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Dal sartoriale all’omnicanale: il viaggio di Hugo Boss verso il lusso 4.0

ARCHIVIO - Il logo del gruppo di moda tedesco Hugo Boss AG, nella sede centrale di Metzingen vicino a Stoccarda, nel sudovest della Germania, 21 marzo 2007.
ARCHIVIO - Il logo della casa di moda tedesca Hugo Boss AG alla sede dell'azienda a Metzingen, vicino Stoccarda, nella Germania sud-occidentale, 21 marzo 2007. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Una Hajdari
Pubblicato il
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Con il lusso globale in evoluzione, Hugo Boss punta su lifestyle, digitalizzazione e personalizzazione per conquistare i clienti più giovani. Il Ceo Daniel Grieder racconta come il brand centenario si trasforma in un’esperienza omnicanale e moderna

Il mercato del lusso globale sta cambiando rapidamente: i gusti dei consumatori evolvono, la domanda si frammenta e la fedeltà al marchio non è più scontata. In questo scenario, le maison di moda devono ripensare non solo la propria immagine, ma anche il modo di lavorare.

A margine del World Governments Summit di Dubai, Daniel Grieder, Ceo di Hugo Boss, ha illustrato la strategia con cui il brand tedesco, centenario e noto per i suoi completi maschili, si reinventa per la nuova generazione di clienti.

Dal completo maschile al lifestyle 24/7

Secondo Grieder, la solidità del marchio si misura non solo con il passato, ma con la capacità di adattarsi: “L’estate scorsa abbiamo compiuto 100 anni… ma non guardiamo al passato, guardiamo al futuro”. La sfida oggi è diventare un brand che accompagna i clienti in ogni momento della giornata, dagli impegni professionali alla vita sociale e al tempo libero.

L’AD di Hugo Boss Daniel Grieder intervistato da Euronews al WGS nel febbraio 2026.
L’AD di Hugo Boss Daniel Grieder intervistato da Euronews al WGS nel febbraio 2026. Euronews. All rights reserved.

La moda come piattaforma digitale

Hugo Boss non guarda più solo all’estetica: la tecnologia è al centro della trasformazione. “Volevamo introdurre la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale lungo l’intera catena del valore”, spiega Grieder. L’obiettivo non è sostituire il design con algoritmi, ma rendere l’azienda più veloce, reattiva e resiliente in un mercato globale competitivo.

Il cliente al centro di tutto

La strategia del brand si basa su un principio chiaro: il consumatore viene prima di tutto. Che sia online o offline, il marchio deve essere coerente e onnipresente, costruendo un rapporto emotivo che vada oltre l’acquisto occasionale. Per i giovani, meno fedeli e più esigenti, Hugo Boss punta a creare comunità e esperienze autentiche, evitando ogni artificiosità nel marketing.

Retail come palcoscenico e personalizzazione su larga scala

I negozi fisici diventano luoghi di esperienza, dove l’emozione e il legame con il brand sono più importanti della singola vendita. Parallelamente, la personalizzazione dei prodotti rappresenta la sfida più grande: far sentire ogni cliente unico rafforza la fedeltà e stimola i riacquisti, anche su scala globale.

L’AD di Hugo Boss parla con Euronews al WGS nel febbraio 2026.
L’AD di Hugo Boss parla con Euronews al WGS nel febbraio 2026. Euronews. All rights reserved.

Il lusso discreto e il valore percepito

Mentre il mercato si orienta verso il “quiet luxury”, Hugo Boss punta sulla qualità, la raffinatezza e il rapporto qualità-prezzo, più che sul logo ostentato. “Il consumatore finale è sempre più consapevole di quanto costi realizzare un prodotto… bisogna trovare il giusto equilibrio tra aspirazione e soddisfazione”, sottolinea Grieder.

In un settore dove tendenze e aspettative cambiano rapidamente, il segreto del successo per un marchio centenario come Hugo Boss è sapersi reinventare continuamente, unendo tradizione, tecnologia e attenzione al cliente.

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