Il pacchetto imporrebbe sanzioni a funzionari russi, oligarchi, istituzioni finanziarie e alla cosiddetta flotta ombra che elude i limiti alle esportazioni di petrolio di Mosca. Consentirebbe al presidente Donald Trump di fissare dazi fino al 500% sulle importazioni russe, compresi gas e petrolio
Il Senato degli Stati Uniti alza il livello dello scontro con la Russia e approva a larga maggioranza un nuovo, pesante pacchetto di sanzioni contro Mosca. Il provvedimento, sostenuto da 86 senatori contro 11, punta soprattutto a colpire le entrate energetiche russe e introduce la possibilità di imporre dazi fino al 500 per cento sulle importazioni dalla Russia, compresi petrolio e gas.
La legge bipartisan, che ora passa alla Camera dei rappresentanti, prende di mira un'ampia platea di soggetti: funzionari russi, oligarchi, istituzioni finanziarie e la cosiddetta "flotta ombra", utilizzata da Mosca per continuare a esportare petrolio aggirando le restrizioni occidentali.
Dazi fino al 100% anche contro i Paesi che comprano energia russa
Uno degli elementi più incisivi del provvedimento riguarda i Paesi che continuano ad acquistare petrolio, gas e altre esportazioni russe. Il testo autorizzerebbe il presidente Donald Trump a imporre dazi fino al 100 per cento sui beni provenienti dai principali acquirenti di energia russa.
Nel mirino finirebbero soprattutto grandi partner commerciali di Mosca, come Cina e India. L'obiettivo è quindi andare oltre la semplice penalizzazione della Russia e aumentare il costo economico per quei Paesi che continuano a sostenere le entrate energetiche del Cremlino.
Nel mirino anche la "flotta ombra" russa
Le nuove misure rafforzerebbero inoltre le sanzioni contro le petroliere utilizzate dalla Russia per aggirare le restrizioni sul commercio del petrolio. Il provvedimento comprende anche vecchie navi reimmatricolate, parte di quella rete di imbarcazioni spesso indicata come "flotta ombra".
Il meccanismo consente a Mosca di continuare a trasportare petrolio sui mercati internazionali attraverso società, bandiere e intermediari che rendono più difficile individuare i legami con la Russia e applicare le sanzioni esistenti.
Putin tra i destinatari delle sanzioni
Se il provvedimento dovesse diventare legge, tra i destinatari delle nuove sanzioni rientrerebbe anche Vladimir Putin, insieme ad altri esponenti di alto livello del potere russo.
Il testo negoziato lascia però alla Casa Bianca un margine di manovra significativo. Il presidente avrebbe infatti la possibilità di concedere deroghe e sospendere sanzioni o restrizioni qualora certifichi al Congresso che la decisione risponde all'interesse nazionale degli Stati Uniti.
Ora la palla passa alla Camera
Il voto del Senato rappresenta soltanto il primo passaggio. Il disegno di legge dovrà ora essere esaminato dalla Camera dei rappresentanti, ma il voto non è atteso prima dell'inizio di settembre, a causa della pausa estiva del Congresso.
Il via libera del Senato arriva comunque dopo mesi di negoziati e rappresenta uno dei segnali più forti della seconda amministrazione Trump sulla volontà di aumentare la pressione economica sulla Russia per modificare la dinamica della guerra in Ucraina, entrata ormai nel suo quinto anno.
Il Congresso ha finora incontrato difficoltà nel garantire continuità al sostegno militare americano a Kiev, soprattutto sul fronte dei finanziamenti e delle munizioni. Il via libera di Trump al nuovo pacchetto di sanzioni aumenta ora la pressione sulla Camera affinché porti il testo al voto e, in caso di approvazione, lo trasmetta alla Casa Bianca per la firma.
Il provvedimento porta il nome di Lindsey Graham
Il disegno di legge prende il nome dal senatore Lindsey Graham, morto l'11 luglio dopo aver dedicato oltre un anno alla costruzione del consenso attorno al pacchetto di sanzioni.
Poco prima della sua morte, Graham aveva annunciato di aver raggiunto un accordo con la Casa Bianca su una versione rivista del provvedimento. Il testo comprende anche un'estensione dei poteri sanzionatori già esistenti per limitare i finanziamenti destinati ai settori energetico e degli armamenti dell'Iran.
Con il voto di oggi, il Senato manda dunque un messaggio preciso: Washington è pronta a utilizzare anche la leva commerciale contro Russia e principali acquirenti dell'energia russa. Resta ora da capire se la misura riuscirà a superare l'esame della Camera e arrivare fino alla firma di Trump.