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Ue onora Merkel come stabilizzatrice, riferimento alle turbolenze dell’era Trump

L'ex cancelliera federale Angela Merkel partecipa al congresso federale della CDU a Stoccarda, 20 febbraio 2026. (Kay Nietfeld/dpa via AP)
Angela Merkel, ex cancelliera federale, partecipa al congresso federale della CDU a Stoccarda, 20 febbraio 2026. (Kay Nietfeld/dpa via AP) Diritti d'autore  AP Photo
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Di Stefan Grobe & Vincenzo Genovese
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L'ex cancelliera tedesca riceverà questa settimana il nuovo Ordine europeo al merito. Probabilmente riaprirà il dibattito sulla sua eredità, sui successi e sulle ombre.

Quando Angela Merkel riceverà questa settimana a Strasburgo il nuovo Ordine europeo al merito, la cerimonia non servirà soltanto a rendere omaggio a un’ex cancelliera tedesca.

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Sarà anche un giudizio europeo più ampio su un’intera epoca e sul tipo di leadership di cui l’Unione europea ritiene di avere bisogno in un’era di instabilità.

Il Parlamento europeo afferma che il premio riconosce le persone che hanno dato 'un contributo significativo all’integrazione europea' e alla difesa di 'democrazia e valori'.

Merkel è stata inserita nella categoria più alta, quella di 'Distinguished Member' (Membro distinto), accanto a Volodymyr Zelenskyy e Lech Wałęsa: un trio simbolico che lega resistenza democratica, unità europea e tenuta politica.

Questa scelta dice molto su come Bruxelles interpreta oggi l’eredità politica di Merkel.

Nei suoi 16 anni al potere, Merkel ha parlato di rado dell’Europa in termini ideologici altisonanti.

Ha governato puntando su prudenza, compromesso e gestione delle crisi.

I tedeschi le avevano dato il soprannome di 'Mutti' (mamma), che evoca fiducia discreta, senza drammi ma anche senza sperimentazioni.

Con Merkel al timone, molti avevano la sensazione che la barca tedesca non sarebbe stata scossa.

La cancelliera tedesca Angela Merkel arriva a un vertice UE al palazzo del Consiglio europeo a Bruxelles. (AP Photo/Olivier Matthys, Pool)
La cancelliera tedesca Angela Merkel arriva a un vertice UE al palazzo del Consiglio europeo a Bruxelles. (AP Photo/Olivier Matthys, Pool) AP Photo

Eppure, proprio perché durante il suo mandato l’UE ha attraversato una serie di scosse esistenziali: la crisi del debito dell’eurozona, l’annessione russa della Crimea, la Brexit, il primo mandato di Donald Trump, la crisi migratoria e la pandemia di COVID-19, molti leader europei hanno finito per vederla come l’elemento stabilizzatore indispensabile del progetto europeo.

Un giudizio che perfino gli avversari politici continuano a ritenere degno di essere sottolineato.

Merkel 'ha dato un contributo essenziale alla gestione collettiva delle crisi in Europa, compresa la pandemia', ha dichiarato Terry Reintke, eurodeputata tedesca e copresidente dei Verdi al Parlamento europeo. 'I suoi successori potrebbero trarne più di una lezione'.

Per i suoi sostenitori, il maggiore successo di Merkel è stato preservare la coesione europea nei momenti in cui la frammentazione sembrava probabile.

Durante la crisi dell’euro, insistette perché la Grecia restasse nell’eurozona, nonostante l’enorme pressione politica interna in Germania.

Durante la Brexit, contribuì a mantenere un fronte europeo insolitamente compatto nei confronti di Londra.

Di fronte agli attacchi di Trump contro la NATO e l’UE, diventò sempre più il punto di riferimento politico de facto dell’Europa liberale.

Angela Merkel parla con il presidente statunitense Donald Trump durante il vertice dei leader del G7 a La Malbaie, in Canada, il 9 giugno 2018. (Jesco Denzel/Governo federale tedesco via AP)
Angela Merkel parla con il presidente statunitense Donald Trump durante il vertice dei leader del G7 a La Malbaie, in Canada, il 9 giugno 2018. (Jesco Denzel/Governo federale tedesco via AP) AP Photo

La sua famosa dichiarazione del 2017, secondo cui gli europei devono 'prendere il nostro destino nelle nostre mani', ha colto la nascente consapevolezza che il rapporto transatlantico non poteva più essere dato per scontato.

Il premio riflette anche un apprezzamento squisitamente europeo per lo stile di governo di Merkel.

In un’epoca dominata da populisti, uomini forti e polarizzazione ideologica, Merkel, che ha un dottorato in fisica, ha incarnato una democrazia tecnocratica: prudente, graduale, basata sui fatti e attenta alle istituzioni.

Le istituzioni europee – in particolare il Parlamento – vedono tutto questo come parte del DNA politico dell’Unione.

Per questo il suo collega democristiano Manfred Weber, presidente del Partito popolare europeo (PPE), l’ha definita 'una grande europea'.

La cancelliera tedesca Angela Merkel parla accanto a Manfred Weber durante una conferenza stampa a Berlino, il 9 settembre 2021. (Michael Kappeler/dpa via AP)
La cancelliera tedesca Angela Merkel parla accanto a Manfred Weber durante una conferenza stampa a Berlino, il 9 settembre 2021. (Michael Kappeler/dpa via AP) AP Photo

Onorare Merkel significa quindi anche difendere la politica del consenso, in un momento in cui quel modello è sotto pressione in tutto il continente.

Eppure il premio riaccenderà inevitabilmente il duro dibattito sul lato oscuro del suo operato.

I critici sostengono che il suo metodo spesso stabilizzava le crisi senza affrontarne le cause profonde: un approccio fondato sul consenso – ha sempre guidato governi di coalizione – che la faceva apparire come una commissione di conciliazione ambulante, in cui le sue opinioni personali risultavano spesso sfumate.

'Angela Merkel è una contraddizione affascinante: da un lato un’imponente statista, di statura rara; dall’altro, un’eredità deludente per l’Europa', ha dichiarato l’eurodeputata socialista francese Chloé Ridel.

'Non si è fatto nulla per costruire il futuro e la sovranità dell’Unione europea. Oggi ne paghiamo un caro prezzo', ha aggiunto.

L’insistenza di Merkel sull’austerità fiscale durante la crisi dell’euro ha lasciato profonde ferite nell’Europa meridionale.

A un evento di partito nel maggio 2011, Merkel citò Grecia, Spagna e Portogallo come esempi di Paesi che dovevano alzare l’età pensionabile e prendersi meno giorni di vacanza per riequilibrare l’economia.

Quelle dichiarazioni scatenarono forti reazioni. In Grecia, già provata da dure misure di austerità, molti espressero rabbia per il richiamo al cliché del 'meridionale pigro'.

Un anziano regge un cartello con una foto della cancelliera tedesca Angela Merkel ritoccata per assomigliare ad Adolf Hitler durante una protesta ad Atene, il 1º maggio 2013. (AP Photo/Thanassis)
Un anziano regge un cartello con una foto della cancelliera tedesca Angela Merkel ritoccata per assomigliare ad Adolf Hitler durante una protesta ad Atene, il 1º maggio 2013. (AP Photo/Thanassis) AP Photo

La sua decisione del 2015 di aprire le frontiere della Germania a centinaia di migliaia di rifugiati, in particolare da Siria, Iraq e Afghanistan, è diventata forse la questione più divisiva degli anni successivi.

Da un lato, i sostenitori hanno visto in quella scelta di Merkel ('Wir schaffen das' / 'Ce la possiamo fare') un atto umanitario di straordinaria leadership, in linea con la fede cristiana.

Dall’altro, i critici l’hanno accusata di aver di fatto incoraggiato grandi flussi migratori verso l’Europa, cercando poi di ripartire a posteriori la responsabilità tra gli Stati membri.

Quella disputa ha avvelenato per anni i rapporti all’interno dell’UE, ha accentuato le divisioni Est-Ovest su sovranità e migrazione e ha rafforzato i movimenti di estrema destra in tutta Europa.

Perfino il cancelliere Friedrich Merz, anche lui democristiano, ha preso le distanze dalla linea di Merkel. 'Per molti versi, la Germania non ce l’ha fatta', ha detto nel decimo anniversario della decisione di aprire le frontiere ai rifugiati.

Soprattutto, la lunga ricerca di un’interdipendenza economica con Russia e Cina perseguita da Merkel è oggi oggetto di forti contestazioni.

La dipendenza della Germania dal gas russo – simboleggiata dai gasdotti Nord Stream sostenuti da Gazprom – viene ormai considerata a posteriori una vulnerabilità strategica che ha contribuito a finanziare il Cremlino prima dell’invasione dell’Ucraina.

Il logo di 'Gazprom Germania' alla sede della società a Berlino, il 6 aprile 2022. (AP Photo/Michael Sohn)
Il logo di 'Gazprom Germania' alla sede della società a Berlino, il 6 aprile 2022. (AP Photo/Michael Sohn) AP Photo

Secondo i critici, Merkel ha sottovalutato le ambizioni geopolitiche di Vladimir Putin e ha privilegiato la stabilità economica rispetto alla resilienza strategica, come molti leader tedeschi prima di lei.

La sua apparente vicinanza alla Cina e la forte dipendenza dall’economia tedesca trainata dalle esportazioni sono considerate da alcuni errori di portata storica.

'Non possiamo non pensare a decisioni che, nel medio e lungo periodo, si sono rivelate dannose per l’economia europea: le delocalizzazioni, l’eccessiva dipendenza dalla Cina, oltre all’enorme surplus commerciale tedesco accumulato sotto i suoi governi, che ha contribuito a tendere i rapporti transatlantici con gli Stati Uniti', ha affermato Paolo Borchia, del gruppo di estrema destra Patriots for Europe al Parlamento europeo, dove guida la delegazione della Lega.

L’attuale spinta europea verso una 'autonomia strategica' è, in molti aspetti, una reazione alle premesse consolidate durante l’era Merkel.

Questa contraddizione spiega perché Merkel resti una figura così tipicamente europea.

È ammirata non perché gli europei ritengano che avesse sempre ragione, ma perché è arrivata a incarnare la tensione centrale dell’UE: il tentativo di conciliare pace, prosperità, democrazia e interdipendenza in un mondo sempre più ostile.

Perfino alcuni dei suoi critici più severi, come l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis e l’ex primo ministro belga Guy Verhofstadt, riconoscono che l’Europa è uscita dal suo mandato più unita sul piano istituzionale di quanto molti si aspettassero.

Anche la tempistica del premio è politicamente rivelatrice.

Oggi l’Europa deve affrontare una nuova fase di incertezza: la guerra della Russia contro l’Ucraina, la pressione per aumentare massicciamente la spesa per la difesa, i timori di un secondo mandato di Trump altrettanto dirompente e la crescente competizione con la Cina.

La cancelliera tedesca Angela Merkel discute del futuro dell’Europa con i membri del Parlamento europeo, a Strasburgo, il 13 novembre 2018. (AP Photo/Jean-Francois Badias)
La cancelliera tedesca Angela Merkel discute del futuro dell’Europa con i membri del Parlamento europeo, a Strasburgo, il 13 novembre 2018. (AP Photo/Jean-Francois Badias) AP Photo

Onorando Merkel oggi, il Parlamento europeo indica la volontà di proseguire una tradizione politica incentrata sul multilateralismo, sulle istituzioni democratiche e sull’integrazione europea, proprio mentre il continente si orienta verso un assetto più geopolitico e incentrato sulla sicurezza.

In questo senso, la cerimonia di Strasburgo riguarda qualcosa di più della sola Merkel.

Riguarda il tentativo dell’Europa di definire quale tipo di leadership meriti riconoscimento nel XXI secolo.

L’UE sta di fatto canonizzando una leader associata non al carisma o ai cambiamenti rivoluzionari, ma alla tenuta, alla moderazione e alla salvaguardia del centro politico europeo.

Se la storia giudicherà Merkel come la donna che ha salvato l’Europa attraverso la gestione delle crisi, o come la leader che ha rinviato il confronto dell’Europa con le realtà geopolitiche, è qualcosa che resta ancora da vedere.

L’Ordine europeo al merito suggerisce che, per ora, Bruxelles ritiene che il suo contributo nel tenere insieme l’Europa pesi più degli errori resi evidenti in seguito.

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