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Contro i dazi di Trump, Ue e India siglano un accordo commerciale senza precedenti

Costa, Modi e Von der Leyen in India
Costa, Modi e Von der Leyen in India Diritti d'autore  AP Photo
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Di Peggy Corlin & Maria Tadeo
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L’Unione europea e l’India siglano un accordo di libero scambio che riduce drasticamente i dazi su auto, vino e prodotti industriali. Bruxelles punta a raddoppiare le esportazioni entro il 2032, mentre entrambi i partner cercano alternative ai dazi imposti dagli Stati Uniti

Dopo mesi di negoziati intensi, la Commissione europea ha concluso martedì un accordo di libero scambio con l’India, che prevede una drastica riduzione delle tariffe sui prodotti dell’Ue - dalle automobili al vino - in un contesto globale segnato dalla ricerca di mercati alternativi dopo i dazi introdotti dal presidente statunitense Donald Trump.

L’annuncio è arrivato durante una visita ad alto livello dei leader dell’Unione europea, tra cui la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Entrambe le parti hanno salutato l’intesa come l’inizio di un “nuovo capitolo nelle relazioni strategiche”, mentre Ue e India cercano di ridurre la loro dipendenza dal mercato americano.

Nuova Delhi è attualmente colpita da dazi statunitensi pari al 50 per cento, che hanno fortemente penalizzato le esportazioni indiane. Dopo la firma dell’accordo con il Mercosur all’inizio del mese, Bruxelles ha ribadito la volontà di accelerare la propria agenda commerciale con nuovi partner.

I colloqui si sono svolti sul filo del rasoio, con incontri che si sono protratti nel fine settimana e fino alle prime ore di lunedì. L’accordo mira a valorizzare il potenziale “non sfruttato” dei mercati combinati di Ue e India, ma esclude settori politicamente sensibili come l’agricoltura.

“L’Ue e l’India fanno oggi la storia, rafforzando il partenariato tra le più grandi democrazie del mondo”, ha dichiarato von der Leyen, aggiungendo: “Abbiamo inviato un segnale chiaro al mondo: la cooperazione basata su regole comuni continua a produrre risultati concreti”.

Il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, responsabile dei negoziati per conto dei 27 Stati membri, ha indicato l’obiettivo di una rapida attuazione dell’accordo entro il 2027.

In un’intervista a Euronews da Nuova Delhi, Šefčovič ha spiegato che l’intesa con l’India riflette il nuovo approccio commerciale dell’Ue: maggiore pragmatismo sui risultati, piuttosto che rigidità su linee rosse politiche.

Spinta all'export Ue verso il mercato indiano

Secondo i termini dell’accordo, l’Ue punta a raddoppiare le esportazioni di beni verso l’India entro il 2032, eliminando o riducendo le tariffe su circa il 96 per cento delle esportazioni europee. Il risparmio stimato è di circa 4 miliardi di euro all’anno in dazi, mentre il mercato potenziale raggiunge complessivamente i 2 miliardi di consumatori.

Tra i principali beneficiari figurano le case automobilistiche europee, che vedranno una riduzione progressiva dei dazi indiani dal 110 per cento al 10 per cento, a determinate condizioni. Anche i settori dei macchinari, dei prodotti chimici e farmaceutici beneficeranno di una quasi totale eliminazione delle tariffe.

Il vino e gli alcolici - esportazioni chiave per Paesi come Francia, Italia e Spagna -vedranno i dazi scendere dal 150 per cento a una fascia compresa tra il 20 per cento e il 30 per cento. Per l’olio d’oliva è prevista l’abolizione totale dei dazi, attualmente pari al 40 per cento.

Dopo anni di tensioni con gli agricoltori europei, la Commissione ha confermato che i prodotti agricoli più sensibili sono stati esclusi dall’accordo. Restano quindi fuori carne bovina, pollo, riso e zucchero.

Dal lato indiano, l’intesa mantiene invariati i termini commerciali per i prodotti lattiero-caseari e i cereali, considerati da Nuova Delhi una linea rossa non negoziabile.

La Commissione ha inoltre precisato che l’accordo include un capitolo dedicato allo sviluppo sostenibile, volto a rafforzare la tutela ambientale e la lotta al cambiamento climatico.

Restano escluse le indicazioni geografiche, un altro punto controverso, che saranno oggetto di un accordo separato per proteggere i prodotti europei dalle imitazioni sul mercato indiano.

Un’intesa accelerata dalla pressione dei dazi statunitensi

La tempistica dell’accordo è cruciale, poiché Ue e India cercano di mettere al riparo le proprie economie dalla minaccia dei dazi imposti da Washington.

Lo scorso anno l’Ue ha visto salire le tariffe fino al 15 per cento nell’ambito di un accordo controverso, mentre l’India è oggi soggetta a un regime tariffario del 50 per cento da parte degli Stati Uniti.

Nel 2024 l’amministrazione Trump ha inoltre imposto un ulteriore dazio del 25 per cento all’India come ritorsione per l’acquisto di petrolio russo, una scelta che Nuova Delhi ha difeso citando la necessità di energia a basso costo per sostenere un Paese di 1,4 miliardi di abitanti.

I negoziati tra Ue e India erano iniziati nel 2007, ma si erano rapidamente arenati. Il dialogo è stato rilanciato nel 2022 e si è intensificato lo scorso anno, anche in risposta al ritorno di Trump alla Casa Bianca.

Dopo la firma dell’accordo, avvenuta martedì durante una visita ufficiale di due giorni dei vertici della Commissione e del Consiglio europeo, Bruxelles ha ribadito che l’intesa dimostra come la “cooperazione basata sulle regole” resti la via privilegiata per l’Ue, insieme a un numero crescente di partner, dall’America Latina all’India.

Prima dell’entrata in vigore, l’accordo dovrà essere ratificato dal Consiglio europeo e dal Parlamento europeo, un passaggio che potrebbe rivelarsi complesso. La Commissione punta ad avviare l’attuazione a partire da gennaio 2027.

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