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Golfo Persico: nave cargo greca colpita da una cannoniera iraniana dopo l'estensione della tregua

fonte: traffico marittimo
fonte: traffico marittimo Diritti d'autore  Epaminondas
Diritti d'autore Epaminondas
Di Foteini Doulgkeri & Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La nave di proprietà greca "Epaminondas" è stata attaccata da una cannoniera iraniana nei pressi dello Stretto di Hormuz, poche ore dopo l'estensione del cessate il fuoco

Un nuovo incidente di sicurezza riaccende le tensioni nel Golfo Persico: una nave cargo di proprietà greca è stata attaccata nello Stretto di Hormuz da un’unità delle Guardie rivoluzionarie iraniane (Irgc), poche ore dopo l’annuncio dell’estensione del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

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Secondo le autorità marittime internazionali, la portacontainer Epaminondas, battente bandiera liberiana e di proprietà della società greca Technomar Shipping, è stata colpita mentre transitava in acque internazionali, a circa 15 miglia nautiche dalle coste dell’Oman.

L’attacco, avvenuto nelle prime ore del mattino, avrebbe causato gravi danni al ponte di comando, senza tuttavia provocare feriti tra i membri dell’equipaggio né incendi o impatti ambientali.

Cosa è successo, le versioni contrastano

Secondo quanto riferito dall’agenzia britannica United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto), la nave sarebbe stata avvicinata da una cannoniera dei Pasdaran che, senza lanciare alcun avvertimento via radio, ha aperto il fuoco contro l’imbarcazione.

Una versione contestata dai media iraniani: l’agenzia semi-ufficiale Tasnim sostiene infatti che il cargo avrebbe ignorato ripetuti avvertimenti delle forze armate iraniane prima di essere colpito.

Il comandante della nave, tuttavia, ha dichiarato di aver ricevuto autorizzazione al transito nello stretto. Le autorità stanno ora verificando l’autenticità di tale comunicazione, non escludendo un possibile caso di disinformazione o frode che potrebbe aver contribuito all’incidente.

fonte: Marine Traffic
fonte: Marine Traffic L'ultima posizione mostrata sulla mappa Marine Traffic per la nave

Un contesto sempre più instabile

L’attacco si inserisce in un quadro già estremamente fragile. Nonostante la tregua annunciata sul piano militare tra Washington e Teheran, gli scontri indiretti e gli episodi di sabotaggio nel traffico marittimo continuano.

Dall’inizio della crisi nel 2026, decine di navi commerciali sono state coinvolte in incidenti o attacchi, mentre il traffico marittimo è crollato drasticamente a causa dei rischi per la sicurezza e dell’aumento dei costi assicurativi.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei punti nevralgici del commercio globale: in condizioni normali vi transita circa il 20 per cento del petrolio mondiale.

L’Iran ha più volte minacciato di bloccare il passaggio in risposta alle pressioni militari ed economiche degli Stati Uniti e dei loro alleati. Sebbene non esista una chiusura formale universalmente riconosciuta, la combinazione di minacce, attacchi e incertezza operativa ha di fatto trasformato l’area in una zona ad altissimo rischio.

L’attacco alla Epaminondas rischia ora di compromettere ulteriormente i fragili equilibri diplomatici e di aumentare le preoccupazioni della comunità internazionale per la sicurezza della navigazione.

Gli osservatori temono che nuovi episodi possano avere ripercussioni dirette sui mercati energetici globali e sulle catene di approvvigionamento, già messe sotto pressione dalla crisi regionale.

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