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L'Ue vieterà le "nudifier app" che spogliano le persone con l'IA senza consenso

Il logo di OpenAI è visibile su un telefono cellulare davanti allo schermo di un computer che visualizza i risultati di ChatGPT, il 21 marzo 2023, a Boston.
Il logo di OpenAI è visibile su un telefono cellulare davanti allo schermo di un computer che visualizza i risultati di ChatGPT, il 21 marzo 2023, a Boston. Diritti d'autore  AP Photo/Michael Dwyer
Diritti d'autore AP Photo/Michael Dwyer
Di Leticia Batista Cabanas & Elisabeth Heinz
Pubblicato il
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L'Ue mette al bando le "nudifier" app. A partire dal 2 dicembre, il divieto riguarda le aziende che sviluppano sistemi di intelligenza artificiale per deepfakes sessuali e gli utenti che creano falsi contenuti intimi

Il 7 maggio Parlamento e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo per vietare le cosiddette "nudifier app" nell’ambito del Digital Omnibus sull’intelligenza artificiale. Si tratta di strumenti capaci di creare immagini o video sessualmente espliciti generati dall’IA che "spogliano" le persone senza consenso, alimentando forti preoccupazioni su privacy, sicurezza e uso etico della tecnologia.

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L'IA di nuova generazione rende la creazione di contenuti sintetici sempre più accessibile e realistica. Secondo il Servizio di ricerca del Parlamento europeo, nel 2025 erano online circa 8 milioni di deepfakes, mentre entro il 2026 il 90 per cento dei contenuti online sarà generato dall'IA.

Finora l’Unione europea ha affrontato il fenomeno dei deepfake soprattutto come problema di privacy e trasparenza, ma cresce la richiesta di una normativa più severa e di un vero divieto a livello europeo.

"Esisteva un vuoto normativo nella gestione dei deepfake. Per questo il Digital Omnibus è stato visto come un’opportunità per affrontare il problema", ha spiegato l’eurodeputato di Renew Europe Michael McNamara, correlatore della commissione Libertà civili, giustizia e affari interni.

Anche se il testo deve ancora ricevere il via libera definitivo, Bruxelles ha già inviato un segnale chiaro: le “nudifier app” vengono considerate una forma grave di abuso sessuale digitale e dovranno essere bloccate prima ancora di arrivare sul mercato.

Cosa sono le “nudifier app”

Applicazioni come “undressers”, “nudify tools” o “clothes removers” usano l'IA generativa per trasformare normali fotografie in immagini sessuali realistiche. Secondo le stime, fino al 96 per cento di questi contenuti viene creato senza che la persona ritratta ne sia a conoscenza.

Questi strumenti sfruttano modelli di deep learning, riconoscimento delle immagini e tecnologie di ricostruzione corporea per creare corpi nudi artificiali coerenti con posa, illuminazione e tonalità della pelle della foto originale.

La proliferazione dei deepfake negli ultimi cinque anni

La tecnologia è disponibile tramite app mobili, siti web specializzati e bot automatici su piattaforme come Telegram, spesso pubblicizzati come semplici strumenti di “arte IA” o intrattenimento.

La piattaforma X di Elon Musk ha reso estremamente facile l'accesso a queste app. All'inizio di gennaio 2026, il chatbot Grok creava circa 6.700 immagini sessuali all'ora, comprese immagini che coinvolgevano minori.

Dopo le polemiche e un’indagine della Commissione europea sulle norme di sicurezza digitale, X ha introdotto restrizioni, vietando in alcuni Paesi la creazione di immagini di persone reali in “abiti provocanti”. Tuttavia gli utenti continuano spesso ad aggirare i controlli attraverso prompt modificati.

Secondo gli esperti, queste tecnologie trasformano l’IA generativa in uno strumento mirato di molestia e abuso digitale, privando le vittime del controllo sul proprio corpo e sulla propria immagine.

“Ci sono pratiche che non sono uno scherzo. Qui si parla di persone. E in questa battaglia la dignità deve sempre vincere”, ha dichiarato l’eurodeputato tedesco dei Verdi, Sergey Lagodinsky.

Questi strumenti causano alle vittime disagio psicologico e danni alla reputazione: uno studio dell'Unicefdel 2026, condotto in 11 Paesi, ha rivelato che nel 2025 almeno 1,2 milioni di bambini hanno visto la loro immagine manipolata in deepfake a sfondo sessuale.

Uno studio dello stesso anno ha rilevato che le minacce di pubblicare media non consensuali e sessualmente espliciti aumentano le probabilità di piani di suicidio e autolesionismo.

Il fenomeno colpisce soprattutto donne e ragazze, che rappresentano il 99 per cento delle vittime di deepfake. Inoltre ha favorito una crescita esplosiva delle immagini di abusi sessuali su minori generate artificialmente, oltre a reati come sextortion e ricatti.

Chi sono le maggiori vittime del deepfake porn?

Come funzionerà il divieto

L’accordo del 7 maggio vieta qualsiasi sistema di IA progettato specificamente per creare contenuti sessualmente espliciti non consensuali, comprese immagini, video e audio.

Le aziende che sviluppano modelli di IA saranno direttamente responsabili se i loro sistemi verranno usati per creare immagini intime false. Dovranno quindi integrare blocchi permanenti nei software per impedire la generazione di questi contenuti.

Il divieto riguarderà i fornitori che immettono questi sistemi sul mercato europeo, le piattaforme che li ospitano e anche gli utenti che sfruttano l’IA per produrre materiale non consensuale.

Il divieto riguarderà i fornitori, ovvero tutte le aziende che immettono questi sistemi sul mercato dell'Ue o che li offrono ai cittadini del blocco, le organizzazioni che utilizzano o ospitano questi software e permettono la creazione di contenuti espliciti non consensuali e, soprattutto, gli utenti che vengono sorpresi a sfruttare l'intelligenza artificiale per generare questo tipo di contenuti.

L’Ue sposta così il peso della responsabilità dagli utenti alle aziende tecnologiche. "Non possiamo controllare il comportamento umano, quindi interveniamo direttamente sulla tecnologia", ha spiegato Lagodinsky.

Le società dovranno valutare i possibili usi impropri dei propri modelli prima del rilascio pubblico e impedire agli utenti di aggirare i filtri tramite prompt creativi o piccole modifiche alle immagini.

In caso di violazioni, le sanzioni potranno arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7 per cento del fatturato globale annuo dell’azienda. Le autorità nazionali potranno anche ritirare completamente dal mercato europeo i sistemi ritenuti non sicuri.

Entro il 2 dicembre 2026 tutti i fornitori dovranno dimostrare la conformità alle nuove regole, che si applicheranno sia alle aziende europee sia ai gruppi internazionali che offrono servizi di IA ai cittadini del blocco.

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