Il 15 luglio scompare la Verja e si apre una nuova fase nelle relazioni tra Gibilterra e la Spagna. Il confine, eretto nel XX secolo, è legato al trattato di Utrecht del 1713. L'accordo Ue-Regno unito pone fine a una disputa che dura da più di trecento anni
La scomparsa dell'ultima frontiera dell'Europa continentale, ovvero la Verja di Gibilterra, il 15 luglio apre un nuovo capitolo in una storia segnata per oltre tre secoli da dispute territoriali, chiusure di frontiera e da un rapporto economico e sociale molto stretto tra la Rocca (britannica) e il Campo de Gibraltar (l'area sotto sovranità spagnola adiacente alla Rocca).
L’applicazione provvisoria del accordo tra l’Unione europea e il Regno Unito elimina i controlli sulle persone alla frontiera terrestre e pone fine a una barriera che per decenni ha separato la britannica Gibilterra dalla città spagnola La Línea de la Concepción. Il patto punta a facilitare la mobilità e a risolvere una delle principali questioni rimaste aperte dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue.
Il nuovo scenario vuole rispondere a una realtà quotidiana che da decenni va oltre i confini politici. Ogni giorno migliaia di persone attraversano il confine tra Spagna e Gibilterra per lavorare, studiare, fare acquisti o visitare i familiari, mentre le economie e le comunità di entrambi i lati mantengono stretti legami**.**
La soppressione dei controlli cambia la mobilità, il commercio e il mercato del lavoro della zona, ma non modifica le posizioni di Spagna e Regno Unito sulla sovranità della Rocca né ne altera lo status.
Sebbene la Verja, com’è conosciuta oggi, sia stata innalzata nel XX secolo, le sue origini sono legate a una disputa molto più antica.
Gibilterra fu ceduta dalla Spagna alla Corona britannica nel 1713 con il Trattato di Utrecht, che mise fine alla guerra di Successione spagnola. Da allora la sovranità della Rocca è uno dei principali punti di attrito tra Madrid e Londra.
Come si è arrivati alla costruzione della Verja nel XX secolo
Il Trattato di Utrecht assegnò al Regno Unito la proprietà della città e del castello di Gibilterra, insieme al suo porto, alle difese e alle fortificazioni.
Da allora la Spagna ha mantenuto la sua rivendicazione sul territorio, mentre il Regno Unito difende il diritto della popolazione di Gibilterra a decidere il proprio futuro.
Il confine fisico si è consolidato però molto più tardi. All’inizio del XX secolo le autorità britanniche eressero una recinzione sul limite tra Gibilterra e La Línea de la Concepción.
Con il passare degli anni quella struttura è diventata uno dei simboli più visibili della separazione tra i due territori.
I rapporti hanno vissuto uno dei momenti più tesi durante la dittatura di Francisco Franco. Nel 1969 la Spagna chiuse completamente la frontiera, dopo che Gibilterra aveva approvato una nuova Costituzione e in seguito al referendum del 1967, nel quale un’ampia maggioranza dei gibraltariani scelse di mantenere i propri legami con il Regno Unito.
La chiusura interruppe i legami familiari, lavorativi e commerciali tra le comunità situate sui due lati. Migliaia di lavoratori spagnoli non poterono più accedere alla Rocca e numerose famiglie rimasero separate da una frontiera rimasta chiusa per oltre un decennio.
Come è avvenuta la riapertura graduale di Gibilterra
Il processo di riapertura è iniziato nel dicembre 1982, quando è stato nuovamente consentito il passaggio dei pedoni. La frontiera ha recuperato pienamente la circolazione di persone, veicoli e merci solo il 5 febbraio 1985, pochi mesi prima dell’ingresso della Spagna nella allora Comunità economica europea.
La riapertura ha cambiato ancora una volta la vita su entrambi i lati. Il confine ha ritrovato il suo ruolo di punto di incontro tra due comunità strettamente legate e migliaia di lavoratori spagnoli hanno ripreso ad attraversarlo ogni giorno.
Da allora il valico di frontiera è diventato una parte essenziale della vita quotidiana della zona, con le economie di entrambi i lati legate da una stretta relazione. Per anni, però, i controlli e le lunghe code hanno continuato a essere motivo di attrito.
Le tensioni politiche si sono riversate in diverse occasioni sul valico di frontiera, con conseguenze dirette per i lavoratori e i residenti della zona. L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea ha riportato la Verja al centro del dibattito.
Gibilterra, dalla Brexit a oggi
Nel referendum del 2016 quasi il 96% degli elettori di Gibilterra ha votato per restare nell’Ue, ma il risultato complessivo britannicoha costretto il territorio a lasciare il blocco insieme al resto del Paese.
La questione di Gibilterra è rimasta fuori dall’accordo generale che regola i rapporti tra Londra e Bruxelles dopo la Brexit ed è stata negoziata separatamente.
Per anni, la mancanza di un’intesa definitiva ha alimentato l’incertezza sul futuro della frontiera e sulle possibili conseguenze per la mobilità e l’economia del Campo de Gibraltar.
L’accordo raggiunto tra Ue e Regno Unito mira a evitare le conseguenze di una frontiera sottoposta a nuovi controlli. La sua applicazione provvisoria da questo 15 luglio consente la libera circolazione delle persone, mentre i controlli di ingresso nello spazio Schengen vengono spostati al porto e all’aeroporto di Gibilterra.
Oltre tre secoli dopo il Trattato di Utrecht e quattro decenni dopo la riapertura completa del valico, la scomparsa della Verja elimina dal paesaggio uno dei simboli più visibili della complessa relazione tra Gibilterra e la Spagna.
La sua fine non chiude il dibattito storico sulla Rocca, ma lascia alle spalle una barriera che per decenni ha condizionato la vita quotidiana di lavoratori e famiglie su entrambi i lati.