Abbordate nel Mediterraneo Orientale dalle forze speciali della Marina militare israeliana tutte imbarcazioni della missione pro-pal. Oltre300 attivisti arrestati, tra questi 29 italiani
La marina militare israeliana ha abbordato tutte le imbarcazioni della Sumud Flotilla, la missione marittima diretta verso Gaza con a bordo circa 300 attivisti pro-palestinesi.
Il ministero degli affari esteri italiano riferisce che al momento risultano fermati 29 connazionali e che le imbarcazioni dovrebbero giungere al porto di Ashdod.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di verificare urgentemente l'uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagli attivisti avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flottiglia.
Le operazioni di interdizione marittima e di arresto degli attivisti si sono svolte nel Mediterraneo Orientale, tra l'Isola di Creta e Cipro.
Il quotidiano israeliano Walla, citando fonti della sicurezza, rivela che le autorità starebbero negoziando per trasferire gli attivisti fermati su imbarcazioni battenti bandiere di altri Paesi, allo scopo di rilasciarli in un approdo di un altro Paese della regione, evitando così il loro trasferimento in territorio israeliano.
Il governo di Tel Aviv vorrebbe evitare l'imbarazzo diplomatico e politico, come nella precedente occasione, di detenere gli attivisti in territorio israliano, anche solo temporaneamente.
I militanti pro-pal di Samud Flotilla affermano che lo scopo della missione era di forzare il blocco di Gaza stabilito dalle Forze di difesa israeliane per consegnare alla popolazione palestinese aiuti umanitari e di prima necessità.
Non ci sono al momento segnalazioni ufficiali di incidenti o feriti durante l’operazione.