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Wef, Stéphane Séjourné: le minacce americane stanno creando "un nuovo mondo"

Il vicepresidente della Commissione europea, Stéphane Séjourné
Il vicepresidente della Commissione europea, Stéphane Séjourné Diritti d'autore  EC - Audiovisual Service
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Di Euronews
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Le recenti tensioni tra l'Ue e gli Stati Uniti sulla Groenlandia e la minaccia americana di dazi doganali segnano una svolta geopolitica, secondo Stéphane Séjourné, vicepresidente della Commissione europea

È un'inversione di rotta politica. Poche ore dopo il suo discorso a Davos, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato lo stop all'introdizione di dazi doganali contro otto Paesi europei inizialmente previsti febbraio.

Questo passo indietro è un sollievo per l'Unione europea, ma per il vicepresidente della Commissione europea le recenti tensioni con Washington segnano una svolta geopolitica, "un nuovo mondo".

Secondo Stéphane Séjourné, l'Ue e gli Stati Uniti rimangono partner, ma "oggi sono partner in competizione"

Siamo "in competizione sui mercati, dato che il Presidente Trump la vede così, e dobbiamo tenerne conto, e in competizione anche sulla scena geopolitica. Quindi dobbiamo prendere questa dinamica e questo contesto per quello che è".

Donald Trump ha deciso di sospendere i dazi doganali a causa di un "futuro accordo" con la Nato sulla Groenlandia preso mercoledì a Davos con il Segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte.

Mark Rutte e Donal Trump al World economic forum, Davos, 21 gennaio 2026
Mark Rutte e Donal Trump al World economic forum, Davos, 21 gennaio 2026 Evan Vucci/Copyright 2026 The AP. All rights reserved

Trump sta cercando di conquistare il territorio artico di fronte a quelle che percepisce come le ambizioni espansionistiche di Russia e Cina.

L'annuncio di Washington di mercoledì indica che qualsiasi minaccia militare sembra ormai esclusa.

Secondo il vicepresidente della Commissione, questa decisione del presidente americano è il risultato della solidarietà dimostrata dagli europei.

Stéphane Séjourné ritiene che i 27 Stati membri siano stati in grado di rimanere uniti perché il rischio di un possibile intervento americano riguardava valori fondamentali.

Per diversi giorni i leader europei hanno parlato di una risposta ferma alle pressioni americane.

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