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Italia, maggioranza festeggia dopo giorni di divisioni: la legge elettorale approvata alla Camera

talian Premier Giorgia Meloni addresses the Senate, at the Italian Parliament in Rome, Thursday June 11, 2026
talian Premier Giorgia Meloni addresses the Senate, at the Italian Parliament in Rome, Thursday June 11, 2026 Diritti d'autore  AP Photo Roberto Monaldo/LaPresse via AP
Diritti d'autore AP Photo Roberto Monaldo/LaPresse via AP
Di Cecilia Attanasio Ghezzi & Agenzie
Pubblicato il
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La nuova legge elettorale approda in Senato dopo che martedì il centrodestra è stato bocciato sull'emendamento sulle preferenze per un voto e mercoledì la maggioranza si è divisa ancora sull'emendamento dei vannacciani. Le elezioni anticipate non sono più un tabù

Alle 11:45 di giovedì l'Aula della Camera, con 217 voti favorevoli e 152 voti contrari, 2 astenuti, ha approvato in prima lettura la riforma della legge elettorale targata centrodestra, tra le proteste delle opposizioni.

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Un voto particolarmente importante dopo che martedì l'emendamento sull'introduzione delle preferenze di Fratelli d'Italia, sostenuto direttamente dalla premier che ci aveva messo la faccia sui social, non ha retto allo scrutinio segreto ed è stato bocciato per un solo voto, 188 contro 187.

E ancora mercoledì la maggioranza si è ritrovata a votare divisa sull'emendamento dei deputati "vannacciani" di Futuro Nazionale: 139 sì, quindi hanno votato a favore 131 deputati, oltre gli 8 di Fn.

Solo dopo il voto di giovedì mattina sono scattati i festeggiamenti dei deputati di maggioranza, soprattutto tra i banchi di Fratelli d'Italia.

Come cambia la legge elettorale

La nuova legge elettorale propone un sistema "misto", proporzionale con premio di maggioranza, e parlamentari eletti attraverso le liste bloccate.

A meno di dieci anni dall'ultima riforma elettorale, il cosiddetto Rosatellum, potrebbe cambiare di nuovo la modalità di eleggere Camera e Senato.

Queste le novità previste dalla cosiddetta legge Bignami, dal nome del primo firmatario del testo, il capogruppo Fdi a Montecitorio Galeazzo Bignami, che passa ora all'esame del Senato.

Perché si parla di elezioni anticipate

Secondo quanto riporta Repubblica, in una video call d'emergenza convocata due giorni prima del voto la premier aveva messo in guardia i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani con un avvertimento netto: "Ve lo dico chiaramente: se l'emendamento sulle preferenze non passa, si va al voto".

Secondo i ragionamenti che circolano nell'esecutivo e che l'Ansa riferisce, il voto di Montecitorio avrebbe di fatto avviato un conto alla rovescia che potrebbe condurre a elezioni in autunno, con ottobre come possibile finestra. Anche per non affrontare il difficile compito della prossima legge di bilancio.

Ma per il Corriere della Sera sarebbe la prima domenica di aprile, il 4, la data giusta per andare al voto. Con o senza nuova legge elettorale. Mentre Repubblica fa notare che la data per maturare la pensione per i parlamentari di questa legislatura scatta il 14 aprile, e la Storia italiana ci insegna che prima non si va a elezioni.

Perché le opposizioni sono contrarie a questa legge elettorale

“Meloni ha tradito italiani e alleati”, ha detto Elly Schlein presidente del principale partito di opposizione PD prendendo la parola in aula durante le dichiarazioni di voto.

Secondo Schlein, la legge elettorale è irricevibile e inemendabile, per "la vostra ossessione per il potere, la rigidità di un premio di maggioranza fatta con un listone fisso, ma la vostra più grave vergogna è spuntata all'ultimo, vi siete ridisegnati i collegi dell'estero per favorire i vostri".

Schlein ha ribadito la contrarietà alla linea che cancella la parità di genere: "È inutile che se la prenda col Parlamento, parlando di palude: noi registriamo la forzatura della prima presidente del Consiglio donna che era pronta a sacrificare tutte le altre donne.

Siete stati sfiduciati ed è surreale che continuate a fare finta di niente, fischiettate, anche questa maggioranza è un colabrodo, non esiste più, prendetene atto: per di più ci aveva sfidato, ci abbiamo messo la faccia, e abbiamo detto chiaramente come abbiamo votato, è lei che non abbiamo visto, lei non era qui a votare".

Anche il leader M5S Giuseppe Conte ha continuato sulla linea delle dichiarazioni di mercoledì: "In questo momento cambiare le regole del gioco è la priorità per la maggioranza. E si ricorre all'artifizio, alla truffa, un'alterazione della realtà: si fa credere che questa legge sia per dare più potere agli italiani.

Ma gli italiani non sono sciocchi, e sanno che questa legge è fatta per restituire ancora più potere al capo, per imbullonarvi alle poltrone, il governo non mira alla stabilità, ma all'inamovibilità.

L'accordo raggiunto in maggioranza è un accordo blindato, dove nel listone i capilista sono decisi dai partiti, e lo stesso succede per i listini. E poi, Giorgia Meloni è riuscita a mettere ancora pù ostacoli alle donne in politica, per cui il soffitto di cristallo viene rinforzato dal cemento armato.

Questa è una legge elettorale vergognosa che vorrebbe perpetrare il potere della maggioranza, ma non vi permetteremo di confondere il Colle del Quirinale con Colle Oppio".

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