Il Parlamento europeo chiede misure contro le interferenze russe

L'eurodeputata lettone Tatjana Ždanoka è sospettata di spionaggio a favore della Russia
L'eurodeputata lettone Tatjana Ždanoka è sospettata di spionaggio a favore della Russia Diritti d'autore European Union 2024.
Di Sandor ZsirosVincenzo Genovese
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Dopo il caso dell'eurodeputata lettone accusata di essere una spia al servizio di Mosca, una risoluzione del Parlamento europeo chiede misure contro le interferenze russe nei processi decisionali dell'Unione

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Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che chiede di frenare i tentativi della Russia di interferire nel processo decisionale dell'Unione. Gli sforzi di Mosca di ricostruire una rete di alleati in Europa, si legge nel testo, rappresentano un grosso pericolo per la democrazia, anche e soprattutto in vista delle elezioni di giugno.

Hanno votato a favore praticamente tutti i gruppi politici dell'Eurocamera, tranne Identità e Democrazia e parte della Sinistra, più altri rappresentanti singoli di altri gruppi.

"Se qualcuno al Parlamento europeo lavora per e con Putin, non dovrebbe avere la possibilità di parlare in quest'Aula"
Vlad Gheorghe
Eurodeputato di Renew Europe

L'eurodeputata accusata di spionaggio

Un caso eclatante di possibile ingerenza riguarda proprio una deputata del Parlamento europeo: Tatjana Ždanoka, figlia di un ufficiale della marina sovietica e rappresentante della minoranza russofona in Lettonia, è stata accusata in un'inchiesta giornalistica congiunta di essere un'agente dei servizi segreti di Mosca.

In aula si è difesa così: "Dicono che Tatjana Ždanokaè un'agente. Sì, sono un'agente, un'agente per la pace, per l'Europa libera dal fascismo, per i diritti delle minoranze, per l'Europa unita da Lisbona agli Urali".

Il Parlamento europeo ha aperto un'indagine sul caso Ždanoka, che ha messo in allarme anche il gruppo politico a cui apparteneva fino ad aprile 2022, i Verdi Alleanza libera per l'Europa, da cui è fuoriuscita perché non condivideva la condanna all'invasione dell'Ucraina.

Nella risoluzione, comunque, si segnalano anche altri casi di deputati che servono consapevolmente gli interessi della Russia, anche attraverso false missioni di osservazione elettorale nei territori occupati.

Influenze attraverso i partiti europei

Gli eurodeputati sembrano molto preoccupati delle possibili interferenze russe. 

"La Russia ora si sta riprendendo. Il Cremlino si sta riprendendo. Cercano di riorganizzare i loro alleati in diverse aree. Perché quando è iniziata questa guerra su larga scala, questi alleati sono rimasti in silenzio. Ora sono di nuovo molto più coraggiosi nell'esprimersi", dice a Euronews la popolare lituana Rasa Juknevičienė.

La risoluzione sottolinea come la Russia abbia trovato il modo, in violazione delle norme nazionali, di fornire finanziamenti significativi a partiti politici, politici, funzionari e movimenti in diversi Paesi, tramite la concessione di prestiti bancari, gli accordi commerciali e la facilitazione di attività finanziarie. 

I destinatari di questi favori economici sono stati secondo la risoluzione il Front National francese nel 2016, la Lega per Salvini premier nel 2019 e la campagna Leave.eu prima della Brexit. Per questa accusa diretta, nessun parlamentare della Lega ha partecipato alla votazione finale, boicottando una risoluzione ritenuta "oggetto di vergognosa strumentalizzazione da parte della sinistra, che ha inserito nel testo fake news e allusioni contro la Lega, non solo mai dimostrate dai fatti, ma persino smentite dalla magistratura italiana".

Tra gli esempi di tentativi di ingerenza, la risoluzione segnala le "narrazioni preconfezionate" fornite a partiti e politici di estrema destra in Germania e Francia con l'obiettivo minare il sostegno pubblico all'Ucraina. Ma anche le "presunte relazioni" fra il governo di Mosca e il movimento indipendentista catalano: per questo hanno votato contro la risoluzione anche gli eurodeputati indipendentisti catalani, che si dividono tra il gruppo Verdi/Ale e i non iscritti.

Per scongiurare qualsiasi rischio, l'eurodeputato liberale romeno Vlad Gheorghe propone ulteriori sanzioni contro qualsiasi collega che venga coinvolto in casi di cooperazione con la Russia.

"Se qualcuno al Parlamento europeo lavora per e con Putin, non dovrebbe avere la possibilità di parlare in quest'Aula, perché la sua voce è la voce della propaganda".

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