Il Cdm ha discusso e dato l'ok alla bozza di decreto fiscale. Al suo interno diverse misure tra cui il rinvio a luglio della tassa sui pacchi di piccole dimensioni spediti da Paesi extra Ue. Cancellata anche la stretta sui dividendi della manovra con effetto retroattivo
Slitta al 1° luglio 2026 la tassa sui piccoli pacchi, la misura che prevede un contributo per la copertura delle spese amministrative doganali sulle spedizioni di valore non superiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue.
Lo prevede la bozza del decreto fiscale approvata venerdì in Consiglio dei ministri, che concede più tempo all'Agenzia delle dogane e dei monopoli per l'adeguamento dei sistemi informativi necessari alla gestione dei beni in arrivo da mercati esteri.
La norma chiarisce che il contributo applicato "alle spedizioni di beni provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione europea, di valore dichiarato non superiore a 150 euro" scatterà ufficialmente dal prossimo 1 luglio. Il rinvio si è reso necessario, specifica il decreto, "ferma restando l’attività di adeguamento dei sistemi informativi da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli".
Si tratta di una cambiamento utile a chi acquista online prodotti di modico valore, che per ora non vedranno rincari.
Le misure per le aziende nel decreto fiscale
Il provvedimento segna un netto dietrofront sulla stretta sui dividendi introdotta dall'ultima legge di Bilancio. Il testo appena esaminato cancella infatti le restrizioni previste nella legge di bilancio per accedere alla tassazione agevolata dell'1,2 per cento, eliminando i limiti legati alle soglie minime di partecipazione (5 per cento o 500mila euro).
Questa misura avrà applicazione retroattiva a decorrere dal 1° gennaio 2026, garantendo continuità operativa a imprese e investitori.
Il governo interviene sull’iper-ammortamento per favorire gli investimenti tecnologici, modificando quanto deciso nell'ultima legge di Bilancio. Viene infatti "soppressa la dicitura" che limitava l’agevolazione ai "beni prodotti in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo".
Per gli investimenti "effettuati dal 1 gennaio 2026", lo Stato mette in campo risorse per questa "maggiorazione dell’ammortamento per gli investimenti in beni strumentali": si va dai 95,6 milioni di euro per l’anno 2027 al picco di 297,5 milioni per il 2029 e 2030", per poi decrescere nuovamente fino a "5,6 milioni di euro per l’anno 2034" si legge nel testo.
Passa invece da 100 a 118 euro l'imposta di bolla sui conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche. L'incremento, si legge nella norma, "si applica agli estratti conto e ai rendiconti emessi a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente articolo".
Sul fronte del sociale, il decreto assicura la continuità del servizio di emissione della Carta europea della disabilità per tutto il 2026. In attesa del recepimento della direttiva Ue 2024/2841, il governo ha autorizzato una spesa di 1,6 milioni di euro per garantire il servizio, attingendo ai fondi già iscritti nello stato di previsione del ministero dell'Economia e delle Finanze.