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Scudi anti-drone italiani agli americani: Nuburu prende il controllo di Tekne

Via libera all'acquisizione di Tekne da Nuburu
Via libera all'acquisizione di Tekne da Nuburu Diritti d'autore  AP Photo
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Palazzo Chigi ha autorizzato a Nuburu l'acquisizione del 70 per cento del capitale sociale di Tekne Spa, azienda italiana strategica nel settore della difesa. Il provvedimento ha imposto però prescrizioni vincolanti

Tekne spa, una delle aziende italiane del comparto della difesa più avanzate, passa nelle mani della società statunitense Nuburu.

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A dare il via libera è Palazzo Chigi, che ha dato l'autorizzazione all'acquisizione del 70 per cento del capitale sociale di Tekne ai sensi della normativa in materia di Golden Power chiudendo mercoledì l’istruttoria. Il governo ha tuttavia imposto prescrizioni stringenti da rispettare nell'ottica del risanamento, riconoscendo la strategicità dell’azienda.

"Con il completamento dell'acquisizione, Tekne assumerà un ruolo centrale nella strategia integrata di Nuburu, diventando l'hub industriale e tecnologico attraverso il quale il Gruppo intende sviluppare una piattaforma avanzata per la Difesa e la Sicurezza, fondata sulle eccellenze industriali italiane e orientata ai mercati dei Paesi Nato e alleati", si legge in una nota.

Un anno fa il veto, ma oggi l'acquisizione va a buon fine

La Tekne spa, società di Chiedi con sede a Ortona, è specializzata negli scudi di protezione dai droni e nei sistemi Emp (Electromagnetic pulse), un’arma progettata per emettere un'onda di energia elettromagnetica che brucia e disabilita i circuiti elettronici in un vasto raggio. La società, fino ad ora, è stata per I'83 per cento di proprietà di Ambrogio D’Arrezzo.

L'azienda è stata valutata circa 50 milioni di euro da Nuburu, società statunitense operante nel settore Difesa e Sicurezza dual use, che presentato un piano di risanamento dal momento che Tekne ha accumulato perdite per 32 milioni legate a investimenti per l’innovazione dei suoi sistemi, tra cui anche blindati in uso all’esercito.

Nuburu ci aveva già provato un anno fa, ma la trattativa si era conclusa senza un accordo dopo che l'operazione era stata bloccata dal veto del Golden power disposto da palazzo Chigi. A giugno 2026, l'azienda statunitense ci ha riprovato inviando una notifica formale chiedendo di poter acquisire il 70 per cento della società italiana e presentando il progetto industriale di Nuburu in Italia.

Il piano prevede per Tekne ricavi cumulati per circa 565 milioni di euro nel periodo 2026-2030 e un significativo ampliamento dell’organico con una crescita occupazionale pari a circa 370 dipendenti grazie all’espansione produttiva in Abruzzo ed Emilia Romagna.

"L'autorizzazione del Governo italiano rappresenta un passaggio fondamentale per il completamento dell'operazione e conferma la solidità del progetto industriale che abbiamo presentato. Abbiamo scelto di investire in Tekne perché crediamo nelle sue competenze, nelle sue persone e nella capacità dell'industria italiana di essere protagonista nell'evoluzione tecnologica del settore della Difesa. Tekne non sarà semplicemente una società del Gruppo, ma il fulcro della nostra piattaforma integrata per la Difesa e Sicurezza in Italia. Vogliamo consolidarne l'impronta industriale e tecnologica e rafforzarne il ruolo nei programmi nazionali, europei e Nato", ha dichiarato Alessandro Zamboni, co amministratore delegato ed executive chairman di Nuburu.

Le condizioni imposte dal Palazzo Chigi

"L'attuale contesto geopolitico impone un criterio di massima precauzione nella valutazione degli elementi di rischio per sistema di difesa e sicurezza nazionale" si legge nel provvedimento del governo, che ha disposto dieci prescrizioni vincolanti la chiusura dell’acquisizione.

In primo luogo c'è l’obbligo per Nuburu di "mantenere sul territorio italiano la sede e e gli impianti industriali di Tekne destinati allo svolgimento delle attività nel settore della difesa e della sicurezza nazionale", oltre a garantire "la disponibilità delle tecnologie e dei suoi frutti per soddisfare le esigenze della difesa nazionale".

In più, "il know how utilizzato dalle Forze armate e di polizia italiane non sarà ceduto o rivelato ad altri". Il provvedimento prevede inoltre vincoli stringenti sui clienti, imponendo che siano esclusivamente Paesi Ue e Nato.

Tuttavia restano delle perplessità circa la tenuta finanziaria di Nuburu, dal momento che che nel 2025 non ha realizzato fatturato

Il controllo delle prescrizioni è affidato al ministero della Difesa e dovrà essere annuale.

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