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L’americano che scelse la Russia ora rischia l’espulsione: la storia di Justus Walker

Justas Walker
Justas Walker Diritti d'autore  скриншот из видео с канала Джастаса Уолкера в YouTube
Diritti d'autore скриншот из видео с канала Джастаса Уолкера в YouTube
Di Лилия Сергеева
Pubblicato il
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Walker vive da oltre trent’anni in Russia, dove ha costruito una famiglia e un’azienda agricola. Nel suo blog parla delle difficoltà dell’agricoltura russa. È questo il motivo della revoca del suo permesso di soggiorno?

Per oltre trent’anni ha costruito la sua vita in Russia, diventando uno dei volti più curiosi dell’agricoltura locale: un americano con accento russo, una piccola azienda agricola nell’Altaj, formaggi artigianali e una popolarità nata grazie alla sua risata contagiosa e alle sue dichiarazioni sul futuro dell’agricoltura russa.

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Ora però Justus Walker, agricoltore statunitense residente in Russia, sostiene di rischiare l’espulsione insieme alla moglie e ai figli. A raccontarlo è stato lui stesso attraverso il suo canale YouTube, spiegando di aver ricevuto la comunicazione dell’annullamento del suo permesso di soggiorno.

“Per noi è semplicemente uno shock”, ha raccontato Walker. Secondo quanto riferito dall’agricoltore, gli sarebbe stato comunicato che il documento potrebbe essere stato revocato e che, se la decisione venisse confermata, la famiglia avrebbe soltanto pochi giorni per lasciare il Paese.

Walker ha spiegato di essere pronto anche a presentare ricorso, ma nel frattempo si sta preparando al peggio. In caso di partenza forzata, ha detto, avrebbe bisogno di circa 900 mila rubli per sostenere il trasferimento della famiglia. Per questo ha chiesto ai suoi sostenitori un eventuale aiuto economico.

“Pregate per noi”, ha concluso nel video.

Il dubbio sulla telefonata: errore o possibile truffa?

Nei commenti al video alcuni utenti hanno messo in dubbio la vicenda, ipotizzando che Walker possa essere stato contattato da dei truffatori.

L’agricoltore ha raccontato infatti di essere stato chiamato da persone che si sarebbero presentate come appartenenti al FMS, il Servizio federale per la migrazione russo.

Il problema è che il FMS non esiste più dal 2016: le sue competenze sono state trasferite alla Direzione generale per le questioni migratorie del Ministero dell’Interno russo.

Per alcuni utenti, dunque, il riferimento al vecchio organismo sarebbe un segnale sospetto. Resta però da chiarire se si sia trattato effettivamente di una truffa o di un modo improprio per indicare l’attuale autorità competente.

Walker ha annunciato che avrebbe cercato chiarimenti ufficiali sulla situazione.

Chi è Justus Walker, l’americano diventato contadino in Russia

La storia di Justus Walker in Russia comincia negli anni Novanta. Arrivato nel Paese quando aveva appena 11 anni insieme ai genitori, che si trovavano lì per una missione religiosa, ha frequentato una scuola di campagna e imparato perfettamente il russo.

Quando la famiglia è tornata negli Stati Uniti, lui ha deciso di restare.

Prima ha vissuto nel territorio di Krasnojarsk, poi si è trasferito nell’Altaj, una regione della Siberia meridionale, dove da oltre dieci anni gestisce una piccola azienda agricola.

Il suo progetto è quello di una fattoria familiare: produzione di latte, formaggi e latticini, allevamento di capre e il sogno di creare un eco-camping per visitatori.

Per anni Walker ha cercato anche di ottenere la cittadinanza russa, senza però riuscirci, secondo quanto da lui stesso dichiarato.

La popolarità arrivata con l'allegra contrapposizione al “formaggio italiano”

La grande notorietà di Justus Walker è arrivata nel 2014, dopo l’introduzione delle sanzioni occidentali contro la Russia e delle successive contromisure adottate da Mosca, che limitarono l’importazione di numerosi prodotti agroalimentari dall’Europa e da altri Paesi occidentali.

In quel contesto Walker sostenne che la riduzione delle importazioni avrebbe potuto trasformarsi in un’opportunità per lo sviluppo dell’agricoltura russa e per la crescita dei piccoli produttori locali. Secondo il contadino americano, la nuova situazione avrebbe spinto i consumatori russi a rivolgersi maggiormente alle aziende nazionali, comprese quelle specializzate nella produzione di latte e formaggi.

Fu proprio in una di quelle interviste che pronunciò la frase destinata a renderlo famoso:

“Perché dovreste comprare il nostro formaggio? Perché non ci sarà più quel vostro formaggio italiano!”

La battuta faceva riferimento al fatto che, dopo il blocco delle importazioni, per molti consumatori russi era diventato più difficile acquistare i celebri formaggi italiani. Walker la utilizzava per promuovere la produzione locale e presentare la propria azienda agricola come un esempio delle nuove opportunità offerte all’agricoltura russa.

Quel modo di comunicare diretto, entusiasta e fuori dagli schemi lo trasformò rapidamente in un personaggio mediatico: il suo soprannome, “il lattaio allegro”, iniziò a circolare sui media russi e gli portò numerose interviste e apparizioni televisive.

Un sostenitore della Russia, ma anche un critico della burocrazia

Nonostante sia stato spesso associato a posizioni favorevoli alla Russia, Walker negli ultimi anni ha mantenuto un profilo politico relativamente prudente.

Non ha espresso pubblicamente posizioni sull’invasione russa dell’Ucraina e sui suoi canali parla soprattutto di agricoltura, religione, famiglia e vita rurale.

Le tensioni che potrebbero aver portato alla cancellazione del permesso di soggiorno, quindi, secondo alcuni osservatori potrebbero essere legate più ai suoi rapporti con le autorità locali e alle sue critiche alla politica agricola russa.

Nel marzo 2026 Walker aveva attaccato duramente il Ministero dell’Agricoltura russo durante una polemica sull’abbattimento del bestiame in Siberia, accusando le istituzioni di penalizzare le piccole aziende agricole a favore dei grandi gruppi agroindustriali.

“Distruggono la piccola agricoltura”, aveva sostenuto, denunciando pressioni burocratiche, difficoltà nell’accesso ai finanziamenti e ostacoli amministrativi.

Dalla terra alla burocrazia: le battaglie del “lattaio allegro”

Negli anni Walker ha più volte raccontato le difficoltà incontrate nella gestione della sua fattoria.

Tra i problemi indicati:

  • accesso limitato ai sostegni pubblici, che secondo lui favorirebbero soprattutto le grandi aziende;
  • procedure burocratiche complesse, tra autorizzazioni e documentazione;
  • problemi infrastrutturali, come i lunghi tempi per ottenere il collegamento alla rete elettrica della sua azienda.

Già nel 2014, mentre sosteneva la necessità di sviluppare la produzione nazionale russa, sottolineava che le sanzioni non sarebbero bastate a risolvere i problemi del settore agricolo.

Secondo Walker, il vero nodo era permettere ai piccoli agricoltori di ottenere terra e condizioni adeguate per lavorare.

La parabola dell’americano che voleva restare

Per anni Justus Walker è stato raccontato come una storia di integrazione riuscita: un cittadino americano arrivato da bambino in Russia, diventato agricoltore, padre di famiglia e volto popolare della provincia russa.

Ora la sua vicenda ha assunto un significato diverso.

Se la revoca del permesso di soggiorno venisse confermata, il “lattaio allegro” potrebbe essere costretto a lasciare il Paese che aveva scelto come casa oltre trent’anni fa.

Una storia che, al di là delle ragioni amministrative ancora da chiarire, racconta quanto possa essere fragile anche un legame costruito nel corso di una vita intera.

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