La presidente della Commissione Ursula von der Leyen dovrebbe recarsi a Canberra alla fine del mese per sbloccare l'accordo commerciale in stallo dal 2023. Un punto critico dei negoziati è soprattutto il settore dell'agricoltura. Prosegue la ricerca dell'Ue di alternative ai dazi Usa
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si recherà in Australia alla fine di febbraio nel tentativo di siglare un accordo commerciale a lungo rimandato, hanno dichiarato a Euronews fonti vicine alla questione.
La conclusione dell'accordo segnerebbe un'altra vittoria commerciale per la Commissione, dopo i recenti accordi con il blocco Mercosur dell'America Latina e con l'India, mentre si intensificano le tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti e la Cina.
Secondo una fonte, von der Leyen potrebbe recarsi a Canberra subito dopo la conclusione della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il 15 febbraio.
Il viaggio dipenderà dai progressi dei negoziati condotti dal commissario europeo per il commercio Maroš Šefčovič, che la settimana prossima incontrerà a Bruxelles il ministro australiano per il commercio Don Farrell.
"Come sempre, i progressi in questa fase delicata dei negoziati dipenderanno dai contenuti", ha dichiarato a Euronews il vice portavoce della Commissione, Olof Gill.
I colloqui per un accordo di libero scambio tra Unione Europea e Australia sono falliti nel 2023 dopo che Canberra ha accusato Bruxelles di non aver offerto un sufficiente accesso al mercato per la carne bovina, ovina, casearia e lo zucchero.
L'agricoltura rimane un punto di scontro nei negoziati commerciali dell'Ue. L'accordo con il Mercosur ha già incontrato la dura opposizione degli agricoltori europei, che temono la concorrenza estera e l'aumento delle importazioni dall'America Latina.
L'Australia, tuttavia, è vista a Bruxelles come un partner strategico e affine, in quanto l'Ue cerca di diversificare le proprie relazioni commerciali, ampliare l'accesso ai mercati globali e ridurre l'esposizione alla chiusura del mercato statunitense e alla politica commerciale sempre più aggressiva della Cina.