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Elezioni parlamentari in Armenia, spoglio in corso: voto decisivo per il Caucaso meridionale

FILE: I sostenitori del partito di governo armeno Contratto Civile, guidato dal premier Nikol Pashinyan, si riuniscono in Piazza della Repubblica a Yerevan, 5 giugno 2026
ARCHIVIO: Sostenitori del partito al governo armeno Contratto Civile, guidato dal premier Nikol Pashinyan, si radunano in piazza della Repubblica a Erevan, 5 giugno 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Peter Barabas & Jane Witherspoon & Aleksandar Brezar
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il voto di domenica è determinante per il futuro del Caucauso meridionale. Ue e USA appoggiano la prudente apertura filo-occidentale del premier Pashinyan, mentre Mosca sta aumentando le pressioni economiche e politiche su Erevan

Il partito centrista Contratto Civile del premier armeno Nikol Pashinyan, favorevole a un'avvicinamento all'Ue, risulterebbe favorito alle elezioni parlamentari di domenica in Armenia. Quello di domenica è un voto decisivo che plasmerà il futuro del Paese del Caucaso meridionale e dell'intera regione.

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Le urne si sono chiuse alle 20:00, ora locale, tra appelli alla prudenza mentre, nella serata di domenica, sui social hanno iniziato a circolare diversi exit poll non ufficiali e contrastanti. Secondo la testata Notizie Civiche, del partito di Pashinyan, Contratto Civile sarebbe in vantaggio con il 56,7% dei voti, mentre il partito filorusso Armenia Forte, dell'oligarca russo-armeno Samvel Karapetyan – candidato nonostante sia agli arresti domiciliari – sarebbe il secondo più votato con il 17,5% dei voti.

In precedenza, la Russia aveva avvertito Erevan del rischio di uno "scenario ucraino" mentre Ue e Stati Uniti si schierano a sostegno della cauta svolta filo-occidentale di Pashinyan, dopo lo storico accordo di pace raggiunto con l'Azerbaigian.

Perché il voto in Armenia è decisivo per il Caucaso meridionale: l'avvicinamento all'Ue

I seggi si sono aperti domenica alle 8:00 ora locale (le 6:00 CET) per i 2,4 milioni di armeni aventi diritto al voto. Gli elettori hanno scelto tra Pashinyan e il suo partito e una frammentata opposizione filo-russa, apertamente sostenuta dal Cremlino, tra cui il partito dell'ex presidente Robert Kocharyan, che ha condotto a sua volta una campagna apertamente filo-moscovita.

Il risultato consolida il riallineamento strategico del Paese del Caucaso meridionale su una traiettoria filo-occidentale, mettendolo su una rotta di collisione con il Cremlino e blindando lo storico accordo di pace con l'Azerbaigian sul Karabakh.

Un sondaggio Breavis, pubblicato a pochi giorni dal voto, aveva previsto che gli armeni avrebbero assegnato a Pashinyan un mandato netto, con oltre il 60% degli elettori già decisi a votarlo.

Alla vigilia del voto, sabato, il Comitato investigativo armeno ha arrestato sei candidati del partito di opposizione Armenia Forte, dopo che la Commissione elettorale centrale aveva autorizzato azioni giudiziarie in seguito ad accuse di riciclaggio di denaro e compravendita di voti.

Sempre sabato i media hanno segnalato un forte aumento di cittadini armeni in arrivo a Erevan dalla Russia per votare. Il fenomeno si inserisce sullo sfondo delle accuse, da parte della stampa e della società civile armene, di vaste campagne di disinformazione russe e di azioni per influenzare il voto, accuse respinte da Mosca.

Nelle fasi finali di una campagna elettorale ad alta tensione, sia l'Unione europea sia gli Stati Uniti hanno dato un sostegno esplicito a Pashinyan. Il premier ha avviato con prudenza ma con decisione una direzione filo-occidentale della politica estera armena dopo l'accordo di pace con l'Azerbaigian, mettendo così un Paese di circa tre milioni di abitanti su una rotta di collisione con la Russia.

Sostenitori del partito di governo Contratto Civile (Civil Contract), guidato dal primo ministro Nikol Pashinyan, alzano cartelli a forma di cuore durante un raduno in Piazza della Repubblica a Erevan, 5 giugno 2026
Sostenitori del partito di governo Contratto Civile (Civil Contract), guidato dal primo ministro Nikol Pashinyan, alzano cartelli a forma di cuore durante un raduno in Piazza della Repubblica a Erevan, 5 giugno 2026 AP Photo

La Commissione europea ha dichiarato di essere "fermamente al fianco" di Pashinyan, annunciando un pacchetto di misure di sostegno economico per attenuare le crescenti sanzioni russe contro Erevan legate alla sua svolta filo-occidentale e filo-UE.

In una dichiarazione diffusa giovedì, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accusato Mosca di aver "trasformato le relazioni economiche in un'arma di pressione politica", inasprendo le restrizioni all'export sui prodotti armeni. "Conosciamo fin troppo bene questo copione. Per questo l'Europa è saldamente al fianco dell'Armenia", ha aggiunto von der Leyen.

L'allontanamento dell'Armenia dalla Russia

Il presidente statunitense Donald Trump ha invitato gli armeni a un "Make Armenia Great Again", annunciando il suo "pieno e totale sostegno" alla rielezione di Pashinyan. "Nikol (Pashinyan) condivide pienamente la mia visione di pace e prosperità per l'Armenia e per l'intera regione del Caucaso meridionale", ha affermato Trump. È la prima volta che un presidente americano appoggia apertamente un candidato in un Paese considerato nell'orbita regionale della Russia.

Trump ha definito Pashinyan "un grande amico e leader", aggiungendo che sta "rendendo il suo Paese forte, prospero e molto sicuro". Un riferimento alla firma, lo scorso anno alla Casa Bianca, dello storico accordo di pace tra il premier armeno e il presidente azero Ilham Aliyev, che ha aperto la strada a consistenti investimenti statunitensi nel Paese.

Pashinyan ha condotto una campagna elettorale dai toni accesi, ripetendo agli armeni che è in gioco il loro futuro e affrontando apertamente critici e opposizione. Questi lo accusano di aver abbandonato il Karabakh e quindi di aver tradito il Paese. Il premier insiste invece sul messaggio chiave di aver chiuso il capitolo con l'Azerbaigian per costruire un futuro pacifico e prospero per l'intera regione del Caucaso meridionale.

Pashinyan ha ribadito che "abbandonare il Karabakh è stato il mio più grande servizio all'Armenia", perché "eravamo finiti in una trappola e, se avessimo continuato su quella strada, avremmo perso l'Armenia e la stessa esistenza dello Stato armeno".

Secondo il premier è arrivato il momento per l'Armenia di guardare al futuro. "Non abbiamo il diritto di trasmettere questa ferita sanguinante di generazione in generazione, dobbiamo consegnare la pace ai nostri figli", ha dichiarato, aggiungendo che "oggi siamo più indipendenti, più prosperi e più Stato che mai".

Ma mentre Mosca imponeva una serie di restrizioni economiche alle principali importazioni armene e minacciava Erevan con tagli alle vitali forniture di petrolio e gas, nell'ultima settimana di campagna Pashinyan ha mosso passi prudenti per stemperare le tensioni con la Russia. Ha ribadito la volontà di una politica estera multipolare, con gli interessi dell'Armenia al centro.

Pashinyan concorda con Putin una visita a Mosca

Giovedì il premier ha reso noto di avere concordato con il presidente russo Vladimir Putin una visita a Mosca per "incontrarci e risolvere tutte le questioni aperte", precisando che "non ci lasceremo trascinare in una guerra di parole con la Russia, difenderemo con calma le posizioni dell'Armenia". "Non agiremo contro gli interessi della Russia, ma non agiremo neppure contro i nostri", ha aggiunto Pashinyan durante un comizio.

Pochi giorni prima aveva però precisato che, al momento, l'ipotesi di una domanda di adesione dell'Armenia all'Ue è "teorica". Erevan, ha assicurato, "continuerà a lavorare con calma e costanza, senza polemiche, all'interno dell'Unione economica eurasiatica, e sono convinto che abbiamo ancora margini in questa direzione, che utilizzeremo nel prossimo futuro".

Il premier armeno ha aggiunto che "le relazioni con la Russia sono in una fase di trasformazione", ma ha definito questo processo "positivo" e ha insistito sul fatto che i rapporti con Mosca restano "aperti e sinceri, senza angoli bui".

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