Secondo il rapporto del Consiglio norvegese per i rifugiati, l’elenco delle crisi dimenticate comprende anche Yemen, Afghanistan, Honduras, Ecuador e Camerun
Il Sudan, la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e la Colombia sono oggi le crisi di sfollamento più dimenticate al mondo. A lanciare l'allarme è il Norwegian Refugee Council (NRC), che nel suo rapporto annuale "Neglected Displacement Crises Report" evidenzia come milioni di persone continuino a vivere in condizioni drammatiche, mentre l'attenzione internazionale e i finanziamenti umanitari diminuiscono.
Secondo l'organizzazione umanitaria norvegese, la classifica delle crisi più trascurate viene elaborata sulla base di tre fattori principali: insufficienza dei finanziamenti, limitata copertura mediatica e mancanza di volontà politica da parte della comunità internazionale.
Sudan, una tragedia umanitaria quasi ignorata
In cima alla lista figura il Sudan, devastato dal 2023 dalla guerra tra due generali rivali in lotta per il controllo del Paese. Il conflitto ha provocato oltre 9 milioni di sfollati interni, mentre altri 4 milioni di persone sono state costrette a fuggire nei Paesi confinanti.
La situazione umanitaria è aggravata da una grave crisi alimentare che colpisce quasi 19,5 milioni di persone. Nonostante la portata dell'emergenza, il NRC denuncia un progressivo calo dei finanziamenti destinati agli aiuti.
"È incomprensibile che una crisi di sfollamento paragonabile per dimensioni a quelle della Siria e dell'Ucraina al loro apice possa continuare ad aggravarsi quasi senza essere notata", ha dichiarato il segretario generale dell'NRC, Jan Egeland.
Repubblica Democratica del Congo, dieci anni di emergenza dimenticata
La Repubblica Democratica del Congo compare nell'elenco delle crisi dimenticate per il decimo anno consecutivo. Nelle regioni orientali del Paese, già segnate da decenni di conflitti armati, si è aggiunta anche un'epidemia di Ebola che ha ulteriormente aggravato la situazione.
Secondo il rapporto, nel 2025 è stato raccolto appena il 27,4% dei fondi necessari per affrontare l'emergenza, lasciando oltre 21 milioni di persone in condizioni di bisogno.
"Dietro ogni cifra dell'est della Repubblica Democratica del Congo ci sono famiglie che hanno sopportato anni di violenze, sfollamenti ripetuti e una profonda incertezza sul proprio futuro", ha affermato Eric Batonon, direttore dell'NRC nel Paese.
Colombia, sessant'anni di conflitto senza una soluzione definitiva
Al terzo posto si trova la Colombia, dove oltre sei decenni di conflitto interno continuano a generare nuove ondate di sfollamenti. Guerriglie, gruppi paramilitari, narcotraffico e forze di sicurezza hanno contribuito a mantenere instabile il quadro nazionale.
L'NRC descrive la situazione colombiana come una "montagna russa dell'abbandono", sottolineando come molte persone siano costrette a lasciare le proprie case più volte senza riuscire a trovare soluzioni durature.
"Le persone colpite da questo conflitto non hanno trovato soluzioni definitive. Troppe vengono sfollate ripetutamente e restano intrappolate in una situazione senza prospettive", ha dichiarato Giovanni Rizzo, direttore dell'organizzazione in Colombia.
Le altre emergenze dimenticate
Nella classifica delle dieci crisi più trascurate figurano anche Yemen, Afghanistan, Honduras, Ecuador, Camerun, Nigeria e Mozambico.
Il rapporto evidenzia inoltre come diversi Paesi africani, tra cui Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Mali e Nigeria, siano comparsi ripetutamente nell'elenco negli ultimi anni, segnalando quello che il NRC definisce un vero e proprio "modello sistemico di abbandono".
L'allarme del NRC: il nazionalismo riduce l'attenzione alle crisi globali
Secondo Jan Egeland, il crescente nazionalismo e l'aumento delle spese militari nei Paesi occidentali stanno contribuendo a distogliere l'attenzione dalle emergenze umanitarie internazionali.
"Molti Paesi sono diventati più ripiegati su se stessi e il riarmo è diventato una priorità assoluta", ha osservato il responsabile dell'NRC, avvertendo che trascurare le crisi umanitarie potrebbe avere conseguenze globali, tra cui nuovi flussi migratori, instabilità e perdita di vite umane.
L'organizzazione invita quindi governi e istituzioni internazionali a rafforzare il sostegno alle popolazioni colpite, ricordando che le crisi umanitarie ignorate non restano confinate entro i confini nazionali ma finiscono per influenzare l'intera comunità internazionale.