Analisi: Il centrodestra europeo tiene la porta socchiusa ai populisti in mezzo all'ondata di estrema destra

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è confermata candidato principale del PPE a Bucarest, in Romania, il 7 marzo 2024.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è confermata candidato principale del PPE a Bucarest, in Romania, il 7 marzo 2024. Diritti d'autore Andreea Alexandru/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
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Di Mared Gwyn Jones and Sandor Zsiros in Bucharest
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Per anni, il gruppo di centro-destra del PPE ha tracciato una linea rossa nei confronti delle forze euroscettiche e di estrema destra del Parlamento europeo. Questa linea potrebbe cambiare dopo le elezioni europee di giugno.

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C'era fiducia nell'aria quando il Partito popolare europeo ha dato il via alla sua campagna pre-elettorale a Bucarest giovedì. Secondo le proiezioni, il gruppo dovrebbe raccogliere quasi un quarto dei voti per vincere le elezioni di giugno e rimanere la più grande compagine politica del Parlamento europeo.

Nonostante la prospettiva positiva, il Ppe mostra segni di stallo a causa della crescita dell'estrema destra. E visto il declino degli altri partiti mainstream, ci si chiede se il Ppe considererà le alleanze con i movimenti populisti prima ritenute impraticabili. Una domanda sempre più pertinente considerando che ciò già succede a livello nazionale.

La possibile alleanza tra Ppe ed Ecr di Giorgia Meloni

La sua candidata principale Ursula von der Leyen ha giurato di costruire ponti solo con i partiti europeisti, atlantisti e pro-Ucraina. Per decenni, il gruppo ha formato una "grande coalizione" con il centro e il centro-sinistra. Ma con la virata a destra dell'elettorato, il Ppe non esclude nuove alleanze con i membri del gruppo dei Conservatori e riformisti europei (Ecr), offrendo un punto d'appoggio alle forze euroscettiche a Bruxelles.

La presidente di Ecr Giorgia Meloni ha fatto marcia indietro rispetto alla retorica anti-Ue che sostenuta prima di essere eletta prima ministra italiana nel 2022. E si è avvicinata a von der Leyen. È possibile che Fratelli d'Italia possa raggiungere un accordo informale per cooperare con il Ppe nella prossima legislatura europea.

Anche la delegazione ceca dell'Ecr è considerata un partner moderato compatibile con il centro-destra, hanno dichiarato a Euronews diversi delegati del Ppe.

La destra europea è un gruppo eterogeneo

"I partiti di destra sono molto diversi tra gli Stati membri dell'Ue. Non possiamo equiparare Alternativa per la Germania (AfD), ad esempio, con l'Ods nella Repubblica Ceca, che prima era euroscettico, ma ora non lo è più", ha dichiarato il deputato tedesco Peter Liese.

Ma con l'adesione all'Ecr del partito dei Veri finlandesi, dello spagnolo Vox e del francese Reconquête!, la sinistra è critica nei confronti di una loro possibile collaborazione con il centrodestra. 

Il ministro degli Esteri italiano e vicepresidente del Ppe Antonio Tajani - il cui partito Forza Italia è al governo con gruppi di estrema destra, ha chiaramente espresso la volontà del Ppe di formare nuove alleanze che sostituiscano la grande coalizione.

"Spero che si possa lavorare con Ecr, che si possa lavorare con i liberali. Non possiamo certo pensare che nelle istituzioni europee ci siano solo socialisti", ha detto Tajani.

"Ci sono altre forze, altre realtà, tra cui i conservatori e i liberali, quindi vedremo quali saranno i risultati elettorali", ha proseguito. "Se i conservatori, come hanno dimostrato recentemente, si schierano dalla parte dell'europeismo, si schierano dalla parte dell'atlantismo, siamo pronti a dialogare e a discutere con loro".

L'estrema destra governa le capitali Europee

Nei Paesi Bassi Geert Wilders è in trattativa per formare una coalizione di governo dopo la vittoria alle elezioni nazionali dello scorso anno. In Francia il Rassemblement National di Marine Le Pen è comodamente in testa ai sondaggi. Un nuovo sfidante di estrema destra sta sconvolgendo il dominio dei due partiti in Portogallo. Alternativa per la Germania è il secondo partito nei sondaggi tedeschi.

Secondo le previsioni alle elezioni di giugno i partiti di estrema destra o antieuropeisti arriveranno primi in nove Stati membri, tra cui Francia e Italia, e secondi in altri nove. I conservatori tradizionali in molti Paesi Ue hanno già valicato il "cordone sanitario" progettato per tenere sotto controllo i gruppi marginali.

I partiti del Ppe governano in coalizione o con il sostegno di partiti di estrema destra o euroscettici in Repubblica Ceca, Finlandia, Italia e Svezia. In un'altra manciata di Paesi, tra cui Austria, Portogallo e Spagna, gli accordi di coalizione tra centro ed estrema destra sono diventati comuni a livello regionale.

Il Ppe sempre più a destra per non perdere elettori

"La nostra Europa pacifica e unita è sfidata come mai prima d'ora dai populisti, dai nazionalisti, dai demagoghi, che si tratti di estrema destra o di estrema sinistra", ha dichiarato von der Leyen al congresso di Bucarest.

Molte delle priorità politiche del Ppe, delineate nel suo manifesto elettorale, suggeriscono che il gruppo stia facendo sue le idee di destra per evitare un'emorragia di voti in favore dei movimenti più estremi di.

Tra queste c'è la proposta di esternalizzare le domande di asilo in Paesi terzi considerati "sicuri" per i richiedenti, sulla base del modello del Ruanda ideato dal Regno Unito. Interrogata sulla legalità dell'idea, von der Leyen ha assicurato: "È assolutamente chiaro che qualsiasi cosa faremo sarà nel pieno rispetto dei nostri obblighi ai sensi del diritto comunitario e internazionale", aggiungendo che il concetto di Paesi terzi sicuri è già sancito dal diritto dell'Ue.

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