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UE ordina a Google di condividere i dati di ricerca e aprire Android ai rivali IA

Il logo di Google su un edificio a New York, 27 ottobre 2025. (Foto AP/Gene J. Puskar, archivio)
Il logo di Google su un edificio a New York, 27 ott. 2025. (Foto AP/Gene J. Puskar, archivio) Diritti d'autore  Copyright 2025 The Associated Press. All rights reserved
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Di Greta Ruffino Agenzie: AFP
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Bruxelles ha stabilito che Google dovrà iniziare a condividere i dati delle ricerche da gennaio 2027, mentre gli utenti beneficeranno delle modifiche ad Android da luglio 2027.

Giovedì l'Unione europea ha ordinato a Google di condividere i dati con i motori di ricerca concorrenti e di aprire il suo sistema operativo Android ai servizi di intelligenza artificiale rivali.

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"Grazie a queste misure speriamo di vedere emergere alternative a Google Search e ai servizi di intelligenza artificiale di Google, come Gemini, e che gli utenti nell'UE possano beneficiare di una scelta più ampia di servizi", ha dichiarato la responsabile per la tecnologia dell'UE, Henna Virkkunen.

Tuttavia il colosso tecnologico statunitense ha avvertito che le misure metterebbero a rischio la privacy degli utenti.

L'ordine è stato emanato nell'ambito della legge europea di punta sui mercati digitali (Digital Markets Act, DMA), che impone ai maggiori gruppi tecnologici mondiali di aprirsi alla concorrenza per offrire agli utenti una maggiore possibilità di scelta.

Per esempio, secondo l'UE gli utenti di Android dovrebbero poter scegliere il proprio chatbot di intelligenza artificiale preferito per i comandi vocali, in modo analogo alla funzione "Hey Google".

La DMA è stata duramente criticata dall'amministrazione Trump, che accusa Bruxelles di prendere di mira in modo ingiusto le aziende americane.

Timori per la privacy

L'UE ha affermato che obbligare Google a condividere i dati delle ricerche aiuterebbe a "riequilibrare le condizioni di concorrenza", ma l'azienda sostiene che le misure "introdurrebbero rischi senza precedenti per la privacy degli utenti, la sicurezza dei dispositivi e la sicurezza nazionale".

Il responsabile degli affari globali di Google, Kent Walker, ha dichiarato che le mosse dell'UE rischiano di "indebolire tutele fondamentali in materia di privacy e sicurezza per milioni di europei".

Walker ha sottolineato che gli assistenti di intelligenza artificiale possono già accedere ad Android e che, condividendo i dati delle ricerche, "le ricerche private degli europei verrebbero esposte a società sconosciute, senza un'adeguata anonimizzazione dei dati e senza che gli utenti ne siano informati o diano il loro consenso".

Un alto funzionario europeo ha insistito che l'UE "ha tenuto nella massima considerazione integrità, sicurezza e privacy" e Bruxelles ha affermato che la decisione garantirà l'anonimizzazione dei dati di ricerca.

Le misure sono giuridicamente vincolanti nell'ambito di una procedura avviata a gennaio, anche se non fanno parte di un'indagine formale che potrebbe sfociare in sanzioni.

Google potrebbe comunque dover affrontare ulteriori interventi. Secondo fonti vicine al dossier, che hanno confermato all'AFP un'informazione del quotidiano Financial Times di mercoledì, l'UE potrebbe infliggere a Google una multa già la prossima settimana nell'ambito di un'indagine separata basata sulla DMA.

L'UE ha il potere di imporre multe fino al 10% del fatturato mondiale totale di un'azienda per violazioni della DMA.

Tra il 2017 e il 2019 Bruxelles ha inflitto all'azienda sanzioni per un totale di 8,2 miliardi di euro in base ad altre norme sulla concorrenza.

Nel settembre dello scorso anno l'UE ha imposto una multa di 2,95 miliardi di euro in un distinto caso antitrust.

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