Mi sono trasferita dalla Gran Bretagna in Sicilia: ecco cosa ho imparato per mantenere la casa fresca durante un'ondata di calore
Poco sonno. Poca motivazione. Sensazione di irritabilità. Se durante l’ondata di caldo record di maggio hai dovuto lavorare al chiuso o restare a casa con bambini piccoli, sai bene di cosa parlo.
Le abitazioni dell’Europa settentrionale, dove si è abbattuta l’ondata di caldo, sono costruite per trattenere il calore e non per disperderlo. Così molte case e appartamenti si sono trasformati in forni durante le temperature elevate, che in alcuni luoghi hanno superato i 30 °C, oltre 10 °C in più rispetto alla media di maggio.
In un rapporto pubblicato dal Climate Change Committee del Regno Unito, sempre a maggio, si raccomanda di installare l’aria condizionata in tutte le case di riposo e gli ospedali entro i prossimi 10 anni e in tutte le scuole entro 25 anni. Alcune fasce della popolazione, come chi soffre di malattie croniche, le persone con disabilità o gli anziani, possono avere bisogno del raffrescamento rapido garantito dall’aria condizionata. Ma per la maggior parte delle persone sane le alternative sono più che sufficienti.
Ci sono molti motivi per evitare l’aria condizionata. In una casa media nel Regno Unito, l’installazione costa 2.500 sterline (2.895 euro) per stanza: una cifra proibitiva per chi ha redditi medi e del tutto fuori portata per chi guadagna poco.
Gli impatti sul clima sono notevoli. I condizionatori usano più elettricità di qualsiasi altro elettrodomestico in casa. Insieme ai ventilatori elettrici consumano il 10 per cento dell’elettricità globale e rilasciano nell’atmosfera potenti gas climalteranti. Nei giorni più caldi dell’anno, in alcune aree degli Stati Uniti e del Medio Oriente, il 70 per cento del picco di domanda elettrica residenziale serve per raffrescare gli ambienti.
La Spagna ha creato una vasta rete di rifugi climatici: spazi pubblici gratuiti, come biblioteche o musei, dove chiunque può andare per restare al fresco, sedersi e bere un bicchiere d’acqua. Mentre il resto d’Europa sta cercando di recuperare organizzando questi spazi freschi, ha senso pensare anche a come mantenere la propria casa fresca durante le giornate e le notti di caldo intenso.
Molte case in Sicilia non hanno l’aria condizionata
Mi sono trasferita dal Regno Unito in Sicilia sei anni fa, in uno dei luoghi d’Europa più vicini all’Africa. Sono rimasta sorpresa da quante case qui non abbiano l’aria condizionata. Poi ho capito i principi di base per mantenere una casa fresca, al punto da non avere quasi bisogno neppure di un ventilatore.
Mentre la recente ondata di caldo è stato l’unico argomento di conversazione per i miei amici e familiari britannici, qui il caldo si cita raramente. È considerato semplicemente un dato di fatto con cui bisogna convivere, usando metodi tramandati di generazione in generazione.
Qui convivere con il caldo fa parte della vita quotidiana. Dal modo in cui si costruisce una nuova casa agli orari che si seguono in un nuovo lavoro, il caldo è dato per scontato e ci si organizza di conseguenza fin dall’inizio.
Anche se in Sicilia ha sempre fatto caldo, la situazione è la stessa che altrove: le ondate di calore, a causa del cambiamento climatico provocato dall’uomo, sono sempre più frequenti, più estreme e durano più a lungo. Abbandonare i combustibili fossili è il modo più efficace per tenere sotto controllo l’aumento del caldo e dobbiamo continuare tutti a fare pressione sui nostri governi perché diano priorità alla crisi climatica e adottino le misure necessarie, ad esempio eliminare i sussidi ai combustibili fossili.
Nel breve periodo, però, un po’ di pianificazione può rendere molto più sopportabile la prossima ondata di caldo nel luogo in cui vivi.
Basandomi sulla mia esperienza e sui consigli condivisi da altre persone, ecco i miei suggerimenti principali per restare al fresco durante un’ondata di caldo.
Tenere le finestre chiuse e oscurate
Anche se può sembrare controintuitivo tenere le finestre chiuse, perché sembra che trattengano il calore all’interno, è la cosa giusta da fare, a una condizione. Le finestre devono essere coperte all’esterno o all’interno, o anche in entrambi i modi, per tenere fuori il calore e mantenere la temperatura interna il più bassa possibile.
All’inizio mi sembrava strano che la mia donna delle pulizie siciliana, poco più che cinquantenne, chiudesse tutte le tende prima di lasciare casa mia. Ora ha perfettamente senso. Tenere chiuse tende, persiane o coperture improvvisate per le finestre fa una grande differenza per la temperatura all’interno della casa.
Ci sono modi molto economici per coprire l’esterno delle finestre: ad esempio utilizzare carta da parati da rivestimento fissata con del nastro adesivo, grandi lenzuola bloccate nella chiusura della finestra o schermi da giardino in bambù o in legno. Se usi lenzuola o asciugamani, assicurati che siano di colore chiaro, così riflettono meglio la luce. Per soluzioni più costose ma permanenti si possono installare tendoni o schermature sopra le finestre, oppure montare persiane all’esterno.
Tenere vestiti e lenzuola umidi
Ti è mai capitato di indossare una maglietta in mare o in piscina per proteggerti dal sole? Alcune persone fanno la stessa cosa restando a casa, e non si fermano alla maglietta.
La scrittrice e redattrice Sally Moss non è nuova alle giornate di caldo trascorse alla scrivania, ma ha trovato un modo gratuito per restare al fresco. In un colloquio con l’esperta di sostenibilità e autrice Solitaire Townsend (fonte in inglese), Sally ha raccontato che bagna una maglietta, la strizza in modo che resti umida ma non gocciolante e la indossa mentre lavora.
L’idea è che, evaporando, l’acqua raffreddi la pelle. Sally afferma che questo trucco la mantiene "davvero fresca per ore, senza bisogno del ventilatore" e "migliora in modo significativo" la sua qualità di vita. Puoi fare lo stesso con un cappello, una bandana o un pezzo di stoffa umido intorno al collo.
Non fermarti ai vestiti. Inumidisci un lenzuolo o un grande pezzo di stoffa e appendilo a una porta. Quando l’aria passa attraverso il tessuto, raffresca la stanza.
La siesta è un’abitudine sensata, non pigrizia
Gli spagnoli sono noti per l’amore per il pisolino dopo pranzo, la cosiddetta siesta. Molti la giudicano un’abitudine pigra, ma in realtà è molto sensata. In molti Paesi caldi tutto si ferma tra l’inizio e il tardo pomeriggio: negozi e attività chiudono, mentre gli adulti si uniscono a bambini e neonati per fare un sonnellino in un luogo fresco.
I siciliani prendono molto sul serio la pausa di mezzogiorno. Per me può essere frustrante, perché non riesco a sbrigare commissioni durante la pausa pranzo, ma funziona. Gli abitanti escono di casa verso le 16 e iniziano il "secondo turno" della giornata. Tornano al lavoro e spesso restano fino alle 19 o alle 20. Lavorare quando il sole è tramontato ha molto più senso che cercare di lavorare con il cervello rallentato nelle ore più calde del giorno.
Per aumentare i benefici, prima del pisolino mangia un pranzo piccante che faccia sudare. Come osserva Namrata Chowdhary, dirigente nel settore dell’impatto sociale nata in India, "c’è un motivo se i cibi tradizionali dei Paesi tropicali di solito sono più “piccanti” rispetto a quelli delle zone temperate".
Quando ti svegli dalla siesta, fai una doccia tiepida, considerata più rinfrescante dell’acqua fredda.