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Finanziamenti libici: chiesta in appello la condanna a 7 anni di carcere per Nicolas Sarkozy

Nicolas Sarkozy al Palazzo di Giustizia di Parigi nel marzo 2026
Nicolas Sarkozy al Palazzo di Giustizia di Parigi nel marzo 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Jean-Philippe Liabot
Pubblicato il
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La Procura ha chiesto una condanna a sette anni di carcere per l'ex capo di Stato. In questo caso, che riguarda i sospetti di finanziamento libico della sua campagna elettorale del 2007, la procura mantiene una posizione ferma

Dopo due mesi di udienze e dibattimenti davanti alla Corte d’Appello, i pubblici ministeri hanno concluso le loro arringhe nel cosiddetto “caso Libia”, chiedendo una condanna a sette anni di reclusione per Nicolas Sarkozy.

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Secondo l’accusa, l’ex presidente francese sarebbe stato l’ideatore di un “patto di corruzione” con il regime di Muammar Gheddafi, nell’ambito del presunto finanziamento illecito della campagna elettorale del 2007. Oltre alla pena detentiva, i magistrati hanno chiesto anche una multa da 300.000 euro e cinque anni di ineleggibilità.

“È opportuno punirlo in base ai fatti”, ha dichiarato uno dei procuratori, sottolineando la necessità di trattare l’imputato “come qualsiasi altro cittadino”.

In primo grado, Sarkozy era stato condannato a cinque anni di reclusione per associazione a delinquere, con due anni non sospesi. L’ex presidente aveva inoltre già trascorso 20 giorni in carcere, diventando il primo capo di Stato della Francia moderna a essere incarcerato, prima di essere rilasciato sotto controllo giudiziario in attesa dell’appello.

Nel nuovo procedimento, l’accusa ha ampliato il quadro contestato, includendo anche i reati di corruzione passiva e occultamento di fondi pubblici. Secondo i magistrati, il caso rappresenterebbe un “attacco senza precedenti alla democrazia”, con presunti fondi libici utilizzati per influenzare le elezioni presidenziali del 2007.

L’indagine trae origine dal 2012, quando il sito Mediapart pubblicò un documento secondo cui il regime di Gheddafi avrebbe accettato di finanziare la campagna di Sarkozy per circa 50 milioni di euro. Le accuse si basano su testimonianze e riscontri finanziari raccolti nel corso degli anni, anche se non è mai stata stabilita una prova definitiva di un trasferimento diretto di fondi.

L’ex presidente ha sempre negato ogni addebito, sostenendo di non aver mai beneficiato di finanziamenti libici. Nel frattempo, diversi suoi ex collaboratori, tra cui Claude Guéant e Brice Hortefeux, sono stati coinvolti in procedimenti collegati all’inchiesta.

Il processo proseguirà nelle prossime settimane con l’arringa della difesa, mentre la sentenza è attesa per il 30 novembre.

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