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Meloni sorvola Niscemi e garantisce un'azione rapida del governo su crisi e indennizzi

Il capo della Protezione civile italiana, Fabio Ciciliano, si è recato martedì nella città siciliana di Niscemi. La premier Meloni ha sorvolato la zona in elicottero mercoledì
Il capo della Protezione civile italiana, Fabio Ciciliano, si è recato martedì nella città siciliana di Niscemi. La premier Meloni ha sorvolato la zona in elicottero mercoledì Diritti d'autore  Dipartimento della Protezione Civile
Diritti d'autore Dipartimento della Protezione Civile
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La premier in Sicilia dopo il ciclone Harry, vertici a Niscemi e Catania con le autorità locali. Danni stimati in 2 miliardi di euro. L'Assemblea regionale e le opposizioni chiedono di dirottare i fondi del Ponte sullo Stretto

Giorgia Meloni ha sorvolato in elicottero mercoledì le zone colpite dal maltempo in Sicilia, in particolare il comune di Niscemi, che ha subito due gravi frane che hanno costretto a evacuare parte della popolazione.

Nel comune in provincia di Caltanissetta, la premier italiana ha incontrato le autorità locali accompagnata dal capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano. Durante la riunione Meloni ha assicurato che il "governo agirà in maniera celere", ha riportato l'agenzia Ansa, prima di un altro vertice operativo con le autorità regionali a Catania.

La premier ha garantito anche che si "farà tutto ciò che è possibile per scongiurare che si ripeta quanto accaduto con la frana del 1997, in particolare per ciò che riguarda i ritardi negli indennizzi", ha spiegato Palazzo Chigi in una nota, anticipando nuovi incontri sul tema tra circa due settimane.

Qual è la situazione a Niscemi e in Sicilia

"Si evince che l'entità dei danni segnalati dagli enti pubblici del ciclone Harry, poi da verificare, ammonta a circa due miliardi. Quindi è una situazione che si evolve giornalmente sempre con maggiore gravità", ha detto a SkyTg24 il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

La dichiarazione di stato d'emergenza deliberata nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri ha consentito uno stanziamento iniziale di 100 milioni di euro, in attesa della definizione di un decreto legge ad hoc sulle risorse da destinare all'emergenza.

"Siamo stati i primi a essere colpiti dalla frana, a 20 metri da casa nostra. Al 100% non la vedremo più", ha detto all'agenzia LaPresse una residente, Concetta Di Martino, "alle istituzioni dico di sbrigarsi".

Un'altra residente ha denunciato invece i costi per chi ha dovuto evacuare casa e non ha trovato assistenza in famiglia. "È già cominciato lo sciacallaggio dei proprietari di case, c'è gente che per l'affitto propone addirittura fino a 2mila euro al mese. Come si fa?", ha detto all'Ansa Maria D'Alessandro, "si deve subito bloccare questa cosa. Ci devono dare gli alloggi, non i soldi per pagare l'affitto".

Tra i danni immateriali, la chiusura delle scuole che si trovano nelle "zone rosse" di Niscemi, dunque più vicine al fronte della frana lungo circa 4 chilometri, con centinaia di bambini rimasti a casa.

La Procura di Gela ha aperto un procedimento penale sui cedimenti del terreno a Niscemi, per disastro colposo e danneggiamento a carico di ignoti.

"Dalla documentazione disponibile e dalle numerose segnalazioni raccolte nel tempo", ha commentato l'associazione dei consumatori, Codacons, che ha presentato un esposto, "emerge con chiarezza come il rischio frana fosse noto, prevedibile e tecnicamente valutabile da anni".

Da parte sua uno dei leader dell'opposizione, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, ha chiesto di usare per l'emergenza in Sicilia ma anche sulla costa ionica della Calabria almeno un miliardo di euro dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto, il controverso progetto voluto dal governo italiano e per ora bloccato dalla Corte dei Conti.

L'Assemblea regionale siciliana ha approvato martedì sera un ordine del giorno per chiedere alla Regione un intervento in tal senso.

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