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Milano, Pm acquisisce atti presso marchi di lusso per sospetto sfruttamento del lavoro

Una donna passa davanti a un negozio Chanel, lunedì 28 luglio 2025 a Parigi.
Una donna passa davanti a un negozio Chanel, lunedì 28 luglio 2025, a Parigi. Diritti d'autore  AP Photo
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Di Greta Ruffino Agenzie: AFP
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La questione riguarda la pratica ormai diffusa dei marchi che subappaltano a fornitori, i quali a loro volta affidano ad aziende che impiegano lavoratori cinesi in condizioni di sfruttamento

Giovedì la polizia italiana ha perquisito le sedi di diversi marchi del lusso in seguito ad alcune accuse secondo cui si sarebbero avvalsi di subappaltatori che impiegavano lavoratori cinesi, come ha riportato Il Sole 24 Ore.

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Il pubblico ministero di Milano, Paolo Storari, ha richiesto a una decina di grandi marchi la consegna atti per verificare i documenti che attestino l'"idoneità dei modelli organizzativi" con lo scopo di prevenire fenomeni di sfruttamento della manodopera e di caporalato da parte dei fornitori.

Tra i grandi marchi di lusso coinvolti figurano Bulgari, Chanel, Prada, Givenchy e Dolce & Gabbana, oltre a Brunello Cucinelli, Etro, Goyard Italie, Jacob Cohen Company, Moncler, Stefano Ricci, Owenscorp Italia con sede in Torino e Brandart.

Nessuna di queste società è al momento indagata, ma esse sono risultate essere in collegamento, tramite società terze, con Moda Fashion Style, già nel mirino degli inquirenti, e Isacco, altro opificio ritenuto irregolare

I controlli mirano a verificare la catena di produzione di alcuni accessori, in particolare sacchetti, copriabiti, shopper e pochette, attraverso l'esito di audit degli ultimi due anni neiconfronti di fornitori e subfornitori.

Nelle ispezioni condotte lo scorso maggio, i carabinieri del Nucleo Tutela Lavoro di Milano avrebbero trovato operai cinesi senza contratto e senza permesso di soggiorno, macchinari privi di meccanismi di sicurezza e lavoratori pagati a cottimo in un capannone di Moda Fashion Style a Pero

La richiesta di documentazione, tuttavia, è legata alla scoperta che Brandart spa e Fvl srl "sono risultati fornitori (anche) dei marchi di lusso ed è necessario appurare il grado di coinvolgimento delle imprese nell'utilizzo della manodopera sfruttata e l'idoneità dei modelli organizzativi previsti", riporta il provvedimento.

Non è la prima volta

In passato diversi marchi, tra cui Loro Piana, sono già stati posti sotto amministrazione giudiziaria temporanea per timori sulle condizioni di lavoro presso i loro fornitori.

I provvedimenti sono stati revocati dopo che le aziende hanno accettato di rafforzare i controlli sulle loro catene di fornitura.

In passato il governo è intervenuto in difesa dei marchi del lusso. Lo scorso anno il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso aveva dichiarato che la reputazione dei marchi italiani era "sotto attacco".

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