Il presidente Usa ha annunciato "sviluppi positivi" nei colloqui con l'Iran, poche ore dopo aver sospeso un attacco programmato. Trumo ha respinto, però, la nuova bozza di accordo. L'Iran ha lanciato un organismo ufficiale per gestire il transito e i pedaggi attraverso lo Stretto di Hormuz
Donald Trump ha annunciato "sviluppi positivi" nelle discussioni con l'Iran, e ha affermato di aver "informato Israele" della decisione di concedere ulteriore tempo per raggiungere un accordo.
Il presidente degli Stati Uniti era tornato minacciare l'Iran per spingere il regime a concludere un accordo. È meglio che "accetti l'accordo o non rimarrà nulla" del Paese, aveva detto Trump.
Il tycoon ha, però, successivamente annunciato di aver sospeso il "pianificato attacco all'Iran" in programma martedì su richiesta dell'Emiro del Qatar, del principe ereditario dell'Arabia Saudita e del presidente degli Emirati Arabi Uniti.
Secondo quanto ha riferito Trumo, i leader gli avevano chiesto di rinviare l'attacco pianificato di "due o tre giorni".
"Sono in corso negoziati seri e, a loro avviso, in qualità di grandi leader e alleati, verrà raggiunto un accordo che sarà molto accettabile per gli Stati Uniti d'America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e oltre", ha spiegato Trump, precisando che un eventuale accordo "includerà, cosa importante, nessuna arma nucleare per l'Iran".
Teheran fa sapere di avere risposto all'ultima proposta di accordo ricevuta dagli Usa, con la mediazione del Pakistan che si è detto, tramite il suo premier, ancora ottimista sul buon esito della diplomazia.
Secondo l'emittente Al Arabiya, il regime avrebbe proposto una tregua lunga e a più fasi, un'apertura graduale e sicura di Hormuz e un periodo di congelamento del suo programma nucleare anziché uno smantellamento completo, a condizione che l'uranio altamente arricchito, stimato in 400 kg, venga trasferito in Russia anziché negli Stati Uniti.
Trump però ha dichiarato a media Usa che non è "aperto" ad alcuna concessione e che non giudica sufficienti le proposte ricevute finora dall'Iran. Non sembra conciliante neanche Israele, il cui premier Benyamin Netanyahu ha parlato con la Casa Bianca ribadendo la "disponibilità di Israele a intervenire".
Indicativi di una ripresa delle ostilità potrebbero essere gli spostamenti di aerei cargo militari statunitensi dalla Germania verso il Medio Oriente, tra il 15 e il 17 maggio. Secondo un'analisi dei dati di tracciamento, Al Jazeera ha rilevato almeno 26 voli statunitensi diretti verso la regione, con probabili rifornimenti militari.
"Risponderemo con fermezza a qualsiasi aggressione contro il nostro Paese e siamo preparati a tutti gli scenari", ha replicato a questa ipotesi un portavoce del ministero della Difesa iraniano.
Una rottura della tregua porterebbe con sé nuove conseguenze per la rotta energetica e commerciale in uscita dal Golfo Persico. Gli Stati Uniti stanno valutando per questo una nuova deroga sulle sanzioni al petrolio russo, riporta l'agenzia Bloomberg.
Teheran crea un'autorità per gestire traffico e pedaggi a Hormuz
Il Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano ha annunciato lunedì il lancio di un account X ufficiale per l'Autorità dello Stretto del Golfo Persico (PGSA), l'organismo che secondo Teheran gestirà i transiti delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz e riscuoterà le tariffe di passaggio, formalizzando un sistema che secondo quanto riferito è in vigore da marzo e che è stato già condannato dall'Unione europea.
Le navi che vogliono transitare nello stretto devono fare domanda tramite l'indirizzo e-mail ufficiale della PGSA presentando i dati di proprietà, l'assicurazione, gli elenchi dell'equipaggio, le dichiarazioni di carico e la rotta prevista.
Il permesso di transito viene rilasciato solo dopo l'approvazione dell'autorità e il pagamento di una tassa, di cui non è stato pubblicato un ammontare ufficiale.
Secondo alcuni resoconti però, alcune navi hanno già pagato fino a 2 milioni di dollari (1,7 milioni di euro) per ogni transito, con pagamento anche in yuan cinesi.
L'autorità funge da interfaccia amministrativa con la Marina delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) che controlla fisicamente i transiti attraverso la via d'acqua. L'IRGC è designata come organizzazione terroristica straniera dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea, tra gli altri.
L'annuncio fa seguito a settimane di confusione e pericolo per le navi nello Stretto, che costituisce lo sbocco del Golfo Persico verso il Mare Arabico e l'Oceano Indiano. Dopo che a marzo Teheran ha dichiarato che avrebbe fatto pagare il passaggio, operatori fraudolenti hanno iniziato a offrire documenti di transito non ufficiali in cambio di pagamenti in criptovaluta.
La PGSA sembra progettata per sostituire il mercato nero con un unico canale ufficiale.
Ebrahim Azizi, presidente del Comitato parlamentare iraniano per la sicurezza nazionale e la politica estera, ha dichiarato in un'intervista televisiva che Teheran ha preparato un meccanismo per gestire il traffico di Hormuz attraverso una rotta marittima designata e che ulteriori dettagli saranno annunciati a breve.
Azizi ha scritto su X che solo le navi commerciali che collaborano con l'Iran beneficeranno del meccanismo e che saranno applicate delle tariffe.
Nuovi cartelloni pubblicitari nella metropolitana di Teheran affermano che l'Iran potrebbe generare fino a 100 miliardi di dollari all'anno dai proventi dello Stretto di Hormuz.
La cifra è circolata sui media iraniani insieme alle proposte di monetizzare i cavi dati che attraversano la via d'acqua.
Secondo l'UNCLOS - la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare - lo Stretto di Hormuz rientra nel principio del transito, che protegge il flusso della navigazione internazionale. L'Iran ha firmato ma non ha mai ratificato la convenzione UNCLOS.
Gli Stati Uniti, gli Stati del Golfo e i Paesi europei hanno tutti respinto la legalità del regime tariffario iraniano, affermando che la libera navigazione attraverso lo Stretto deve essere mantenuta senza ulteriori oneri o restrizioni.
La via d'acqua, larga circa 35 chilometri nel suo punto più stretto, trasportava circa un quinto del petrolio marittimo e del gas naturale liquefatto del mondo prima che l'Iran la chiudesse di fatto alla navigazione commerciale con l'inizio della guerra il 28 febbraio. La Marina statunitense ha imposto il proprio blocco dei porti iraniani il 13 aprile.
Gli organi di informazione statunitensi hanno riferito che il numero di petroliere radunate intorno all'isola di Kharg - il principale terminale iraniano per l'esportazione di greggio - ha raggiunto il livello più alto dall'inizio del blocco navale statunitense.