Il presidente kazako Tokayev è a Bruxelles per approfondire la partnership con l'Ue. Il Kazakistan, già terzo fornitore di greggio europeo, punta a crescere nell'export di petrolio e idrogeno verde, offrendo materie prime critiche in cambio di investimenti tecnologici
Il presidente del Kazakistan Qasym-Jomart Toqaev ha iniziato una visita strategica a Bruxelles, mentre Astana punta a un partenariato molto più profondo con l’Unione europea.
Il Paese vuole presentarsi come fornitore affidabile di energia e materie prime critiche, offrendo al tempo stesso nuove opportunità nell’intelligenza artificiale, nella logistica e nelle tecnologie verdi.
"Siamo nel cuore dell’Eurasia. Confiniamo con la Russia, confiniamo con la Cina, ma vorremmo rafforzare ancora di più i nostri rapporti reciprocamente vantaggiosi con l’Unione europea", ha dichiarato martedì l’ambasciatore kazako presso l’UE Roman Vassilenko al programma di Euronews 'Europe Today'.
È un modo, ha spiegato, per sintetizzare il messaggio principale del suo Paese in occasione della visita del presidente Tokayev, inserita nel quadro di un dialogo tra UE e Asia centrale in continua evoluzione.
"Abbiamo fatto molto, ma possiamo fare molto di più», ha aggiunto, definendo l’UE uno dei "partner strategici chiave" del Kazakistan a livello mondiale.
Secondo Vassilenko, la visita di Tokayev a Bruxelles porta con sé un messaggio chiaro: nonostante relazioni già solide, il potenziale di crescita è ancora molto ampio.
I rapporti commerciali e di investimento tra le due parti si sono ampliati sensibilmente negli ultimi anni. Le imprese europee hanno investito circa 210 miliardi di dollari (184 miliardi di euro) in Kazakistan, soprattutto nel settore energetico.
L’ambasciatore ha però sottolineato che le maggiori opportunità ancora inesplorate si trovano altrove. Ha citato trasporti e logistica, materie prime critiche, intelligenza artificiale, idrogeno verde, energie rinnovabili e finanza tra i settori con un potenziale rilevante per gli investitori europei.
Il Kazakistan sta cercando anche di imporsi come nuovo polo finanziario. L’Astana International Financial Centre ospita oggi circa 5.800 società provenienti da tutto il mondo, uno sviluppo che, secondo l’ambasciatore, dimostra la crescente attrattività del Paese per il business internazionale.
I minerali critici rappresentano un altro pilastro dell’offerta del Kazakistan all’Europa. Il Paese produce già 21 delle 34 materie prime individuate come strategiche dal Critical Raw Materials Act dell’UE.
Il Kazakistan non vuole però limitarsi a esportare minerali. Punta a convincere i partner europei a investire nella lavorazione in loco e nel trasferimento di tecnologie.
"Portate investimenti e tecnologie. Non vi limitate a estrarre, ma lavorate le materie prime critiche in Kazakistan, e ne beneficiamo entrambi", ha detto Vassilenko.
Un grande progetto è già stato classificato come iniziativa strategica dalla Commissione europea.
Secondo la presidente Ursula von der Leyen, una volta operativo il progetto dovrebbe produrre grafite sufficiente per circa 100mila batterie di veicoli elettrici all’anno.
La sicurezza energetica al centro delle relazioni tra UE e Kazakistan
Mentre l’Europa continua a ridurre la sua dipendenza dall’energia russa, il Kazakistan è emerso come uno dei più importanti fornitori alternativi per Bruxelles. Il Paese è già il terzo fornitore di petrolio greggio dell’UE.
Pur riconoscendo che le capacità di aumento delle esportazioni sono limitate dalla produzione interna e dalle infrastrutture di trasporto, Vassilenko ha affermato che le forniture potrebbero crescere sensibilmente nei prossimi anni.
Il Kazakistan consegna oggi all’Europa circa 65 milioni di tonnellate di greggio all’anno, una cifra che secondo lui potrebbe salire fino a circa 100 milioni di tonnellate entro quattro o cinque anni.
Le ambizioni del Kazakistan, però, vanno oltre il petrolio. Il Paese prevede di iniziare a produrre circa 2 milioni di tonnellate di idrogeno verde all’anno a partire dal 2030, in collaborazione con un’azienda tedesco-svedese, posizionandosi così come possibile futuro fornitore di energia pulita per l’Europa.
"Vogliamo restare questo importante partner strategico per l’Unione europea sul fronte della sicurezza energetica", ha concluso l’ambasciatore, presentando il Kazakistan come un Paese sempre più determinato a diventare non solo un ponte tra Europa e Asia, ma un partner indispensabile per la transizione economica ed energetica dell’Europa.