Il nuovo governo ungherese di Péter Magyar apre al dialogo con Kiev sui diritti della minoranza ungherese in Transcarpazia, possibile svolta sul veto all’adesione dell’Ucraina all’UE
L’Ungheria sembra pronta ad avviare una nuova fase nei rapporti con l’Ucraina dopo anni di tensioni politiche sotto il governo di Viktor Orbán. Il nuovo esecutivo guidato da Péter Magyar ha infatti aperto consultazioni tecniche con Kiev per affrontare il delicato tema dei diritti della minoranza ungherese in Transcarpazia, nodo centrale che finora ha bloccato il percorso europeo dell’Ucraina.
Durante una riunione tra ambasciatori dell’UE tenutasi la scorsa settimana, il rappresentante ungherese ha dichiarato che Budapest è pronta a “impegnarsi per ottenere risultati concreti” con il governo ucraino. Un segnale considerato significativo da Bruxelles, soprattutto perché l**’Ungheria è stata fino ad oggi il principale ostacolo all’apertura del primo cluster negoziale per l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea.**
Il cosiddetto “primo cluster” comprende temi fondamentali come Stato di diritto, controllo finanziario e riforme democratiche, elementi indispensabili per l’avvio dei negoziati di adesione.
La questione della minoranza ungherese
Al centro dello scontro diplomatico tra Budapest e Kiev resta la tutela della consistente comunità ungherese che vive nella regione occidentale ucraina della Transcarpazia, area confinante con l’Ungheria. Negli ultimi anni il governo Orbán aveva accusato Kiev di limitare i diritti linguistici, educativi e culturali della minoranza magiara.
Per questo motivo il precedente esecutivo ungherese aveva elaborato un piano in 11 punti per il ripristino dei diritti della comunità ungherese in Ucraina. Secondo Budapest, l’attuazione concreta di queste richieste rappresenta ancora oggi una condizione essenziale per sbloccare il processo di adesione europea di Kiev.
Anche il nuovo governo Magyar mantiene una linea ferma sul tema, pur adottando toni più concilianti rispetto al passato. Márton Hajdu, presidente della commissione Esteri del nuovo Parlamento ungherese e membro del partito Tisza, ha ribadito che Budapest vuole “diritti linguistici, educativi e culturali legalmente garantiti” per la minoranza ungherese in Transcarpazia.
Magyar punta al dialogo con Zelensky
Il premier Péter Magyar ha annunciato l’intenzione di incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky all’inizio di giugno. La proposta è quella di organizzare il vertice a Berehove, città della regione di Zakarpattia considerata il centro della comunità etnica ungherese in Ucraina.
Secondo Magyar, il dialogo diretto potrebbe contribuire a “migliorare la situazione” della minoranza magiara e favorire una distensione nei rapporti tra i due Paesi.
Negli ultimi mesi anche Kiev ha mostrato segnali di apertura verso le minoranze nazionali. A marzo il governo ucraino ha annunciato l’introduzione di una giornata nazionale dedicata alla lingua rumena, nel tentativo di rafforzare i rapporti con Bucarest. Bruxelles considera infatti la tutela delle minoranze una condizione chiave per il percorso europeo dell’Ucraina.
Il possibile stop al veto ungherese
Secondo fonti vicine al governo ungherese, se Kiev dovesse implementare il piano in 11 punti e ottenere il consenso dei rappresentanti della minoranza ungherese locale, Budapest potrebbe sostenere l’apertura del primo capitolo negoziale con l’UE.
Restano però alcune incognite. Alcune richieste contenute nel piano elaborato durante l’era Orbán sarebbero considerate politicamente molto sensibili e potrebbero trasformarsi in ostacoli difficili da superare. Una fonte anonima le ha definite “mine nascoste”, lasciando intendere che il raggiungimento di un accordo completo non sarà semplice.
Anche Zelensky ha recentemente adottato toni più distensivi, sottolineando che gli ungheresi della Transcarpazia sono “cittadini ucraini come tutti gli altri” e che la questione può essere gestita attraverso il dialogo.
Sulla stessa linea il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, che ha dichiarato la disponibilità di Kiev a lavorare con il nuovo governo ungherese “per ristabilire fiducia e relazioni di buon vicinato”.
Bruxelles osserva con attenzione
La questione potrebbe approdare già al prossimo Consiglio europeo, dove non è escluso un incontro a margine tra Magyar e Zelensky. Tuttavia, secondo indiscrezioni provenienti da Bruxelles, il presidente del Consiglio europeo António Costa inserirà formalmente il tema dell’adesione dell’Ucraina all’ordine del giorno solo in presenza di progressi concreti sul superamento del veto ungherese.
La revoca del blocco imposto da Budapest rappresenterebbe comunque soltanto il primo passo di un processo negoziale che si preannuncia lungo e complesso. Gli altri Stati membri dell’UE, finora prudenti sulla questione, potrebbero rendere note le loro posizioni soltanto nelle fasi successive dei negoziati.