficili condizioni economiche e sociali che il Paese sta attraversando".