L'azienda siderurgica ha confermato la costruzione del suo più grande forno elettrico in Europa presso lo stabilimento di Dunkerque, nel nord della Francia. L'annuncio alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron
L'investimento era stato promesso nel maggio 2024, ma ArcelorMittal ha finalizzato l'operazione da 1,3 miliardi di euro a Dunkerque martedì e in pompa magna alla presenza del presidente della Repubblica Emmanuel Macron, del Commissario per il mercato interno e vicepresidente della Commissione Ue Stéphane Séjourné e di diversi ministri francesi.
Il colosso siderurgico prevede che il nuovo impianto consentirà la costruzione di un gigantesco forno elettrico ad arco con una capacità di 2 milioni di tonnellate all'anno, che dovrebbe entrare in funzione nel 2029.
L'obiettivo è produrre acciaio "verde", senza carbone, la cui combustione emette molta CO2 e contribuisce al riscaldamento globale.
L'investimento in questo forno elettrico ad arco fa parte di una strategia, proposta dall'azienda con sede in Lussemburgo, di transizione di diverse acciaierie europee del gruppo ArcelorMittal dal carbone all'idrogeno.
L'impianto di Dunkerque a oggi è un grande inquinatore, responsabile del 15 per cento delle emissioni di CO2 dell'industria francese. Fino al 50 per cento dell'investimento sarà finanziato attraverso il meccanismo dei certificati di risparmio energetico (Cee), uno schema regolamentato dal governo che obbliga i fornitori di energia a finanziare progetti volti a ridurre il consumo energetico.
Investimento ritardato in attesa di regole Ue
Tuttavia, ArcelorMittal è stata a lungo riluttante a formalizzare la promessa di investire nella città al confine tra Francia e Belgio. Quando è venne fatta per la prima volta nel maggio 2024, il gruppo siderurgico dichiarò che la decisione sarebbe arrivata "dopo l'estate".
Alla fine è stata mantenuta, ma con oltre un anno e mezzo di ritardo. Nel novembre 2024, l'azienda ha giustificato la decisione di ritardare l'investimento con l'attesa di "misure aggiuntive per proteggere l'acciaio europeo prima di impegnarsi in qualsiasi investimento".
Tali misure sono apparse, tra l'altro, con l'entrata in fase definitiva del Border Carbon Adjustment Mechanism (Macf) il 1° gennaio 2026.
"La decisione di costruire un forno elettrico ad arco presso ArcelorMittal Dunkerque, al fine di produrre acciaio a basso contenuto di carbonio su larga scala per i nostri clienti, è stata resa possibile dalle condizioni ora esistenti per portare a compimento questo progetto", spiega Geert van Poelvoorde, amministratore delegato di ArcelorMittal Europe, in un comunicato stampa.
"Il nuovo contingente tariffario contribuirà ad arginare il flusso di importazioni sleali nell'Ue, mentre il Macf è ora operativo per creare condizioni di maggiore parità per i produttori europei".
Il Macf, da tempo richiesto dai produttori europei di acciaio, mira a sottoporre i prodotti importati nel territorio doganale dell'Unione Europea a una tariffazione del carbonio equivalente a quella applicata ai produttori europei.
Il sostegno del governo francese a ArcelorMittal
Il progetto di costruzione del forno è stato sostenuto anche dal governo francese. Nel 2023, ArcelorMittal ha ricevuto la conferma di una sovvenzione di 850 milioni di euro per la decarbonizzazione degli impianti di Dunkerque e Fos-sur-mer.
Durante la sua visita a Dunkerque, il presidente francese ha invitato il gruppo siderurgico a "portare a termine l'avventura" e a "costruire il secondo forno, continuare con l'idrogeno", oltre a dare "un futuro a Fos-sur-Mer", l'altro grande impianto francese di ArcelorMittal.
La firma ufficiale dell'investimento da 1,3 miliardi di euro sembra rassicurare l'Eliseo che il principale produttore di acciaio europeo rimarrà in Francia.
Tuttavia, Gaétan Lecocq, delegato del sindacato generale francese dei lavoratori (Cgt) a Dunkerque, ha commentato di "aspettare qualcosa di concreto" e "una data certa" per la costruzione del forno elettrico.
Nel 2024 inoltre, quando ArcelorMittal ha annunciato il suo massiccio investimento a Dunkerque, l'azienda confermò un piano di tagli di 638 posti di lavoro.