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Il ministro delle Finanze rumeno punta su Eurobond e strategia 'Made in Europe' per la competitività

Alexandru Nazare durante un'intervista a Euronews al Consiglio europeo, il 17 febbraio 2026.
Alexandru Nazare durante un'intervista a Euronews al Consiglio europeo, il 17 febbraio 2026. Diritti d'autore  Euronews
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Di Mared Gwyn Jones & Lauren Walker
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Il ministro Aleksandru Nazare appoggia anche il più controverso club E6 delle grandi economie, affermando che, se avrà successo, sarà un bene per l'Europa.

Il ministro delle Finanze rumeno Alexandru Nazare ha dichiarato a Euronews di sostenere le varie misure allo studio nell'Unione europea per permettere al blocco di ritrovare la propria competitività e rilanciare gli investimenti.

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Le dichiarazioni di Nazare arrivano a pochi giorni da un vertice informale dell'UE dedicato alla ricerca di nuovi modi per rilanciare l'economia stagnante dell'Unione. Tra le proposte in primo piano c'era un'Unione a due velocità, che consentirebbe ad almeno nove Paesi di unire le forze e adottare iniziative che altrimenti non potrebbero essere approvate per mancanza di consenso.

Nazare ha appoggiato questa misura.

"La Romania sostiene il pacchetto sui mercati dei capitali [volto a creare un mercato unico e integrato per i capitali], la Romania sostiene la Saving and Investment Union (unione del risparmio e degli investimenti)", ha detto a Euronews' 12 Minutes with.

"Ho sempre detto che dobbiamo accelerare questo pacchetto. Se questo formato (Unione a due velocità) permetterà di accelerare alcuni dei dossier che abbiamo già all'Ecofin (Consiglio Affari economici e finanziari), penso che sia una buona idea", ha aggiunto.

Questo strumento giuridico di cooperazione rafforzata è salito alla ribalta lo scorso anno, quando i leader dell'UE hanno deciso di concedere un prestito da 90 miliardi di euro all'Ucraina senza l'approvazione di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, un cambio di passo che sembra indicare come i leader privilegino ormai la rapidità rispetto all'unanimità.

E6, il nuovo club dell'UE, potrebbe essere "molto positivo" per l'Europa

Nazare ha sostenuto il nuovo club d'élite delle economie dell'UE, ribattezzato "E6", che riunisce Germania, Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Polonia.

Questa formazione si è riunita per la seconda volta lunedì, a margine della riunione dell'Eurogruppo, per discutere di come accelerare i piani di integrazione dei mercati dei capitali dell'Unione. Ma l'iniziativa ha suscitato timori, anche in Paesi più piccoli come l'Irlanda, che i loro interessi possano essere schiacciati.

"Penso che dovremmo vedere che cosa uscirà alla fine dall'E6", ha detto il ministro rumeno, aggiungendo di averne discusso con i suoi omologhi francese e tedesco a margine della riunione dell'Ecofin di martedì.

"Non credo che abbiano intenzione di lasciare indietro qualcuno", ha proseguito. "Credo che vogliano risolvere alcune delle questioni critiche sul tavolo. E se ci riusciranno, sarà una cosa molto positiva per l'Europa".

Nazare ha inoltre sostenuto le proposte francesi per una strategia "Made in Europe", che introdurrebbe requisiti minimi di contenuto europeo per i beni prodotti localmente, un tema affrontato anche nel vertice della scorsa settimana.

"Il 'Made in Europe' sostiene l'autonomia strategica di cui stiamo discutendo", ha spiegato. "Deve essere un progetto europeo. Ed è questo il cuore del progetto. [...] Fin dalla creazione dell'Unione europea, questa era l'idea di fondo: costruire un unico blocco paneuropeo e potente".

Alla domanda se questo possa danneggiare i rapporti della Romania e dell'Europa con partner commerciali chiave come gli Stati Uniti, Nazare ha sottolineato l'importanza di un ambiente favorevole agli investimenti in Europa.

"Oggi abbiamo 300 miliardi di euro dei nostri risparmi investiti all'estero. Se riusciremo a far sì che questi miliardi siano investiti in Europa, sarà un grande vantaggio per il continente", ha affermato. "Non dobbiamo necessariamente guardare solo alla competitività. Dobbiamo chiederci come utilizzare meglio i risparmi che abbiamo già".

Un'altra idea sul tavolo a Bruxelles, sostenuta anch'essa dalla Francia, è l'emissione di debito comune dell'UE, gli eurobond, per aumentare gli investimenti in settori strategici come le tecnologie verdi, la difesa e la sicurezza.

Nazare ha difeso anche questa proposta, ricordando che l'UE l'ha già utilizzata in passato per finanziare NextGenEU, il piano per rilanciare l'economia europea dopo la pandemia di COVID-19.

"Ritengo che sia in linea con le nostre priorità strategiche e che risponda chiaramente al fabbisogno di investimenti dell'economia europea in alcuni settori strategici, come per esempio l'intelligenza artificiale", ha detto.

L'idea di usare il debito comune per rafforzare la competitività è stata sostenuta anche dall'ex presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, autore di un influente rapporto del 2024 sulla competitività. Ma ora si scontra con una forte resistenza da parte della Germania e di alcuni Paesi del Nord tradizionalmente più rigoristi.

Deficit record della Romania sotto esame

Nazare ha affrontato anche il tema del fatto che la Romania ha il più alto deficit di bilancio dell'UE, sostenendo che la situazione è migliorata negli ultimi mesi.

"Direi che le condizioni legate alla Romania [...] e il modo in cui la Romania è percepita in Consiglio sono molto migliori adesso", ha affermato. "Abbiamo guadagnato fiducia. Non solo abbiamo centrato gli obiettivi di deficit per il 2025, ma li abbiamo superati in meglio di 0,7%". L'obiettivo di deficit di bilancio per il 2026 è intorno al 6%.

La coalizione di governo guidata dal primo ministro Ilie Bolojan ha adottato misure dure nella seconda metà dello scorso anno per ridurre il deficit, compresi pacchetti di austerità che prevedono un taglio del 10% del monte salari delle istituzioni pubbliche. La decisione ha scatenato proteste.

Il Paese, che conta quasi 19 milioni di abitanti, è sotto forte pressione da parte della Commissione europea per riportare il deficit al di sotto del 3% del PIL. Poiché al momento supera questa soglia, la Romania è sottoposta alla procedura per disavanzo eccessivo (EDP), un meccanismo pensato per imporre maggiore disciplina ai bilanci pubblici.

"La nostra ambizione rispetto a dove vogliamo portare l'economia rumena deve cambiare", ha detto Nazare. "Per farlo, naturalmente, dobbiamo uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo, in cui siamo rimasti troppo a lungo negli ultimi cinque anni". Ha detto di sperare di poter uscire dalla procedura entro il 2029 o il 2030.

Ha aggiunto che chiudere la procedura è anche cruciale per i progressi della Romania verso l'adozione dell'euro.

"Non possiamo discutere dell'euro finché non usciamo dalla procedura", ha concluso. "Questa è quindi una condizione preliminare ed è un progetto molto importante per la Romania: riportare la disciplina fiscale, mettere in campo misure a sostegno dell'economia e della crescita".

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