Secondo i Pasdaran, i missili da crociera hanno distrutto il centro informatico di Amazon in Bahrein e colpito sistemi di difesa aerea USA. Autorità bahreinite, statunitensi e Amazon non hanno commentato
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran (IRGC) ha affermato martedì che la sua Forza aerospaziale ha preso di mira e "distrutto" l’infrastruttura informatica centrale della società statunitense Amazon in Bahrein, utilizzando diversi missili da crociera.
L’IRGC ha inoltre dichiarato, in un comunicato diffuso dal suo ufficio relazioni pubbliche, che "i sistemi di difesa aerea statunitensi e le installazioni radar nelle aree bahreinite di Muharraq e Riffa sono stati anch’essi presi di mira" nell’attacco.
Le autorità del Bahrein e degli Stati Uniti, così come Amazon, non hanno ancora risposto né confermato l'attacco.
L’azienda tecnologica americana è già stata in passato bersaglio di attacchi iraniani. A marzo, alcuni droni iraniani hanno danneggiato due data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e un altro in Bahrein. All’epoca, l’IRGC aveva dichiarato che avrebbe preso di mira intenzionalmente le aziende tecnologiche statunitensi presenti nella regione, in particolare Microsoft, Google, Apple, Meta, Oracle, Intel, HP, IBM, Cisco, Dell, Palantir e Nvidia. Finora, Amazon è l’unica azienda ad aver subito danni, sebbene i media iraniani sostengano che sia stato attaccato un data center di Oracle.
Botta e risposta
I presunti raid alimentano la tensione innescata dai confronti militari diretti tra Iran e Stati Uniti, che proseguono per il decimo giorno consecutivo, nonostante gli sforzi diplomatici e lo scambio di messaggi tra le due parti.
Con l’intensificarsi degli attacchi statunitensi, Teheran ha avvertito che - se dovessero continuare - prenderà di mira strutture e infrastrutture in Paesi della regione messe a disposizione delle forze statunitensi o da queste utilizzate.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso di far pagare all’Iran "molte volte di più" le recenti morti di tre soldati statunitensi in Giordania e in Iraq.
Nello stesso comunicato, l’IRGC ha affermato che l’attacco è stato condotto in risposta a quella che ha definito "l’aggressione militare statunitense di ieri contro le strutture civili in costruzione a Darkhovin".
Contestualmente, la Rappresentanza permanente dell’Iran presso le organizzazioni internazionali a Vienna ha diffuso una nota in cui chiede all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di condannare l’attacco statunitense contro la centrale nucleare di Darkhovin, ancora in costruzione.
L’Aiea ha inoltre fatto sapere di stare esaminando le segnalazioni sull’attacco, ma non ha ancora diffuso una propria valutazione indipendente dell’accaduto.