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Spagna rafforza la difesa di Ceuta con due fregate per timore di un nuovo assalto il 15 agosto

Alcune persone passano accanto a una recinzione di filo spinato nella città marocchina di Fnideq, nel nord del Paese, mentre cercano di entrare a Ceuta, 31 luglio 2026. (AP)
Alcune persone passano accanto a una recinzione di filo spinato a Fnideq, nel nord del Marocco, mentre cercano di raggiungere Ceuta, il 31 luglio 2026. (Foto AP) Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Christina Thykjaer
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La Spagna rafforza il dispositivo nell'enclave con una barriera galleggiante, due fregate della Marina e più agenti, forensi e magistrati, mentre indaga su un nuovo appello a tentare di superare la frontiera il 15 agosto.

Mentre Ceuta cerca di tornare alla normalità dopo l'ingresso massiccio di circa 72.000 persone provenienti dal Marocco, il governo ha rafforzato il dispositivo di sicurezza con mezzi militari, di polizia, giudiziari e forensi. Allo stesso tempo le autorità tengono sotto osservazione una nuova convocazione diffusa sui social network che invita a tentare un altro attraversamento di massa il prossimo 15 agosto.

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Una delle misure più visibili è stata l'installazione di una barriera pneumatica galleggiante accanto al molo di confine del Tarajal per rendere più difficili nuovi ingressi via mare. Il dispositivo si aggiunge al rafforzamento straordinario dispiegato in città dopo la crisi migratoria.

Imbarcazioni della Guardia Civil pattugliano accanto a barriere galleggianti al largo della costa dell'enclave spagnola di Ceuta, sabato 1º agosto 2026.
Imbarcazioni della Guardia Civil pattugliano accanto a barriere galleggianti al largo della costa dell'enclave spagnola di Ceuta, sabato 1º agosto 2026. Foto AP/Antonio Sempere

Il dispositivo prevede anche l'invio di due fregate della Marina nelle acque prossime a Ceuta per rafforzare la vigilanza marittima, oltre a ulteriori unità della Guardia Civil e della Polizia nazionale, che proseguono le attività di controllo di frontiera, identificazione dei migranti e indagine sui fatti avvenuti durante la crisi.

Il rafforzamento ha riguardato anche l'ambito giudiziario. L'Istituto di medicina legale e scienze forensi ha aumentato il proprio organico per far fronte all'alto numero di morti e dispersi, passando da sette a 19 professionisti, mentre la Procura ha destinato più personale per seguire gli atti aperti dopo l'emergenza.

La ricerca dei dispersi continua

Una delle principali conseguenze della crisi resta la localizzazione delle persone di cui non si conosce ancora la sorte. La Guardia Civil ha aperto un ufficio di assistenza ai familiari al valico di frontiera del Tarajal per raccogliere denunce e informazioni da parte di chi è alla ricerca dei propri cari.

Finora gli investigatori hanno elaborato oltre 30 profili di possibili dispersi e sono già riusciti a identificarne uno. Familiari provenienti dal Marocco continuano ad arrivare a Ceuta per fornire fotografie, campioni e qualsiasi dato che faciliti le identificazioni.

Allerta per un possibile nuovo tentativo il 15 agosto

Da giorni le forze di sicurezza tengono sotto controllo una campagna diffusa su TikTok, Facebook, WhatsApp e altre reti sociali che invita a radunarsi il 15 agosto per ripetere l'assalto alla frontiera. Le autorità spagnole ritengono reale il rischio di un nuovo tentativo, anche se insistono sul fatto che la sua portata resta incerta.

I servizi di intelligence non escludono nemmeno che la data possa essere modificata. Poiché la convocazione è ormai pubblica, le autorità ritengono che gli organizzatori possano anticipare il tentativo per recuperare l'effetto sorpresa.

Anche il Marocco rafforza la frontiera

Dall'altra parte della frontiera, il Marocco ha a sua volta aumentato il dispositivo di sicurezza nella zona di Fnideq (Castillejos) per impedire nuove partenze di massa verso Ceuta. Le autorità spagnole ritengono che la collaborazione di Rabat sarà determinante per evitare il ripetersi di scene come quelle vissute la settimana scorsa, quando migliaia di persone sono riuscite a raggiungere l'enclave spagnola in poche ore.

Nel frattempo il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, continua a chiedere più mezzi per proteggere la frontiera. Dopo essere intervenuto questa settimana davanti al Parlamento europeo, ha ribadito la necessità di rafforzare il perimetro di frontiera con maggiori risorse umane e materiali e ha chiesto un sostegno più ampio da parte dell'Unione europea attraverso organismi come Frontex, Europol e l'Agenzia europea per l'asilo.

Sebbene la maggior parte dei migranti sia già rientrata in Marocco, Ceuta continua ad affrontare le conseguenze della crisi. Migliaia di persone restano ancora in città, centinaia di minori sono ancora sotto tutela delle autorità e prosegue la ricerca dei dispersi, mentre le forze di sicurezza restano dispiegate per il timore che la situazione possa ripetersi.

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