Sotto la guida del capo della giunta Assimi Goita, il Paese ha voltato le spalle all’Occidente, soprattutto alla Francia, avvicinandosi alla Russia
Nuova tensione diplomatica tra Mali e Francia. Un tribunale maliano ha condannato a 20 anni di reclusione un funzionario dell’ambasciata francese, ritenuto colpevole di spionaggio e di "attentato alla sicurezza dello Stato". La sentenza rappresenta un ulteriore deterioramento dei rapporti tra Bamako e l’ex potenza coloniale, già fortemente compromessi negli ultimi anni.
Secondo fonti giudiziarie citate dall’agenzia AFP, il cittadino francese, identificato come Yann V., è stato condannato anche al pagamento di una multa di circa 5.400 euro e al divieto di ingresso in Mali per i prossimi vent’anni.
Arrestato nel 2025 con l’accusa di preparare un golpe
Il funzionario era stato arrestato il 13 agosto 2025 insieme a diversi ufficiali maliani accusati di aver pianificato un colpo di Stato contro la giunta militare che governa il Paese.
Fin dall’inizio dell’inchiesta, le autorità maliane hanno sostenuto che Yann V. operasse per conto dei servizi di intelligence francesi. Il governo di Bamako aveva inoltre denunciato presunti tentativi di interferenza da parte di Paesi stranieri accusati di voler destabilizzare il Mali in una fase già segnata da profonde difficoltà sul piano della sicurezza.
Dopo quasi un anno di detenzione preventiva, il tribunale ha pronunciato la condanna che rischia di aggravare ulteriormente le relazioni diplomatiche tra i due Paesi.
La Francia respinge le accuse
Parigi ha reagito con fermezza alla sentenza, ribadendo che le accuse mosse contro il proprio funzionario sono prive di fondamento.
"Il nostro agente è oggetto di un procedimento giudiziario fondato su accuse infondate", ha dichiarato il ministero degli Esteri francese.
Secondo la diplomazia francese, il funzionario svolgeva esclusivamente una missione di cooperazione in materia di sicurezza presso l’ambasciata francese di Bamako. Il governo francese ha inoltre negato qualsiasi coinvolgimento, diretto o indiretto, in attività volte a destabilizzare il Mali o a favorire tentativi di golpe.
Rapporti sempre più difficili tra Bamako e Parigi
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente allontanamento tra Mali e Francia. Dopo il colpo di Stato del 2021, il Paese africano è guidato dalla giunta militare del generale Assimi Goita, che ha progressivamente ridotto la cooperazione con i partner occidentali, avvicinandosi invece alla Russia.
Negli ultimi anni Bamako ha interrotto diverse forme di collaborazione con Parigi, culminate con il ritiro delle truppe francesi impegnate nella lotta contro il terrorismo jihadista nel Sahel.
La crisi della sicurezza nel Sahel
Il Mali affronta una grave crisi di sicurezza dal 2012. Il Paese è teatro di attacchi condotti da gruppi affiliati ad Al-Qaida e allo Stato Islamico, oltre che da organizzazioni criminali locali.
La situazione coinvolge anche Niger e Burkina Faso, anch’essi governati da giunte militari salite al potere attraverso colpi di Stato negli ultimi anni. Sebbene i nuovi leader abbiano promesso maggiore stabilità e sicurezza, diversi analisti ritengono che il quadro generale del Sahel sia peggiorato, con un aumento degli attacchi armati e delle vittime civili.
La condanna del funzionario francese rischia ora di aggiungere un nuovo elemento di tensione in una regione già segnata da instabilità politica, rivalità internazionali e una persistente minaccia jihadista.